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1 Mag
Open Heart Nigeria: La storia di Destiny e la sua rinascita Una bambina, un cuore fragile, un filo sottile di speranza. Destiny è una bambina nigeriana nata il 7 dicembre 2020 nello Stato di Bayelsa. Un nome che, fin dal principio, sembrava già raccontare una storia più grande di lei. Una storia di fragilità , coraggio e rinascita. Dalla Nigeria all’Italia, il viaggio che cambia la vita. L’abbiamo incontrata nel 2023, durante una delle missioni del progetto Open Heart, nei giorni in cui le strade della Nigeria e dell’Italia si intrecciano per salvare vite piccole ma preziose. Quell’anno per Pobic è stato speciale: abbiamo stretto legami istituzionali fondamentali con il governatore dello Stato di Bayelsa, Douye Diri, e rafforzato la collaborazione con due ospedali chiave — il Federal Medical Centre di Yenagoa e il Niger Delta University Teaching Hospital di Okolobiri. È in questo contesto, durante una sessione di screening in collaborazione con l’Ospedale Giannina Gaslini di Genova, che Destiny è apparsa nella nostra traiettoria. Il suo cuore malato faticava a sostenere il suo respiro. Ogni battito era una richiesta d’aiuto. Un nuovo destino, una nuova partenza. Il 23 settembre 2023 Destiny è arrivata in Italia. Era fragile, sospesa. La sua vita sembrava appesa a un filo. Ma quel filo ha resistito. Il 6 ottobre è stata operata. Pochi giorni dopo, il 26 ottobre, è stata dimessa. Respirava da sola. Sorrideva. Era viva, nel pieno senso del termine. Oggi Destiny è tornata a casa, in Nigeria. E noi siamo qui, con negli occhi la luce di quel momento in cui il destino ha cambiato direzione. Il progetto Open Heart è anche questo: costruire legami oltre i confini, creare possibilità dove sembravano non esserci, dare un futuro dove il presente è incerto. E quando una bambina che si chiama Destiny torna a respirare, è impossibile non sentire che tutto ha un senso.  Perché ogni vita salvata è un destino riscritto. E ogni destino riscritto è un nuovo inizio. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere26 Apr
Ghana: il primo passo della missione Pobic per combattere la malattia reumatica cardiaca Missione in Ghana: un incontro strategico per la salute pubblica Tra il 21 e il 23 marzo 2025, una delegazione di Pobic ha mosso i primi passi ufficiali in Ghana. Il presidente Paolo Novellini e Festus Adedayo si sono recati nella capitale Accra per una serie di incontri istituzionali strategici, gettando le basi per una nuova collaborazione nell’ambito della prevenzione delle malattie reumatiche cardiache. La missione ha visto Pobic confrontarsi direttamente con i rappresentanti del Ministero della Salute del Ghana e con il team medico del National Cardiothoracic Centre, il principale ospedale cardiologico del paese. Un incontro particolarmente significativo è stato quello con il direttore della cardiochirurgia, il Dr. (Med) Kow Entsua-Mensah, figura di riferimento nella sanità ghanese. Soccorso umanitario: una risposta concreta alle esigenze locali Durante le giornate di lavoro, si è parlato a lungo della situazione della cardiochirurgia nel paese, ma soprattutto della necessità di costruire un’azione condivisa per fronteggiare un problema spesso sottovalutato: la malattia reumatica cardiaca, che in Ghana colpisce in modo particolare i bambini tra i 3 e i 14 anni. La richiesta principale rivolta a Pobic è stata chiara: aiutare a elaborare un protocollo di screening per misurare la prevalenza della malattia reumatica cardiaca nella popolazione pediatrica. Un passo fondamentale non solo per comprendere l’impatto reale della patologia a livello nazionale, ma anche per permettere al Ghana di condividere dati e strategie con gli altri paesi del continente africano, in un’ottica di cooperazione sanitaria più ampia. Malattie reumatiche in Africa: un problema diffuso e trascurato La raccolta di questi dati, infatti, avrà un doppio valore: da un lato, fornirà alle autorità ghanesi uno strumento concreto per pianificare interventi di prevenzione e trattamento; dall’altro, consentirà al Ghana di inserirsi pienamente nelle iniziative internazionali volte a debellare la febbre reumatica nell’Africa subsahariana. La missione di marzo rappresenta dunque solo il primo passo. Ma è già chiaro che il soccorso umanitario che Pobic porterà avanti in Ghana non si limiterà a interventi occasionali: si muoverà su basi scientifiche solide, con l’obiettivo di costruire progetti di prevenzione, diagnosi precoce e sostegno a lungo termine. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere26 Apr
Malattie reumatiche in Africa: una sfida sanitaria che parte dal soccorso umanitario Le malattie reumatiche rappresentano ancora oggi una delle principali emergenze sanitarie nei paesi dell’Africa subsahariana, in particolare nel corno d’Africa e in nazioni come il Ghana, dove il sistema sanitario fatica a garantire diagnosi e cure tempestive. Il soccorso umanitario assume quindi un ruolo fondamentale per affrontare una problematica spesso sottovalutata, ma con effetti devastanti sulla popolazione, soprattutto tra i più giovani. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Che cosa sono le malattie reumatiche Le malattie reumatiche sono patologie infiammatorie che possono colpire articolazioni, ossa, muscoli e, in casi più gravi, organi vitali come il cuore. In Africa, la forma più diffusa è la febbre reumatica, una complicanza di infezioni da streptococco non trattate adeguatamente. La febbre reumatica, se non diagnosticata e curata in tempo, può evolvere in cardiopatia reumatica, causando danni irreversibili alle valvole cardiache.  Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la cardiopatia reumatica è responsabile di oltre 300.000 morti ogni anno a livello globale, e colpisce principalmente bambini e giovani adulti nei paesi a basso reddito.  AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU L’impatto delle malattie reumatiche in Africa Nel corno d’Africa e in molte aree dell’Africa in genrale, la febbre reumatica resta una delle principali cause di insufficienza cardiaca giovanile.Questo avviene per diversi motivi: Diagnosi tardive o inesistenti. Carenza di antibiotici per trattare le infezioni streptococciche. Scarsa consapevolezza sanitaria nelle popolazioni rurali. Il soccorso umanitario nell’Africa orientale, si sta orientando sempre di più verso programmi di prevenzione primaria (cura tempestiva delle infezioni) e prevenzione secondaria (diagnosi precoce dei danni cardiaci). Inoltre, la forte correlazione tra povertà , mancanza di accesso alle cure e diffusione delle infezioni rende il fenomeno ancora più difficile da arginare senza il supporto delle organizzazioni di soccorso umanitario.  Corno d’Africa: un contesto ad alta vulnerabilità Il corno d’Africa, una delle regioni più fragili del continente, concentra molte delle condizioni che favoriscono la diffusione delle malattie reumatiche: Povertà diffusa. Accesso limitato ai servizi sanitari di base. Sovraffollamento scolastico e abitativo, che facilita la trasmissione delle infezioni. In questi contesti, il soccorso umanitario non si limita più alla risposta all’emergenza, ma punta alla costruzione di programmi di salute pubblica sostenibili, capaci di intercettare precocemente i rischi e ridurre l’incidenza delle complicanze cardiache. Investire nella prevenzione della febbre reumatica nel corno d’Africa significa non solo salvare vite umane, ma anche alleggerire il carico sui sistemi sanitari nazionali, migliorando la resilienza delle comunità più vulnerabili.  Conclusione Le malattie reumatiche in Africa, e in particolare nel corno d’Africa, rappresentano una sfida sanitaria di grande rilievo, ancora troppo spesso trascurata. Il soccorso umanitario svolge un ruolo essenziale nel promuovere strategie di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle infezioni che sono all’origine di gravi complicanze cardiache. Affrontare questa emergenza significa guardare oltre il singolo intervento, puntando su progetti duraturi capaci di migliorare strutturalmente la salute pubblica nei territori più fragili. Questo è ciò che resta dell’unica ambulanza della città di Nemirov, Ucraina. Una parte di un missile Russo, parzialmete distrutto dalle forze Ucraine, si è fatalmente schiantata contro il mezzo per soccorso emergenziale. Per una comunità come Nemirov, una tragedia sociale molto grave.  Ecco perché come Pobic, in via del tutto emergenziale, abbiamo donato un’ambulanza dismessa in Italia, ma che resta completamente funzionante. Il rofessor Mikola Segeda, presidente della fondazione Pobic Ucraina, si è incaricato di guidare il mezzo fino a destinazione.  Questo è solo un primo passo. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU
Continua a leggere26 Apr
Ucraina: tutta la nostra storia dall’inizio ad oggi La nostra missione in Ucraina non è nata con l’esplosione della guerra, né per rispondere a un’emergenza improvvisa. È una storia che ha radici profonde, fatta di incontri, di piccoli passi, di relazioni costruite negli anni. Una storia che vogliamo raccontarvi, dall’inizio fino ad oggi. 2005: i primi passi a Krasnograd Era il 2005 quando Pobic varcò per la prima volta i confini ucraini. La destinazione era Krasnograd, una cittadina dell’oblast di Charkiv, nell’Ucraina orientale. In un contesto segnato da povertà e difficoltà , trovammo comunità vive, dignitose, desiderose di costruire un futuro migliore.   Il nostro primo intervento fu semplice ma fondamentale: sostegno diretto a famiglie in difficoltà , con particolare attenzione a quelle con bambini disabili. Non c’erano grandi mezzi, ma c’era tutta la volontà di esserci, di accompagnare queste famiglie con supporti concreti e continui. ADOTTA A DISTANZA 2008: formare per resistere a Leopoli Nel 2008, capimmo che aiutare voleva anche dire costruire competenze. Così, in collaborazione con l’Università di Yosypovych a Leopoli, organizzammo corsi di assistenza infermieristica e gestione dei grandi traumi. In un’epoca ancora relativamente stabile per il paese, investire nella formazione di personale sanitario significava rafforzare una rete fragile ma fondamentale, capace di rispondere a emergenze ordinarie e straordinarie.  2005–2025: la lunga amicizia con Nemirov Parallelamente, nello stesso 2005, prendeva forma uno dei progetti più duraturi: il sostegno all’orfanotrofio Nekrasov di Nemirov, nell’oblast di Vinnytsia. Anno dopo anno, portammo beni di prima necessità , materiale educativo e giocattoli ai bambini ospitati nella struttura.  Non solo. Organizziamo anche programmi di accoglienza estiva per i bambini affetti da patologie dermatologiche e osteo-scheletriche, offrendo loro soggiorni di cura e benessere in Italia, presso famiglie solidali. La missione di Nemirov, ancora attiva, è la testimonianza più viva del nostro impegno costante e silenzioso.  Dal 2022: l’Ucraina in guerra, una nuova emergenza Quando, nel 2022, scoppiò la guerra in Ucraina, tutto cambiò. L’emergenza ucraina esplose in modo devastante e, con essa, i bisogni della popolazione. Non ci siamo tirati indietro: organizzammo convogli umanitari, distribuendo farmaci, vestiario, beni alimentari e materiali di emergenza alle popolazioni sfollate. Abbiamo potenziato la nostra presenza, cercando di offrire sostegno non solo materiale, ma anche umano.  2023: un’ambulanza per salvare vite Nel 2023, un episodio drammatico ci ha richiesto una risposta immediata. A Nemirov, l’unica ambulanza disponibile è stata distrutta da un frammento di missile russo. In risposta, abbiamo donato una nuova ambulanza, proveniente dall’Italia, perfettamente funzionante, che ha ridato speranza a una comunità intera. A bordo, caricammo anche vestiti e medicinali, consegnati grazie alla determinazione del presidente di Pobic Ucraina, Mikola Segeda.  2024: rafforzare la sanità , costruire futuro Nel 2024, il nostro intervento si è ulteriormente rafforzato: abbiamo donato una seconda ambulanza all’oblast di Vinnytsia e avviato programmi di formazione sanitaria specifica per la gestione delle emergenze in contesto di guerra. Un passo fondamentale per garantire non solo mezzi, ma anche competenze, affinché chi vive il conflitto in prima linea possa contare su risorse adeguate. Oggi: la missione continua A vent’anni dall’inizio della nostra missione in Ucraina, sappiamo che ogni intervento ha costruito qualcosa: una rete di solidarietà , un sostegno concreto, un futuro possibile anche nei momenti più bui. Con il tuo aiuto, possiamo continuare.  Ogni donazione sostiene direttamente i nostri progetti: ambulanze, medicine, formazione, beni di prima necessità . Dona ora e cammina con noi al fianco di chi non può smettere di sperare. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere12 Apr
2005 – Missione in Ucraina a Krasnograd: lì dove tutto è iniziato Il nostro primo passo in Ucraina è stato lieve, quasi timido. Era il 2005 e la città si chiamava Krasnograd, un piccolo centro nell’oblast’ di Charkiv, non lontano dal confine orientale. Non sapevamo esattamente cosa aspettarci, ma avevamo chiaro un sentimento: volevamo esserci. Non per portare soluzioni dall’alto, ma per camminare accanto. Allora ci chiamavamo ancora Anpobic, ed eravamo all’inizio di un percorso che non immaginavamo così lungo e intenso. Krasnograd ci accolse con la sua bellezza ruvida: case basse, strade polverose, un silenzio che parlava. E nei volti della gente — segnati dal lavoro, dalla fatica, ma anche da una gentilezza quasi disarmante — leggemmo subito una verità : qui c’era bisogno, ma anche dignità . Una povertà concreta, senza maschere, ma mai mendicante.  Un impegno fatto di mani tese, non promesse Non ci fu bisogno di grandi piani iniziali. Portammo vestiti, scarpe, coperte, ascoltammo storie, sedemmo a tavola con chi non aveva nulla da offrire se non il tè caldo e la voglia di raccontarsi. Da lì, quasi naturalmente, nacque il progetto di Sostegno a Distanza: uno strumento che ci permise di aiutare famiglie con figli disabili, di costruire un filo diretto tra chi dava e chi riceveva, senza filtri.  La missione in Ucraina a Krasnograd prese forma un passo alla volta. Non era un programma: era una relazione. In un tempo in cui tutto sembrava immobile, quel piccolo scambio di aiuto e umanità generò movimento. Una carezza che andava e tornava. ADOTTA A DISTANZA 2025: la guerra in Ucraina e la fedeltà alla missione Poi, nel 2022, il rumore della guerra ha attraversato anche quei luoghi quieti. E oggi, nel 2025, Krasnograd è diventata un punto dolente sulla mappa della sofferenza. La guerra in Ucraina ha cambiato il volto di tutto, ma non il nostro legame con quella gente. Le voci che ci arrivano parlano di paura, di fame, di freddo.  E noi siamo ancora lì — non con soluzioni definitive, ma con la stessa presenza testarda di sempre. Perché la missione in Ucraina, almeno per noi, è prima di tutto una promessa di fedeltà . GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere12 Apr
2023 – Missione in Ucraina a Nemirov: un’ambulanza per ripartire Era rimasta una sola ambulanza per tutta la città di Nemirov, in Ucraina. Poi, un giorno del 2023, non ci sono state più nemmeno quelle. Un frammento di missile russo — parzialmente abbattuto, ma non abbastanza — ha colpito in pieno l’unico mezzo di soccorso disponibile. Una tragedia silenziosa, passata forse inosservata altrove, ma che per una piccola comunità come Nemirov ha significato perdere l’ultima possibilità di trasporto d’urgenza, l’unico mezzo per salvare vite. Un colpo al cuore, in mezzo a una guerra in Ucraina che logora ogni giorno il tessuto sociale e sanitario del paese. Quando servono risposte concrete Non abbiamo avuto bisogno di pensarci a lungo. Come Pobic, da anni impegnati con numerose missioni in Ucraina, sapevamo cosa fare. Non servivano buone intenzioni, serviva un’ambulanza. Subito.  Abbiamo così deciso, in via emergenziale, di donare un mezzo dismesso in Italia, non più utilizzato per il soccorso locale ma ancora perfettamente funzionante. È partita così una nuova missione in Ucraina: discreta, concreta, carica di umanità e strumenti essenziali. ADOTTA A DISTANZA Dentro quell’ambulanza molto di più Quella ambulanza, guidata dal presidente di Pobic Ucraina Mikola Segeda, non trasportava solo una soluzione tecnica. Volevamo fosse un segno tangibile che qualcuno, da lontano, ascolta e risponde. A bordo c’erano vestiti, medicinali, forniture di prima necessità , raccolti grazie alla generosità di chi, anche a distanza, non ha dimenticato il popolo ucraino. È stato tutto caricato a mano, pezzo per pezzo, come si fa con le cose che contano davvero. Oltre l’emergenza, la continuità La missione in Ucraina a Nemirov non si esaurisce con una consegna. È parte di un impegno che ci accompagna da anni, fatto di interventi silenziosi, di piccoli miracoli logistici, di rapporti costruiti sul campo. L’emergenza ucraina ha mostrato quanto siano fragili anche le infrastrutture più basilari. Ma ha anche mostrato quanto una comunità fiera possa resistere, se sostenuta.  GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere12 Apr
2010 – Missione in Ucraina a Nekrasov: un impegno che continua nel tempo La guerra in Ucraina ha attirato l’attenzione del mondo negli ultimi anni, ma per noi di Pobic l’impegno in questa terra è iniziato molto prima. Tra le tante missioni in Ucraina che abbiamo realizzato, una delle prime e più sentite è stata quella iniziata nel 2010 a Nemirov, presso l’orfanotrofio Nikalaj Alekseevic Nekrasov. La nascita della missione a Nekrasov Nel 2010 siamo arrivati a Nemirov mossi dal desiderio di conoscere una realtà fragile ma significativa.  L’orfanotrofio Nekrasov, pur segnato dal tempo, ci è subito apparso come una struttura dignitosa e gestita con attenzione.  Ad accoglierci c’era il direttore Kondratuk Vasil Yakovic, che con gentilezza e disponibilità ha ascoltato i nostri propositi. Da quel primo incontro è nato il progetto di Sostegno a Distanza, pensato per aiutare i bambini orfani accolti in strutture pubbliche.  Il sostegno concreto Grazie al supporto dei nostri soci e sostenitori, abbiamo potuto avviare una missione in Ucraina concreta: giocattoli, vestiti, beni essenziali sono stati raccolti e consegnati con regolarità .  I bambini hanno accolto ogni gesto con entusiasmo e gratitudine, e ogni visita ha rafforzato il legame tra Pobic e questa comunità .  2022: l’inizio della guerra in Ucraina Nel 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina, il contesto è cambiato drammaticamente. L’emergenza ucraina ha colpito duramente anche le strutture già fragili, come l’orfanotrofio di Nekrasov.  Le necessità si sono moltiplicate, e così anche l’urgenza della nostra presenza.  2025: la missione continua Oggi, nel 2025, la missione in Ucraina prosegue. Nonostante tutto, Pobic continua a essere presente sul territorio, con interventi mirati e vicini alle persone.  Quella di Nekrasov è solo una delle tante missioni in Ucraina portate avanti in questi anni, tutte accomunate da un unico obiettivo: esserci, sempre, accanto a chi ha più bisogno. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere26 Apr
Marocco: un progetto di prevenzione sanitaria dedicato alle donne berbere Nel corso delle sue attività umanitarie, l’associazione Pobic ha maturato esperienze in diversi contesti africani: dall’Uganda alla Costa d’Avorio, fino al Marocco.  Proprio in quest’ultimo paese, grazie alla conoscenza del territorio e alla collaborazione con le realtà locali, è stato possibile avviare un progetto di prevenzione sanitaria più strutturato e mirato. Un progetto nel cuore del Sud del Marocco L’iniziativa si è concentrata nel Sud del Marocco, una regione affascinante e complessa, dove il progresso economico convive ancora con profonde disuguaglianze sociali. Nonostante i considerevoli passi avanti compiuti nel riconoscimento dei diritti delle donne, l’accesso a servizi sanitari adeguati per le popolazioni più isolate resta ancora limitato. In particolare, il progetto è stato rivolto alle donne berbere che vivono nei villaggi ai confini con il deserto del Sahara, un’area remota dove le condizioni di vita sono spesso estremamente dure e l’assistenza medica scarsa. Focus sulla prevenzione e sulla salute delle donne La scelta di indirizzare il progetto verso le donne berbere nasce dalla consapevolezza che, in questi contesti, sono spesso proprio le donne a portare il peso maggiore delle carenze sanitarie. Intervenire sulla prevenzione significa non solo migliorare la salute individuale, ma anche rafforzare l’intera comunità , dato il ruolo centrale che le donne rivestono nella società berbera. Le attività previste hanno riguardato: Sensibilizzazione sanitaria sulle principali problematiche di salute femminile. Educazione alla prevenzione di malattie trasmissibili e condizioni croniche. Promozione dell’accesso ai controlli di base e all’assistenza prenatale.  Marocco: una sfida tra tradizione e modernità Il Marocco, paese del Maghreb in forte crescita economica, si trova ancora oggi a dover bilanciare il proprio sviluppo con la necessità di rendere i progressi accessibili a tutte le fasce della popolazione.In particolare nelle aree rurali e desertiche, dove le comunità berbere mantengono vive tradizioni secolari, i servizi essenziali — inclusi quelli sanitari — faticano ad arrivare.  Attraverso il progetto attivato, Pobic ha scelto di operare dove il bisogno è più forte, promuovendo il diritto alla salute come condizione fondamentale per un reale progresso umano e sociale.  GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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Costa d’Avorio: la formazione sanitaria come motore di cambiamento, il modello Pobic Durante la missione avviata nel 2012 in Costa d’Avorio, l’associazione Pobic ha scelto di affiancare alla fornitura di mezzi di soccorso un altro intervento fondamentale: la formazione del personale sanitario locale. In un contesto dove le infrastrutture erano minime e il numero di medici estremamente basso, la possibilità di costruire competenze direttamente sul territorio rappresentava una priorità strategica. L’importanza della formazione sanitaria Le province di Bongouanou, Arrah e M’Batto, aree di intervento della missione, si caratterizzavano per un accesso ai servizi sanitari limitato e per la quasi totale assenza di protocolli di emergenza strutturati. Nel momento in cui i mezzi di trasporto sanitario venivano introdotti grazie al progetto Emergency Transport, era evidente che senza un’adeguata formazione, il loro impatto sarebbe stato parziale e poco duraturo. La risposta di Pobic è stata quella di avviare corsi di formazione tecnica, concentrati su procedure basilari ma essenziali, come la rianimazione cardiopolmonare (RCP) su adulti e bambini.  ADOTTA A DISTANZA Metodologia e attività formative La formazione è stata condotta attraverso sessioni teoriche e pratiche, utilizzando manichini didattici per simulare gli interventi di emergenza.I corsi erano rivolti a: Medici e infermieri ospedalieri. Personale paramedico dei villaggi periferici. Gli operatori sono stati istruiti a riconoscere situazioni critiche, ad attuare le prime manovre salvavita e a utilizzare correttamente le attrezzature di emergenza disponibili a bordo delle ambulanze.  Un elemento chiave dell’approccio formativo di Pobic è stato il trasferimento di strumenti di apprendimento: i manichini utilizzati per l’addestramento sono stati donati all’ospedale di Bongouanou al termine della missione, permettendo così al personale locale di continuare a esercitarsi e aggiornare le proprie competenze anche in autonomia.  Obiettivi perseguiti L’obiettivo della formazione non era semplicemente quello di istruire durante la presenza del team internazionale, ma di: Costruire capacità operative locali, riducendo la dipendenza dagli aiuti esterni. Garantire la continuità delle competenze nel tempo. Rafforzare il sistema sanitario attraverso risorse umane qualificate e più consapevoli nella gestione delle emergenze.  Risultati ottenuti Al termine della missione, il personale sanitario locale aveva acquisito: Capacità operative di base nella gestione dei pazienti critici. Migliore utilizzo delle ambulanze e delle attrezzature fornite. Una maggiore autonomia nell’affrontare situazioni di emergenza senza l’intervento immediato di specialisti esterni. Questi risultati hanno contribuito a rafforzare la rete di emergenza territoriale nata con il progetto Emergency Transport, rendendo più efficiente e sicuro il soccorso nelle aree rurali della Costa d’Avorio.  Risultati ottenuti La formazione sanitaria realizzata da Pobic in Costa d’Avorio dimostra che lo sviluppo delle competenze locali è un elemento essenziale per garantire la sostenibilità degli interventi umanitari. Non basta consegnare mezzi o attrezzature: occorre investire nelle persone, nella loro preparazione e nella loro capacità di mantenere attivi i servizi anche dopo la fine delle missioni internazionali.  Il modello adottato da Pobic ha permesso di lasciare una traccia concreta e duratura, contribuendo a migliorare l’accesso ai servizi di emergenza in una delle zone più fragili del paese. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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Costa d’Avorio: 4 abulanze donate per il progetto Emergency Transport Nel 2012, l’associazione Pobic ha avviato un progetto operativo di sviluppo del trasporto sanitario di emergenza nella provincia di Bongouanou, in Costa d’Avorio. La missione si è concentrata sulla fornitura di mezzi di soccorso e sulla creazione di un primo sistema organizzato di emergenza territoriale. La situazione di partenza All’inizio della missione, le condizioni sanitarie e logistiche dell’area erano estremamente precarie. In tutta la provincia non era disponibile un sistema di ambulanze operative. I pazienti che necessitavano di cure urgenti venivano trasportati su mezzi privi di qualsiasi standard di sicurezza sanitaria, spesso costretti ad affrontare tragitti di ore su strade sterrate e danneggiate. La stagione delle piogge aggravava ulteriormente la situazione, rendendo molte vie di comunicazione impraticabili e aumentando i rischi nei casi di emergenza. ADOTTA A DISTANZA L’intervento di Pobic Per rispondere a questa criticità , Pobic ha implementato un programma strutturato che ha previsto: La donazione di quattro ambulanze completamente equipaggiate. La formazione tecnica del personale locale destinato alla gestione dei mezzi di soccorso. Il rafforzamento delle procedure di emergenza, attraverso l’introduzione di protocolli di primo soccorso. Le ambulanze sono state consegnate direttamente all’ospedale di Bongouanou e ai presidi sanitari periferici.Durante il tragitto di trasferimento, uno dei mezzi è stato utilizzato per soccorrere un ferito in un incidente stradale, confermando immediatamente la necessità e l’efficacia dell’intervento.  Obiettivi e risultati raggiunti L’obiettivo principale di Emergency Transport era quello di ridurre i tempi di accesso ai servizi sanitari per le popolazioni delle aree rurali, migliorando così la possibilità di sopravvivenza nei casi di urgenza. In pochi mesi dall’attivazione del servizio, si è registrato: Un miglioramento nella gestione dei trasporti sanitari, Un aumento della fiducia della popolazione nei confronti delle strutture ospedaliere, Una maggiore capacità di risposta da parte del sistema sanitario locale in situazioni di emergenza. La formazione del personale, inoltre, ha permesso di garantire la corretta gestione dei mezzi e di stabilire competenze di base nella gestione delle emergenze, favorendo una maggiore autonomia operativa. Conclusione Il progetto Emergency Transport ha segnato un passaggio fondamentale nella strategia di Pobic in Costa d’Avorio: non solo fornire risorse materiali, ma anche rafforzare le capacità locali, creando un impatto concreto e duraturo sulla salute pubblica della regione. Con interventi mirati, calibrati sulle esigenze reali del territorio, è stato possibile avviare il primo embrione di rete di soccorso in una delle aree più svantaggiate del paese. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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