Categoria Ucraina

14 Lug

Pobic alla Conferenza “Ukraine Recovery” di Roma: rinnovato impegno per la ricostruzione dell’Ucraina

Pobic alla Conferenza “Ukraine Recovery” di Roma: rinnovato impegno per la ricostruzione dell’Ucraina Il 10 e 11 luglio 2025 si è svolta a Roma la quarta edizione della Ukraine Recovery Conference (URC2025), un evento internazionale promosso dai governi di Italia e Ucraina per rafforzare la cooperazione globale nella ricostruzione dell’Ucraina, colpita da oltre tre anni di guerra. Ospitata presso il Roma Convention Center “La Nuvola”, la conferenza ha visto la partecipazione di oltre 100 delegazioni governative, 40 organizzazioni internazionali e migliaia di rappresentanti del mondo economico e sociale. Obiettivo centrale: trasformare le dichiarazioni di sostegno in azioni concrete, con un’attenzione particolare alla resilienza umana, economica e istituzionale del Paese. Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici:   Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici: Business: rilancio dell’economia attraverso investimenti privati e sostegno alle imprese locali. Capitale umano: sostegno ai bisogni sociali, alla salute mentale, al reinserimento dei rifugiati e alla protezione dei minori. Governo locale e territori: rafforzamento della capacità amministrativa e autonomia delle autorità locali. Percorso europeo: accelerazione del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. Durante l’evento, sono stati annunciati impegni finanziari rilevanti. L’Unione Europea ha presentato un pacchetto di supporto del valore di 2,3 miliardi di euro, con l’obiettivo di mobilitare fino a 10 miliardi tramite garanzie, sovvenzioni e nuovi strumenti finanziari. Tra le novità, anche un fondo di investimento europeo destinato al rilancio industriale e alla transizione verde dell’Ucraina. Diplomazia, sicurezza e partecipazione globale All’apertura dei lavori hanno partecipato numerosi leader internazionali, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, e altri esponenti di rilievo politico da Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Francia. Tra i temi discussi, anche la creazione di una forza multinazionale per la stabilizzazione del Paese una volta raggiunto un cessate il fuoco, con il coinvolgimento di una trentina di Paesi. Il ruolo di Pobic: solidarietà concreta e duratura Anche Pobic ha preso parte alla conferenza, rappresentata dal presidente avv. Paolo Novellini, dal vicepresidente Festus Adedayo e dalla direttrice operativa Ada Caraffini. L’ONG è da oltre vent’anni attiva in Ucraina, con progetti umanitari che spaziano dal sostegno sanitario all’assistenza a famiglie vulnerabili, minori e comunità rurali colpite dalla guerra.   La partecipazione di Pobic alla URC2025 rafforza il suo impegno per il popolo ucraino. L’organizzazione continuerà a operare in collaborazione con enti locali e internazionali per offrire supporto tangibile nella ricostruzione del tessuto sociale e civile. Il lavoro sul campo si allineerà agli obiettivi della conferenza, valorizzando approcci inclusivi, sostenibili e orientati ai diritti umani. Pobic: Dove c’è più bisogno   Oggi più che mai, la ricostruzione dell’Ucraina non può essere solo un tema geopolitico: è una responsabilità collettiva, un atto di solidarietà verso milioni di persone che aspirano a un futuro dignitoso. Pobic sarà presente, con competenza e umanità, a ogni passo di questo percorso. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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3 Lug

Emergency Transport: Ucraina: escalation silenziosa, emergenza evidente.

Emergency Transport: perché oggi più che mai serve supportare l’Emergency Transport di Pobic In Ucraina si continua a morire, anche se i telegiornali non lo raccontano più. Negli ultimi giorni, l’Ucraina è stata colpita dalla più massiccia ondata di attacchi russi dall’inizio del conflitto: tra il 29 giugno e il 3 luglio, centinaia di droni e missili hanno colpito infrastrutture civili, ospedali, centri abitati e luoghi di soccorso. A Odesa, Kryvyi Rih, Poltava e nella regione di Kherson i raid hanno causato vittime tra i civili, inclusi bambini. A Kiev e Lviv si registrano blackout, vittime e un sistema sanitario sotto pressione. Tutto questo accade nel silenzio dell’estate europea. E mentre cala il clamore mediatico, cresce la necessità concreta di un aiuto stabile, strutturato, continuo. Una guerra che cambia volto, ma resta crudele. L’intensificarsi dei bombardamenti e l’intenzione dell’Ucraina di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa — per poter riutilizzare mine antiuomo — segnalano una spirale che si inasprisce: sul piano militare, etico, umanitario. Migliaia di civili rischiano di rimanere intrappolati nei territori sotto assedio. Le vie di evacuazione si restringono. E le ambulanze diventano spesso bersagli, non strumenti di salvezza. L’Emergency Transport di Pobic: una risposta concreta, silenziosa, ma vitale. Dal 2014, Pobic è presente in Ucraina con interventi umanitari che hanno coperto tutte le fasi del conflitto, dall’invasione della Crimea fino all’emergenza odierna. Lo abbiamo fatto con costanza, senza mai spegnere i motori della solidarietà. Tra i progetti più urgenti e indispensabili oggi c’è l’Emergency Transport: Una rete di trasporto sanitario d’emergenza per bambini, feriti, malati cronici e persone vulnerabili. Coordinata da volontari locali e internazionali, operativa in aree ad alto rischio. Essenziale per garantire evacuazioni rapide, trasporti verso ospedali ancora funzionanti e consegne mirate di medicinali. In un contesto in cui le ambulanze vengono colpite deliberatamente e i bombardamenti si moltiplicano, garantire veicoli attrezzati, carburante, personale e manutenzione è diventato un atto di resistenza umana. Cosa puoi fare oggi stesso? Oggi, più che in passato, l’inasprimento del conflitto richiede risposte immediate. Pobic c’è. Ma abbiamo bisogno del tuo aiuto per: Finanziare nuove unità mobili di soccorso. Garantire turni di guida e trasporto su rotte sempre più pericolose. Rafforzare la rete logistica e sanitaria di emergenza. EMERGENCY TRANSPORT La nostra forza è far viaggiare la speranza su quattro ruote. Dona un “pezzettino” di ambulanza: insieme possiamo mettere in strada il prossimo mezzo prima dell’inverno 2025. Sul sito Pobic è attiva una campagna dedicata; bastano 25 € per assicurare un kit di medicazione a bordo, 100 € per rifornire l’ossigeno. Ogni contributo accorcia la distanza fra chi scappa e un soccorso tempestivo. DONA ORA

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5 Mag

Emergency Transport: perché un’ambulanza Pobic può fare la differenza nella crisi degli sfollati ucraini

Emergency Transport: perché un’ambulanza Pobic può fare la differenza nella crisi degli sfollati ucraini Da tre anni l’Ucraina vive un pendolarismo forzato: quasi 5 milioni di persone si spostano all’interno del Paese per sfuggire ai bombardamenti, salvo poi tentare di rientrare a casa quando la linea del fronte arretra. A questi si sommano 6,36 milioni di rifugiati registrati in Europa — dei quali 4,3 milioni sotto protezione temporanea nell’UE — che gravano su sistemi di accoglienza ormai saturi in Polonia e Germania. Il pendolarismo degli sfollati interni Secondo la IOM, il 37 % degli sfollati dichiara di aver cambiato provincia più di una volta nell’ultimo anno; molti oscillano fra le regioni occidentali, ritenute più sicure, e le province d’origine per controllare le abitazioni o lavorare. L’instabilità logistica rende indispensabili mezzi di soccorso mobili capaci di raggiungere comunità che cambiano volto da un mese all’altro. Lacune di finanziamento Il piano umanitario ONU per il 2025 chiede 2,6 miliardi di dollari, ma a oggi copre solo il 20 % delle necessità: i tagli USA hanno fatto crollare i fondi dell’83 % rispetto al 2024. Di conseguenza l’obiettivo di persone assistite è sceso da 6 a 4,8 milioni, lasciando fuori milioni di sfollati in aree di difficile accesso La fatica dell’accoglienza in Europa Polonia: quasi 1 milione di PESEL‑UKR ancora attivi, con alloggi di emergenza che iniziano a chiudere per mancanza di fondi. Germania: 1,25 milioni di rifugiati ucraini — 29 % minori — mettono sotto pressione scuole e servizi sanitari locali. Mentre le reti di protezione sociale si sfilacciano, cresce la richiesta di trasferimenti sanitari da frontiera a frontiera e verso gli hub ospedalieri più capaci. Il contributo fondamentale di Pobic Attraverso il programma Emergency Transport, Pobic recupera ambulanze dismesse in Italia, le ricondiziona e le invia cariche di forniture mediche.   Caso emblematico — Nemirov, 2023 Quando un frammento di missile ha distrutto l’unico mezzo di soccorso della cittadina, Pobic ha consegnato una nuova ambulanza, guidata fino al Donbass dal presidente di Pobic‑Ucraina, Mikola Segeda. Insieme al veicolo hanno viaggiato kit di medicazione, antibiotici, coperte e abiti caldi assemblati dai volontari in Lombardia. leggi qui l’articolo per conoscere meglio la storia. Ogni convoglio di Pobic parte con: Farmaci a uso chirurgico e d’urgenza (analgesici, antibiotici, soluzione fisiologica). Kit di primo soccorso per evacuazioni rapide di civili feriti. Coperte termiche e abbigliamento invernale destinati a chi abita in rifugi improvvisati o seminterrati senza riscaldamento. Vestiti, cibo a lunga conservazione e giochi per i più piccoli. I nostri obiettivi per il 2025 Ampliare la flotta: l’obiettivo minimo è donare altre tre ambulanze alle municipalità di Kharkiv, Zaporizhzhia e Mykolaïv, dove i mezzi vengono colpiti più spesso. Formare personale locale: moduli di 48 ore su triage ed emergenza a bordo per infermieri ucraini. Sostegno a distanza: continuare il programma avviato nel 2010 all’orfanotrofio di Nemirov, garantendo forniture mensili di vestiti e giochi educativi. Perché ogni ambulanza conta adesso Risponde al pendolarismo: un mezzo attrezzato può seguire gli sfollati nei loro movimenti, offrendo cure dove gli ospedali non sono più raggiungibili. Colma i buchi di bilancio: mentre i fondi ONU si riducono, un’ambulanza completa di forniture vale in media 85 000 €, coprendo un gap che le agenzie internazionali non riescono più a finanziare. Solleva i paesi d’accoglienza: ridurre i traumi non curati alla frontiera significa meno ospedalizzazioni costose a Berlino o Varsavia. EMERGENCY TRANSPORT La nostra forza è far viaggiare la speranza su quattro ruote. Dona un “pezzettino” di ambulanza: insieme possiamo mettere in strada il prossimo mezzo prima dell’inverno 2025. Sul sito Pobic è attiva una campagna dedicata; bastano 25 € per assicurare un kit di medicazione a bordo, 100 € per rifornire l’ossigeno. Ogni contributo accorcia la distanza fra chi scappa e un soccorso tempestivo. DONA ORA

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27 Apr

Guerra Russia e Ucraina: un conflitto che stiamo dimenticando (ma più drammatico che mai)​

Guerra Russia e Ucraina: un conflitto che stiamo dimenticando (ma più drammatico che mai) Guerra Ucraina e Russia.  Cosa sta succedendo? Da dove parte tutto? Cosa possiamo fare? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo in relazione ad uno degli scontri armati più discussi degli ultimi anni. Rispondiamo in questo articolo dandoti un accenno di presente. Leggilo fino alla fine se anche tu vorresti poter dire la tua praticamente. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Che cosa sta succedendo tra la Russia e l’Ucraina? A partire da giovedì 24 febbraio 2022, la Russia ha lanciato un’invasione su vasta scala dell’Ucraina, con attacchi aerei, missili e terrestri su diverse città ucraine.   Questa invasione è l’ultima escalation di una crisi in atto tra Russia e Ucraina che dura da anni.  AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU Donbas: il fulcro dell’offensiva russa Le forze russe concentrano i loro sforzi nel Donbas, con l’obiettivo di conquistare le intere province di Donetsk e Luhansk controllate dai separatisti filorussi.    Gli scontri si intensificano attorno alle città di Sloviansk, Kramatorsk e Severodonetsk, dove si verificano pesanti bombardamenti e combattimenti corpo a corpo.    L’avanzata russa è lenta e faticosa, incontrando una forte resistenza da parte delle truppe ucraine, che sfruttano la conoscenza del terreno a loro vantaggio. L’utilizzo di artiglieria pesante e missili da parte della Russia provoca ingenti danni alle città e infrastrutture civili, causando numerose vittime tra la popolazione.     Verso sud: controffensiva ucraina a Kherson Nel sud del paese, le forze ucraine hanno lanciato una controffensiva nella regione di Kherson, riuscendo a riconquistare alcune città precedentemente occupate dai russi.   I combattimenti si concentrano nella città di Kherson, il capoluogo regionale, ancora sotto il controllo russo.   La controffensiva ucraina è favorita dalla fornitura di armi occidentali, tra cui i missili Javelin e Stinger, che permettono di colpire con precisione i carri armati e altri mezzi corazzati russi. La riconquista di Kherson rappresenterebbe una significativa vittoria simbolica per l’Ucraina e potrebbe indebolire la posizione russa nel sud del paese.   Bombardamenti in tutto il paese Nonostante l’attenzione sia concentrata sul Donbas, la Russia continua a bombardare città ucraine in tutto il paese, anche quelle lontane dalle zone di conflitto.   Questi attacchi colpiscono indiscriminatamente aree residenziali, scuole, ospedali e altre infrastrutture civili, causando una strage di civili e una grave crisi umanitaria.   Le città più colpite includono Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, Mariupol, quasi completamente rasa al suolo, e Odessa, un importante porto sul Mar Nero.   Le perdite umane e la crisi umanitaria La guerra in Ucraina ha causato una drammatica crisi umanitaria, con milioni di persone sfollate dalle loro case e migliaia di morti.   Secondo le stime dell’ONU, oltre 12 milioni di persone hanno lasciato le loro case in Ucraina, di cui circa 5 milioni sono diventati rifugiati nei paesi vicini. Le Nazioni Unite stimano che il numero di morti tra i civili sia di almeno 6.000, ma la cifra reale potrebbe essere molto più alta.   La situazione umanitaria nelle città assediate come Mariupol è particolarmente critica, con carenze di cibo, acqua, medicine e assistenza medica.   Una situazione disperata: cosa stiamo facendo noi di POBIC  A fronte di questa situazione drammatica tutti gli sforzi sono indispensabile.   Basti pensare che una città apparentemente fuori dal conflitto come Nemirov,  ha visto nell’ultimo anno devastare la propria struttura sociale.    Tre ambulanze disponibili nel centro di circa 15 mila abitanti soo state interamente distrutte.  L’ambulanza bombardata Questo è ciò che resta dell’unica ambulanza della città di Nemirov, Ucraina. Una parte di un missile Russo, parzialmete distrutto dalle forze Ucraine, si è fatalmente schiantata contro il mezzo per soccorso emergenziale. Per una comunità come Nemirov, una tragedia sociale molto grave.   Ecco perché come Pobic, in via del tutto emergenziale, abbiamo donato un’ambulanza dismessa in Italia, ma che resta completamente funzionante. Il rofessor Mikola Segeda, presidente della fondazione Pobic Ucraina, si è incaricato di guidare il mezzo fino a destinazione.   Questo è solo un primo passo. L’ambulanza donata Il professore Mikola Segeda e dott. Festus Adebayo presidente di Pobic Nigeria Ucraina: il prossimo passo di Pobic Se ci seguite da tempo sapete del nostro profondo legame con il popolo Ucraino.   A dispetto di quello che si può sentire in TV o sui social, la situazione è più drammatica che mai. La casa Pobic allestita per l’accoglienza in zona Nemirov si sta rivelando totalmente insufficiente per l’enorme numero di sfollati che – lasciate le loro case – cercano salvezza scappando. Stiamo creando un piano per essere realmente di aiuto in questa crisi che sta spezzando vite e trasformando una nazione come l’Ucraina in un popolo di senza dimora.    Un primo passo sarà un aiuto pratico. Abbiamo acquistato un’ulteriore ambulanza da spedire in Ucraina, e che seguirà quella che già avevamo spedito alcuni mesi fa.La situazione è terribile per i nostri fratelli Ucraini.     Stiamo preparando qualcosa di molto importante e presto ve lo racconteremo.  nuova ambulanza in donazione Volontari Pobic insieme all’ avvocato Paolo Novellini presidente Pobic, Mikola Segeda e Giancarlo Nolli, responsabile delle cooperative. Guerra tra Ucraina e Russia: Le prospettive future L’esito del conflitto è ancora incerto. La Russia ha una superiorità militare in termini di uomini e armamenti, ma l’Ucraina ha dimostrato una forte resistenza e determinazione a difendere il proprio paese.    L’andamento della guerra potrebbe dipendere da diversi fattori, tra cui il continuo flusso di armi occidentali all’Ucraina, l’evoluzione del morale delle truppe su entrambi i fronti e la possibile escalation del conflitto in una guerra più ampia tra Russia e NATO.    Le diplomazie continuano a cercare una soluzione pacifica alla crisi, ma al momento non sono stati fatti progressi significativi.   Quello che però è realmente importante è che dobbiamo e vogliamo contribuire

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26 Apr

Ucraina: tutta la nostra storia dall’inizio ad oggi

Ucraina: tutta la nostra storia dall’inizio ad oggi La nostra missione in Ucraina non è nata con l’esplosione della guerra, né per rispondere a un’emergenza improvvisa. È una storia che ha radici profonde, fatta di incontri, di piccoli passi, di relazioni costruite negli anni. Una storia che vogliamo raccontarvi, dall’inizio fino ad oggi. 2005: i primi passi a Krasnograd Era il 2005 quando Pobic varcò per la prima volta i confini ucraini. La destinazione era Krasnograd, una cittadina dell’oblast di Charkiv, nell’Ucraina orientale. In un contesto segnato da povertà e difficoltà, trovammo comunità vive, dignitose, desiderose di costruire un futuro migliore.     Il nostro primo intervento fu semplice ma fondamentale: sostegno diretto a famiglie in difficoltà, con particolare attenzione a quelle con bambini disabili. Non c’erano grandi mezzi, ma c’era tutta la volontà di esserci, di accompagnare queste famiglie con supporti concreti e continui. ADOTTA A DISTANZA 2008: formare per resistere a Leopoli Nel 2008, capimmo che aiutare voleva anche dire costruire competenze. Così, in collaborazione con l’Università di Yosypovych a Leopoli, organizzammo corsi di assistenza infermieristica e gestione dei grandi traumi. In un’epoca ancora relativamente stabile per il paese, investire nella formazione di personale sanitario significava rafforzare una rete fragile ma fondamentale, capace di rispondere a emergenze ordinarie e straordinarie.   2005–2025: la lunga amicizia con Nemirov Parallelamente, nello stesso 2005, prendeva forma uno dei progetti più duraturi: il sostegno all’orfanotrofio Nekrasov di Nemirov, nell’oblast di Vinnytsia. Anno dopo anno, portammo beni di prima necessità, materiale educativo e giocattoli ai bambini ospitati nella struttura.   Non solo. Organizziamo anche programmi di accoglienza estiva per i bambini affetti da patologie dermatologiche e osteo-scheletriche, offrendo loro soggiorni di cura e benessere in Italia, presso famiglie solidali. La missione di Nemirov, ancora attiva, è la testimonianza più viva del nostro impegno costante e silenzioso.   Dal 2022: l’Ucraina in guerra, una nuova emergenza Quando, nel 2022, scoppiò la guerra in Ucraina, tutto cambiò. L’emergenza ucraina esplose in modo devastante e, con essa, i bisogni della popolazione. Non ci siamo tirati indietro: organizzammo convogli umanitari, distribuendo farmaci, vestiario, beni alimentari e materiali di emergenza alle popolazioni sfollate. Abbiamo potenziato la nostra presenza, cercando di offrire sostegno non solo materiale, ma anche umano.   2023: un’ambulanza per salvare vite Nel 2023, un episodio drammatico ci ha richiesto una risposta immediata. A Nemirov, l’unica ambulanza disponibile è stata distrutta da un frammento di missile russo. In risposta, abbiamo donato una nuova ambulanza, proveniente dall’Italia, perfettamente funzionante, che ha ridato speranza a una comunità intera. A bordo, caricammo anche vestiti e medicinali, consegnati grazie alla determinazione del presidente di Pobic Ucraina, Mikola Segeda.   2024: rafforzare la sanità, costruire futuro Nel 2024, il nostro intervento si è ulteriormente rafforzato: abbiamo donato una seconda ambulanza all’oblast di Vinnytsia e avviato programmi di formazione sanitaria specifica per la gestione delle emergenze in contesto di guerra. Un passo fondamentale per garantire non solo mezzi, ma anche competenze, affinché chi vive il conflitto in prima linea possa contare su risorse adeguate. Oggi: la missione continua A vent’anni dall’inizio della nostra missione in Ucraina, sappiamo che ogni intervento ha costruito qualcosa: una rete di solidarietà, un sostegno concreto, un futuro possibile anche nei momenti più bui. Con il tuo aiuto, possiamo continuare.   Ogni donazione sostiene direttamente i nostri progetti: ambulanze, medicine, formazione, beni di prima necessità. Dona ora e cammina con noi al fianco di chi non può smettere di sperare. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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12 Apr

2005 – Missione in Ucraina a Krasnograd: lì dove tutto è iniziato

2005 – Missione in Ucraina a Krasnograd: lì dove tutto è iniziato Il nostro primo passo in Ucraina è stato lieve, quasi timido. Era il 2005 e la città si chiamava Krasnograd, un piccolo centro nell’oblast’ di Charkiv, non lontano dal confine orientale. Non sapevamo esattamente cosa aspettarci, ma avevamo chiaro un sentimento: volevamo esserci. Non per portare soluzioni dall’alto, ma per camminare accanto. Allora ci chiamavamo ancora Anpobic, ed eravamo all’inizio di un percorso che non immaginavamo così lungo e intenso. Krasnograd ci accolse con la sua bellezza ruvida: case basse, strade polverose, un silenzio che parlava. E nei volti della gente — segnati dal lavoro, dalla fatica, ma anche da una gentilezza quasi disarmante — leggemmo subito una verità: qui c’era bisogno, ma anche dignità. Una povertà concreta, senza maschere, ma mai mendicante.   Un impegno fatto di mani tese, non promesse Non ci fu bisogno di grandi piani iniziali. Portammo vestiti, scarpe, coperte, ascoltammo storie, sedemmo a tavola con chi non aveva nulla da offrire se non il tè caldo e la voglia di raccontarsi. Da lì, quasi naturalmente, nacque il progetto di Sostegno a Distanza: uno strumento che ci permise di aiutare famiglie con figli disabili, di costruire un filo diretto tra chi dava e chi riceveva, senza filtri.   La missione in Ucraina a Krasnograd prese forma un passo alla volta. Non era un programma: era una relazione. In un tempo in cui tutto sembrava immobile, quel piccolo scambio di aiuto e umanità generò movimento. Una carezza che andava e tornava. ADOTTA A DISTANZA 2025: la guerra in Ucraina e la fedeltà alla missione Poi, nel 2022, il rumore della guerra ha attraversato anche quei luoghi quieti. E oggi, nel 2025, Krasnograd è diventata un punto dolente sulla mappa della sofferenza.  La guerra in Ucraina ha cambiato il volto di tutto, ma non il nostro legame con quella gente. Le voci che ci arrivano parlano di paura, di fame, di freddo.    E noi siamo ancora lì — non con soluzioni definitive, ma con la stessa presenza testarda di sempre. Perché la missione in Ucraina, almeno per noi, è prima di tutto una promessa di fedeltà. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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12 Apr

2023 – Missione in Ucraina a Nemirov: un’ambulanza per ripartire

2023 – Missione in Ucraina a Nemirov: un’ambulanza per ripartire Era rimasta una sola ambulanza per tutta la città di Nemirov, in Ucraina. Poi, un giorno del 2023, non ci sono state più nemmeno quelle. Un frammento di missile russo — parzialmente abbattuto, ma non abbastanza — ha colpito in pieno l’unico mezzo di soccorso disponibile. Una tragedia silenziosa, passata forse inosservata altrove, ma che per una piccola comunità come Nemirov ha significato perdere l’ultima possibilità di trasporto d’urgenza, l’unico mezzo per salvare vite. Un colpo al cuore, in mezzo a una guerra in Ucraina che logora ogni giorno il tessuto sociale e sanitario del paese. Quando servono risposte concrete Non abbiamo avuto bisogno di pensarci a lungo. Come Pobic, da anni impegnati con numerose missioni in Ucraina, sapevamo cosa fare. Non servivano buone intenzioni, serviva un’ambulanza. Subito.   Abbiamo così deciso, in via emergenziale, di donare un mezzo dismesso in Italia, non più utilizzato per il soccorso locale ma ancora perfettamente funzionante. È partita così una nuova missione in Ucraina: discreta, concreta, carica di umanità e strumenti essenziali. ADOTTA A DISTANZA Dentro quell’ambulanza molto di più Quella ambulanza, guidata dal presidente di Pobic Ucraina Mikola Segeda, non trasportava solo una soluzione tecnica. Volevamo fosse un segno tangibile che qualcuno, da lontano, ascolta e risponde. A bordo c’erano vestiti, medicinali, forniture di prima necessità, raccolti grazie alla generosità di chi, anche a distanza, non ha dimenticato il popolo ucraino. È stato tutto caricato a mano, pezzo per pezzo, come si fa con le cose che contano davvero. Oltre l’emergenza, la continuità La missione in Ucraina a Nemirov non si esaurisce con una consegna. È parte di un impegno che ci accompagna da anni, fatto di interventi silenziosi, di piccoli miracoli logistici, di rapporti costruiti sul campo. L’emergenza ucraina ha mostrato quanto siano fragili anche le infrastrutture più basilari. Ma ha anche mostrato quanto una comunità fiera possa resistere, se sostenuta.   GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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12 Apr

2010 – Missione in Ucraina a Nekrasov: un impegno che continua nel tempo

2010 – Missione in Ucraina a Nekrasov: un impegno che continua nel tempo La guerra in Ucraina ha attirato l’attenzione del mondo negli ultimi anni, ma per noi di Pobic l’impegno in questa terra è iniziato molto prima. Tra le tante missioni in Ucraina che abbiamo realizzato, una delle prime e più sentite è stata quella iniziata nel 2010 a Nemirov, presso l’orfanotrofio Nikalaj Alekseevic Nekrasov. La nascita della missione a Nekrasov Nel 2010 siamo arrivati a Nemirov mossi dal desiderio di conoscere una realtà fragile ma significativa.    L’orfanotrofio Nekrasov, pur segnato dal tempo, ci è subito apparso come una struttura dignitosa e gestita con attenzione.   Ad accoglierci c’era il direttore Kondratuk Vasil Yakovic, che con gentilezza e disponibilità ha ascoltato i nostri propositi. Da quel primo incontro è nato il progetto di Sostegno a Distanza, pensato per aiutare i bambini orfani accolti in strutture pubbliche.   Il sostegno concreto Grazie al supporto dei nostri soci e sostenitori, abbiamo potuto avviare una missione in Ucraina concreta: giocattoli, vestiti, beni essenziali sono stati raccolti e consegnati con regolarità.    I bambini hanno accolto ogni gesto con entusiasmo e gratitudine, e ogni visita ha rafforzato il legame tra Pobic e questa comunità.   2022: l’inizio della guerra in Ucraina Nel 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina, il contesto è cambiato drammaticamente. L’emergenza ucraina ha colpito duramente anche le strutture già fragili, come l’orfanotrofio di Nekrasov.    Le necessità si sono moltiplicate, e così anche l’urgenza della nostra presenza.   2025: la missione continua Oggi, nel 2025, la missione in Ucraina prosegue. Nonostante tutto, Pobic continua a essere presente sul territorio, con interventi mirati e vicini alle persone.    Quella di Nekrasov è solo una delle tante missioni in Ucraina portate avanti in questi anni, tutte accomunate da un unico obiettivo: esserci, sempre, accanto a chi ha più bisogno. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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