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26 Apr

Costa d’Avorio: la missione dalle parole di chi l’ha vissuto.

Costa d’Avorio: la missione dalle parole di chi l’ha vissuto. L’inizio della missione in Costa d’Avorio Il nostro arrivo all’aeroporto di Abidjan, il 30 luglio 2012, non fu dei migliori. La maggior parte dei bagagli partiti da Milano Malpensa non era stata caricata sull’aereo durante la coincidenza a Tunisi. Ci ritrovammo così, per quattro giorni, a gestire il nostro soggiorno con il minimo indispensabile: qualche indumento di ricambio e le scarpe adatte a un clima tropicale, con temperature tra i 24 e i 26 gradi e un’umidità prossima al 70%. Non certo il miglior modo per iniziare una missione di lavoro.   Dopo aver sbrigato le pratiche amministrative e atteso il recupero dei bagagli, cominciammo a entrare nel contesto di Abidjan. La città appariva congestionata da migliaia di taxi e autobus fatiscenti, soffocata da smog e caotica oltre ogni previsione. In mezzo a una situazione di degrado urbano e povertà diffusa, la vita quotidiana si consumava tra miseria, sofferenza e condizioni igienico-sanitarie molto precarie. Emergenza sanitaria e condizioni urbane ad Abidjan Diverso da quanto vissuto nella missione del 2009, l’illuminazione stradale risultava migliorata, ma erano ancora presenti numerosi checkpoint istituiti dalla milizia, che scandivano il tragitto lungo le arterie principali. Le torce dei soldati, che controllavano le vetture nella notte, illuminavano i nostri volti pallidi e stanchi: i documenti dei nostri accompagnatori locali erano la nostra unica garanzia di sicurezza.   La Costa d’Avorio, all’epoca, era ancora segnata da dieci anni di instabilità e guerriglia interna, tra le fazioni di Ouattara e Gbagbo. Il paese, primo produttore mondiale di cacao e importante esportatore di caffè e caucciù, possiede anche enormi ricchezze minerarie, tra cui diamanti, oro, petrolio e manganese. Tuttavia, il potenziale economico era frenato dalle tensioni politiche e da un degrado urbano evidente. ADOTTA A DISTANZA Visita a Grand Bassam: il patrimonio coloniale della Costa d’Avorio In attesa dei bagagli, visitammo Grand Bassam, la vecchia capitale coloniale francese, oggi importante centro turistico e artigianale. Nonostante la bellezza del luogo, il degrado ambientale era evidente, con cumuli di rifiuti (soprattutto plastica) che invadevano le spiagge.   Soccorso umanitario: supporto all’ospedale di Bongouanou Il nostro arrivo all’ospedale di Bongouanou fu accolto con grande calore. Era ancora vivo il ricordo della precedente missione, durante la quale erano stati consegnati arredi ospedalieri, defibrillatori, attrezzature per sala operatoria e organizzata formazione sanitaria per medici e infermieri.   Questa volta, il nostro compito prevedeva il perfezionamento della formazione sanitaria, in particolare sulla gestione delle emergenze cardiocircolatorie. Inoltre, era previsto il trasferimento di quattro ambulanze destinate al trasporto sanitario di pazienti dai villaggi all’ospedale locale e, se necessario, fino ad Abidjan. L’efficacia di queste donazioni fu dimostrata subito: durante il trasferimento delle ambulanze, un incidente stradale costrinse a utilizzare immediatamente uno dei mezzi per trasportare un ferito all’ospedale.   Formazione sanitaria e resilienza locale Nel frattempo, i corsi di formazione sulla rianimazione cardiopolmonare (RCP) proseguirono con l’uso di manichini didattici per adulti e bambini, donati successivamente all’ospedale per continuare gli esercizi pratici in autonomia. Durante i weekend, furono organizzate visite nei villaggi e incontri con le comunità locali.    Memorabile il viaggio al villaggio d’origine del nostro prezioso collaboratore ivoriano Tano, immerso nella foresta. Qui, in un contesto semplice e genuino, i bambini, molti dei quali vedevano un uomo bianco per la prima volta, reagirono prima con timore e poi con entusiasmo, partecipando con gioia a fotografie e giochi improvvisati. Tradizioni locali e cultura del Corno d’Africa Non mancarono celebrazioni locali, come la visita al villaggio di Fabien, altro notabile della zona, dove fummo accolti con pasti tradizionali — tra cui pietanze a base di istrice e aguti in umido, prelibatezze forestali offerte con grande ospitalità. Il 52° anniversario dell’indipendenza: un momento storico Infine, il 7 agosto 2012, partecipammo alle celebrazioni per il 52° anniversario dell’indipendenza della Costa d’Avorio dalla Francia. La città di Bongouanou si animò con sfilate, danze, mercati colorati e manifestazioni culturali che coinvolsero l’intera popolazione. Conclusione La missione Emergency Transport ha rappresentato un’importante azione di cooperazione internazionale sul campo, capace di integrare l’aiuto sanitario e logistico con un profondo rispetto per la cultura locale, rafforzando così i legami tra popoli distanti ma uniti dallo stesso spirito di solidarietà. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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26 Apr

2007 – Missione in Costa d’Avorio: ambulanze e formazione per rafforzare la sanità locale

2007 – Missione in Costa d’Avorio: ambulanze e formazione per rafforzare la sanità locale Nel 2007 l’associazione Pobic avvia il primo intervento umanitario sanitario in Costa d’Avorio, nelle province di Bongouanou, Arrah e M’Batto, aree caratterizzate da un forte deficit infrastrutturale in ambito sanitario e da gravi difficoltà nell’accesso tempestivo ai soccorsi. Costa D’avorio: dove è nata la missione Bongouanou, capoluogo dell’omonima provincia, si trova nel centro-est della Costa d’Avorio. L’area è prevalentemente agricola, con una rete stradale limitata e servizi sanitari scarsamente sviluppati.   La carenza di mezzi di trasporto dedicati alle emergenze rappresentava un serio problema, contribuendo a elevati tassi di mortalità evitabile in caso di incidenti o complicazioni mediche.   ADOTTA A DISTANZA Nascita del progetto L’intervento, sin dall’inizio, si è presentato come complesso sia dal punto di vista economico che tecnico-scientifico. Grazie all’impegno del dottor Carlo Antonio Calamari, allora responsabile dell’AREU di Mantova, fu possibile coinvolgere l’AREU di Milano e l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova.   Il 28 luglio 2008, a Mantova, venne ufficializzato un gemellaggio tra AnPobic (oggi Pobic), l’Ospedale Carlo Poma, l’AREU Lombardia e l’ospedale di Bongouanou. Questo accordo rappresentò il punto di partenza formale per le attività operative sul territorio ivoriano. Costa D’avorio: Attività svolte Le attività sviluppate nel corso della missione in Costa d’Avorio hanno seguito un approccio integrato, mirato non solo a colmare le carenze immediate, ma anche a costruire una base più solida per il futuro dei servizi sanitari locali. Gli interventi sono stati orientati su più fronti, affrontando simultaneamente il problema della mancanza di mezzi di soccorso e la necessità di competenze professionali adeguate per il loro utilizzo.    In questo modo, l’azione di Pobic non si è limitata a una semplice donazione materiale, ma ha promosso un trasferimento di competenze volto a garantire un impatto duraturo sul territorio. A seguire, una sintesi delle principali attività realizzate:     Il progetto si articolò su due linee principali: Donazione di tre ambulanze completamente equipaggiate, destinate a Bongouanou e alle province limitrofe di Arrah e M’Batto. Formazione tecnica del personale sanitario locale, con moduli pratici e teorici sulla gestione delle emergenze-urgenze. La formazione fu curata da operatori sanitari italiani con esperienza diretta nel sistema di emergenza territoriale. Gli interventi hanno permesso di: Ridurre i tempi di trasporto dei pazienti in situazioni critiche. Migliorare la capacità di risposta dei soccorritori locali. Introdurre protocolli di intervento standardizzati per emergenze mediche e traumatologiche.   Come contribuire La missione in Costa d’Avorio rappresenta un esempio concreto di come interventi mirati possano trasformare radicalmente la capacità di risposta sanitaria in contesti vulnerabili. Tuttavia, il bisogno di supporto continua. Le ambulanze richiedono manutenzione, il personale necessita di aggiornamenti formativi, e molte altre comunità attendono interventi simili.   Puoi contribuire a sostenere queste iniziative attraverso donazioni, che permetteranno di: Mantenere operativi i mezzi di soccorso. Estendere i programmi di formazione ad altre regioni. Fornire attrezzature mediche essenziali alle strutture sanitarie locali. Per effettuare una donazione o per saperne di più sulle nostre missioni, visita il sito ufficiale di Pobic. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

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