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3 Feb
Pensieri e Colori: un concorso creativo per la scuola che parla di solidarietà. Pensieri e Colori è un progetto educativo rivolto alle scuole, che invita i bambini a esprimere attraverso il disegno un’idea di solidarietà, felicità o collaborazione. Si tratta di un’occasione per far sì che un disegno diventi un messaggio e la creatività dei bambini si possa trasformare in un gesto di solidarietà. I disegni selezionati diventeranno protagonisti della maglietta ufficiale POBIC 2026, trasformando la creatività in un simbolo concreto di impegno sociale. Come funziona il concorso Il concorso “Pensieri e Colori” è un concorso creativo per la scuola, aperto alle classi che decidono di partecipare attraverso il proprio istituto. In sintesi: i bambini realizzano un disegno sul tema della solidarietà gli elaborati vengono inviati a POBIC secondo le modalità indicate nel regolamento i disegni vengono pubblicati sui canali ufficiali POBIC si apre la votazione online Ogni disegno è firmato dall’autore ed è riconoscibile, proprio perché destinato a essere condiviso e votato. La fase di votazione online: come funziona e perché è così importante A partire dal 16 marzo 2026 prenderà ufficialmente il via la fase di votazione online del concorso Pensieri e Colori. Da quella data sarà attiva una pagina dedicata alla registrazione per il voto: una volta registrati, gli utenti verranno reindirizzati a un gruppo Facebook dedicato al concorso, creato appositamente per ospitare la votazione. All’interno del gruppo sarà possibile: visualizzare tutti i disegni in concorso trovare gli elaborati suddivisi per le classi e le scuole partecipanti esprimere il proprio voto in modo semplice e trasparente La votazione resterà aperta fino al 10 maggio 2026. Un voto che vale doppio: coinvolgere famiglie e amici La fase di votazione è uno dei momenti più significativi del progetto, perché trasforma il concorso in un’esperienza collettiva e condivisa. Genitori, familiari, amici e conoscenti sono invitati a partecipare attivamente: votando i disegni condividendo il progetto sostenendo il messaggio di solidarietà espresso dai bambini Ogni voto è un gesto concreto di supporto alla creatività, all’impegno educativo della scuola e ai valori che “Pensieri e Colori” vuole trasmettere. Partecipare alla votazione significa dare valore al lavoro dei bambini e amplificare il messaggio che hanno scelto di condividere. Cosa succede dopo la votazione Al termine della votazione online, il 10 maggio 2026, i tre disegni più votati per ogni scuola accederanno alla fase successiva del concorso, avvicinandosi alla selezione finale e alla premiazione. La votazione non è quindi solo un passaggio tecnico, ma un momento chiave che può fare la differenza. Dalla votazione alla premiazione finale I migliori elaborati verranno: ritirati in originale esposti durante la festa nazionale POBIC valutati da una giuria selezionata Il disegno vincitore sarà stampato sulla maglietta ufficiale POBIC 2026. Alla scuola della classe vincitrice verrà inoltre assegnata una donazione di 1.000 euro, da utilizzare liberamente per progetti educativi. Partecipa alle votazioni dal 16 marzo 2026. Scarica il regolamento
Continua a leggere5 Gen
POBIC su due fronti: eccellenza nell’integrazione sportiva a Mantova e missione sanitaria in Nigeria Organizzare un evento sportivo di altissimo livello per l’integrazione e, contemporaneamente, avviare un progetto sanitario salvavita in Africa. POBIC dimostra che l’impegno per l’inclusione non conosce confini né mezze misure. Un evento straordinario che fa scuola Domenica 18 dicembre, le piscine di Mantova hanno ospitato la terza edizione di un evento che è diventato un punto di riferimento per lo sport integrato nel territorio: il Trofeo di Pallanuoto e Nuoto Integrato organizzato dall’US Acli. Un appuntamento che ha visto la partecipazione delle eccellenze sportive del territorio – Andes H, Virgiliana Mantova e Pallanuoto Verona – in una giornata che ha saputo coniugare agonismo, inclusione e fair play. Ma non è stata una semplice manifestazione sportiva. L’evento ha rappresentato un vero e proprio modello di come lo sport possa abbattere barriere e costruire comunità. Le due squadre di pallanuoto della Polisportiva Andes H hanno gareggiato insieme ad atleti della Virgiliana Mantova in un’atmosfera di entusiasmo e partecipazione che ha coinvolto non solo gli atleti, ma anche i numerosi spettatori presenti. La giornata ha visto la partecipazione di figure di spicco dello sport e delle istituzioni: i Presidenti A e B della US Acli, i vertici della Polisportiva Andes H con il capitano Andrea Barbi in difesa e Elena Scartezzini e Jenny Schwanius in attacco, maestri di nuoto di altissimo livello come Marley Bianchi. E ancora: Davide Norea, Diego Corradi, Alberto Cotti e Viola Pilati della Virgiliana, in una dimostrazione concreta di come l’integrazione nello sport sia possibile quando c’è impegno, competenza e passione. Il ruolo di POBIC nell’organizzazione Elena Nolli, della Fondazione POBIC, ha avuto un ruolo cruciale nel coordinamento dell’evento. Insieme a figure come Stefano Pilati e Umberto Nolli , Elena ha contribuito a rendere possibile una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 20 giovani della Virgiliana Mantova e dei nuotatori di Tazio di Bagnolo San Vito. Le premiazioni hanno toccato tutti i protagonisti: Davide Sarassi, vincitore delle gare di nuoto, Andrea Barbi, Stefano Pilati, Viola Pilati, Osama Bassiouni e Claudio Zigorani. Nel team Open H si è distinta una stella come Marta Bonetti. Otto Bio di Tazio di Bagnolo San Vito si è aggiudicato il titolo nella gara di corsa. POBIC non è stata presente come semplice sponsor. L’organizzazione, attraverso Giancarlo Nolli (responsabile dei progetti di solidarietà internazionale) e sua figlia Elena (componente del coordinamento), ha investito energie, competenze e risorse per rendere questo evento un successo. Un evento che ha cementato l’amicizia fra diverse componenti dello sport mantovano e veronese, creando un modello di riferimento per l’integrazione attraverso lo sport che ha già annunciato l’obiettivo di replicare con entusiasmo e disciplina anche nel prossimo anno. Simultaneamente, a migliaia di chilometri di distanza… Ed è proprio mentre a Mantova si celebrava questa straordinaria giornata di sport integrato, che POBIC stava portando avanti un altro capitolo della sua missione: quello internazionale. Poche settimane prima dell’evento mantovano, i rappresentanti della fondazione erano a Lagos, in Nigeria, per avviare una collaborazione destinata a cambiare la vita di centinaia di bambini. L’incontro con la Down Syndrome Foundation Nigeria segna l’inizio di un progetto ambizioso che affonda le radici nell’expertise consolidata di POBIC in Africa. Perché se a Mantova l’integrazione passa attraverso le corsie della piscina e l’emozione delle gare, in Nigeria l’integrazione significa qualcosa di ancora più urgente: accesso alle cure salvavita. In Nigeria si registra un caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Molti di questi bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici immediati. Il problema è drammatico: un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra assolutamente inaccessibile per la stragrande maggioranza delle famiglie nigeriane. Senza quell’operazione, molti di questi bambini non sopravvivono. Nike Denis, amministratrice nazionale della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha evidenziato le due problematiche principali del paese: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario. Molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down per paura della discriminazione, mentre il sistema sanitario locale non ha le risorse per offrire le cure necessarie. Leggi qui l’articolo completo. L’esperienza POBIC che fa la differenza POBIC non arriva in Nigeria da neofita. La fondazione opera nel paese dal 2015, quando ha condotto le prime formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. Nel corso degli anni, attraverso i progetti “Open Heart”, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani di eccellenza come il Gaslini di Genova, costruendo una rete di competenze mediche e relazioni internazionali che oggi rappresenta un patrimonio prezioso. La collaborazione con la Down Syndrome Foundation Nigeria è l’evoluzione naturale di questo impegno decennale. POBIC porta sul campo le sue competenze cardiochirurgiche e le reti sanitarie consolidate, integrandole con la conoscenza profonda del contesto locale della fondazione nigeriana. L’obiettivo è migliorare drasticamente l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare focus sulle emergenze cardiache. Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai progressi nell’accesso all’assistenza sanitaria. Ma la strada è ancora lunga. Le priorità includono diagnosi precoce, trattamento tempestivo, educazione inclusiva e programmi di sensibilizzazione che cambino la percezione culturale della disabilità. Due progetti, una sola visione Organizzare un evento sportivo di eccellenza come il Trofeo di Mantova e avviare un progetto sanitario salvavita in Nigeria possono sembrare due missioni separate. In realtà, sono due facce della stessa medaglia: l’impegno totale di POBIC per l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità. A Mantova, POBIC lavora per costruire una cultura dello sport inclusivo che diventi modello e ispirazione per altre realtà. Un evento che non è solo festa e celebrazione, ma costruzione di reti, competenze, e soprattutto comunità. Un investimento nel futuro di giovani atleti che, insieme, imparano che le differenze sono ricchezza e che lo sport è di tutti.
Continua a leggere5 Dic
POBIC e Down Syndrome Foundation Nigeria avviano una nuova collaborazione La fondazione italiana POBIC ha incontrato la Down Syndrome Foundation Nigeria per avviare un progetto di cooperazione dedicato alle persone con sindrome di Down La fondazione italiana POBIC ha recentemente incontrato i rappresentanti della Down Syndrome Foundation Nigeria presso la sede dell’organizzazione nigeriana a Lagos. L’incontro, segna l’avvio di una nuova collaborazione internazionale nel campo del supporto alle persone con sindrome di Down. La situazione della sindrome di Down in Nigeria Secondo studi epidemiologici, in Nigeria si registra un’incidenza di 1 caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Questi dati provengono da ricerche condotte nell’arco di 9 anni in strutture ospedaliere nigeriane. L’analisi citogenetica su 386 pazienti ha mostrato che il 95,5% dei casi è dovuto a trisomia 21 regolare. Tuttavia, gli esperti sottolineano che i dati reali potrebbero essere più elevati. La maggior parte delle nascite in Nigeria avviene in centri non convenzionali come chiese e strutture tradizionali che non tengono registri. Inoltre, molti casi non vengono segnalati per scopi statistici a causa di credenze tradizionali che associano le malformazioni congenite a superstizioni. Le sfide del sistema sanitario e sociale Mrs. Rose Mordi, Presidente della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha identificato due problematiche principali: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario del paese. Secondo quanto dichiarato in interviste pubbliche, molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down a causa della vergogna o della paura di discriminazioni. Il sistema sanitario nigeriano presenta limitazioni significative nell’assistenza alle persone con sindrome di Down. Molti bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici correttivi. ha dichiarato che l’invio di un paziente all’estero per un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra inaccessibile per la maggior parte delle famiglie nigeriane. Le sfide che limitano la diagnosi precoce e la raccolta di dati accurati includono: Strutture sanitarie limitate che offrono servizi di screening prenatale Carenza di operatori sanitari professionali Sistemi deboli di gestione dei dati e registrazione Paure, misconcezioni o credenze sui test e sulla disabilità Costi elevati e problemi di trasporto Accesso limitato a istruzione e servizi Le persone con sindrome di Down in Nigeria affrontano difficoltà nell’accesso all’istruzione inclusiva. La Down Syndrome Foundation Nigeria gestisce un centro di supporto residenziale dove fornisce educazione specializzata ai bambini. Secondo Mrs. Rose Mordi, l’integrazione nelle scuole regolari rimane problematica a causa dello stigma persistente. L’organizzazione ha evidenziato che la stigmatizzazione si manifesta attraverso pregiudizi culturali, esclusione sociale e, in alcuni casi, discriminazioni di natura religiosa. In alcune comunità nigeriane rurali, le disabilità intellettive vengono ancora percepite come disgrazie o punizioni divine. Il quadro normativo Secondo la Down Syndrome Foundation Nigeria, le persone con sindrome di Down in Nigeria non sono generalmente riconosciute come persone di fronte alla legge, il che significa che la loro capacità giuridica può essere rimossa semplicemente per il fatto di avere la sindrome di Down. Sebbene esistano leggi che nominalmente vietano la discriminazione contro le persone con disabilità, l’applicazione di queste norme rimane debole o poco percepita. Il ruolo della Down Syndrome Foundation Nigeria La Down Syndrome Foundation Nigeria è stata fondata nel 2001 come entità non governativa, apolitica e senza scopo di lucro. L’organizzazione opera attraverso affiliazioni con Down Syndrome International, Inclusion International, African Down Syndrome Network e Africa Disability Forum. La fondazione fornisce supporto a persone con sindrome di Down e disabilità intellettive, creando una comunità che include genitori, tutori, caregiver e altri stakeholder. I servizi includono programmi educativi, terapie, e attività di sensibilizzazione pubblica per ridurre lo stigma. Negli ultimi anni, l’organizzazione ha stretto partnership con enti come la Lagos State Health Management Agency (LASHMA) per espandere l’accesso all’assistenza sanitaria, e con Cummins West Africa Ltd. per progetti di empowerment delle persone con disabilità. L’esperienza di POBIC in Africa Fondazione POBIC è una ONG italiana con esperienza pluriennale in progetti sanitari in Africa. La fondazione ha realizzato missioni in Nigeria, Uganda e Ghana, concentrandosi principalmente su interventi cardiochirurgici attraverso i progetti “Open Heart”. Le attività di POBIC in Nigeria risalgono almeno al 2015, quando l’organizzazione ha condotto formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. In passato, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani come il Gaslini di Genova. La nuova collaborazione L’incontro tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria rappresenta l’inizio di un progetto di cooperazione che dovrebbe integrare le competenze mediche e le reti internazionali di POBIC con l’esperienza locale e la conoscenza del contesto nigeriano della Down Syndrome Foundation. I dettagli operativi della collaborazione sono in fase di definizione, ma l’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare attenzione alle problematiche cardiache congenite che colpiscono frequentemente questa popolazione. Prospettive future Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai miglioramenti nell’accesso all’assistenza sanitaria. Questo rende sempre più urgente la necessità di sviluppare sistemi di supporto adeguati e sostenibili. Le aree prioritarie di intervento identificate includono: Miglioramento dell’accesso a cure sanitarie di qualità Diagnosi precoce e trattamento Educazione inclusiva Programmi di sensibilizzazione per operatori sanitari, educatori e pubblico generale Rafforzamento delle politiche di protezione e inclusione La collaborazione tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un modello di assistenza più accessibile e inclusivo per le persone con sindrome di Down in Nigeria. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere19 Ott
Una nuova speranza per Pearl: il viaggio di una bambina ugandese grazie al progetto Open Heart Pobic Il progetto Open Heart Pobic continua a dare voce e futuro ai bambini con cardiopatie gravi nei contesti più vulnerabili del mondo. Questa è la storia di Nyamata Shamairah Pearl, una bambina ugandese di poco più di due anni, la cui vita è stata profondamente segnata – e salvata – da un intervento chirurgico reso possibile dalla solidarietà internazionale. Dalla campagna ugandese all’Italia: l’inizio del percorso Pearl è nata il 23 maggio 2023 nel distretto di Kabarole, in Uganda occidentale. I suoi genitori, Davis e Neelam, vivono in un villaggio rurale nel distretto di Bunyangabu, dove il padre si occupa di agricoltura e piccolo commercio, mentre la madre segue Pearl a tempo pieno. I primi mesi di vita della bambina sembravano nella norma. Ma già intorno agli otto mesi, i genitori iniziarono a notare segnali preoccupanti: affanno dopo il gioco, battito irregolare, episodi di debolezza. Nonostante i primi consulti rassicuranti presso i centri locali, fu solo all’inizio del 2025 che Pearl venne indirizzata all’Uganda Heart Institute, dove un’ecocardiografia portò alla diagnosi definitiva: Tricuspid Atresia di tipo 2C, una rara e complessa cardiopatia congenita che non poteva essere trattata in loco. L’intervento di Pobic In un contesto simile, il progetto Open Heart Pobic è riuscito a intervenire tempestivamente. Grazie alla segnalazione proveniente dalla rete locale e alla raccomandazione del Ministero della Salute ugandese, la bambina è stata presa in carico da Pobic per l’organizzazione del trasferimento in Italia, presso l’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova. In collaborazione con l’associazione Flying Angels e con il supporto di partner locali e istituzionali, è stato predisposto l’intero percorso di cura: dal visto medico ai voli, dall’accoglienza alla presa in carico ospedaliera. L’operazione e i momenti critici Il primo intervento chirurgico su Pearl è stato effettuato il 3 settembre 2025. Il post-operatorio è stato complesso: la bambina ha vissuto momenti critici in terapia intensiva, incluso un arresto cardiaco e una nuova fase di rianimazione.Le équipe mediche del Gaslini hanno gestito la situazione con massima attenzione, comunicando costantemente con lo staff di Pobic. Tra TAC, esami specialistici e procedure invasive come il cateterismo, il decorso è stato seguito con estrema cura. La madre di Pearl, Neelam, è rimasta al suo fianco per tutta la durata del ricovero, ricevendo supporto logistico e psicologico grazie alla rete attivata da Pobic sul territorio. I primi segnali di ripresa Dopo settimane intense, a metà ottobre è arrivata la notizia più attesa: Pearl è stata estubata e ha iniziato a rispondere positivamente alle terapie. Le immagini e i video condivisi dallo staff medico mostrano una bambina provata ma vigile, e finalmente di nuovo in grado di stringere la mano alla sua mamma. Il personale sanitario ha confermato che il quadro clinico, pur restando delicato, è in miglioramento. Anche i biglietti per il rientro della famiglia sono stati modificati per adattarsi alle nuove tempistiche post-operatorie. Un esempio concreto di cooperazione internazionale La storia di Pearl racconta molto più di un singolo caso medico. È l’esempio di come una rete di solidarietà internazionale possa funzionare: dall’intercettazione precoce del bisogno, alla mobilitazione di risorse mediche, logistiche e istituzionali, fino al supporto umano e concreto alle famiglie coinvolte. Grazie al progetto Open Heart Pobic, oggi Pearl ha una nuova possibilità di vivere. La sua storia è anche un invito a continuare a sostenere questo impegno, affinché sempre più bambini possano ricevere la cura che meritano, indipendentemente dal luogo in cui nascono. Come contribuire: il progetto Open Heart Pobic è sostenuto esclusivamente da donazioni, enti partner e iniziative di raccolta fondi. È attualmente in fase di attivazione anche un percorso di adozione a distanza per Pearl, attraverso cui sarà possibile accompagnarla nel percorso di recupero e follow-up cardiologico nei mesi a venire. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere19 Ott
In missione ad Accra: verso un protocollo di ricerca sulla malattia reumatica in Ghana Dal 14 al 18 settembre 2025, la direttrice alle operazioni dell’Associazione Pobic, Ada Caraffini, ha preso parte a una missione in Ghana, insieme al cardiologo Davide Morolla. Obiettivo della trasferta: avviare i lavori per l’elaborazione di un protocollo di ricerca sulla prevalenza della malattia reumatica cardiaca nei bambini, con un focus specifico sulla fascia d’età tra i 3 e i 15 anni, la più colpita da questa patologia. Durante la missione, Pobic ha lavorato in collaborazione con il Cardiothoracic Teaching Hospital di Accra, uno dei principali centri di riferimento del Paese, insieme alla cardiologa pediatrica Prof. Nana-Akyaa Tao e al Dr. Innocenti Adzamil, professionisti impegnati da anni nella diagnosi e nella cura delle malattie cardiovascolari pediatriche. La malattia reumatica cardiaca: una patologia prevenibile ma ancora diffusa La malattia reumatica cardiaca è una condizione cronica che si sviluppa a seguito di una febbre reumatica acuta, innescata generalmente da un’infezione da streptococco beta-emolitico di gruppo A (come faringiti o tonsilliti non trattate). Se non curata tempestivamente, l’infiammazione può causare danni permanenti alle valvole cardiache, portando a complicanze gravi come insufficienza cardiaca, aritmie e rischio di morte precoce. Questa patologia colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti nei contesti dove l’accesso a cure mediche tempestive è limitato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 39 milioni di persone nel mondo convivono con danni cardiaci di origine reumatica, con un carico maggiore concentrato nei Paesi a basso e medio reddito. Perché proprio in Ghana? Il Ghana è tra i Paesi africani dove la malattia reumatica continua ad avere un impatto significativo sulla salute pediatrica.Numerosi studi locali confermano un’alta incidenza tra i bambini in età scolare, aggravata da fattori come: limitato accesso ai servizi sanitari primari, scarsa disponibilità di terapie antibiotiche tempestive, condizioni socioeconomiche e ambientali che favoriscono la diffusione di infezioni respiratorie non trattate. In questo contesto, la definizione di un protocollo di ricerca mirato rappresenta un primo passo fondamentale per raccogliere dati affidabili, comprendere la reale portata del fenomeno e progettare, in futuro, interventi sanitari basati sull’evidenza. Un passo alla volta L’elaborazione di un protocollo condiviso con i partner clinici e istituzionali ghanesi permetterà a Pobic di: rafforzare la cooperazione con il sistema sanitario locale, contribuire alla conoscenza epidemiologica di una patologia troppo spesso trascurata, porre le basi per possibili sviluppi futuri, in linea con la missione internazionale dell’associazione. Come sottolineato dalla stessa Ada Caraffini nel suo report di missione, si tratta di un primo passo, importante, ma da percorrere con attenzione, ascolto e collaborazione.Pobic continuerà a documentare le fasi di avanzamento di questo progetto, condividendo aggiornamenti e riflessioni con la propria comunità e i partner. Segui i nostri canali social per non perdere i prossimi aggiornamenti dal Ghana e dalle nostre altre missioni nel mondo. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere14 Lug
Pobic alla Conferenza “Ukraine Recovery” di Roma: rinnovato impegno per la ricostruzione dell’Ucraina Il 10 e 11 luglio 2025 si è svolta a Roma la quarta edizione della Ukraine Recovery Conference (URC2025), un evento internazionale promosso dai governi di Italia e Ucraina per rafforzare la cooperazione globale nella ricostruzione dell’Ucraina, colpita da oltre tre anni di guerra. Ospitata presso il Roma Convention Center “La Nuvola”, la conferenza ha visto la partecipazione di oltre 100 delegazioni governative, 40 organizzazioni internazionali e migliaia di rappresentanti del mondo economico e sociale. Obiettivo centrale: trasformare le dichiarazioni di sostegno in azioni concrete, con un’attenzione particolare alla resilienza umana, economica e istituzionale del Paese. Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici: Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici: Business: rilancio dell’economia attraverso investimenti privati e sostegno alle imprese locali. Capitale umano: sostegno ai bisogni sociali, alla salute mentale, al reinserimento dei rifugiati e alla protezione dei minori. Governo locale e territori: rafforzamento della capacità amministrativa e autonomia delle autorità locali. Percorso europeo: accelerazione del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. Durante l’evento, sono stati annunciati impegni finanziari rilevanti. L’Unione Europea ha presentato un pacchetto di supporto del valore di 2,3 miliardi di euro, con l’obiettivo di mobilitare fino a 10 miliardi tramite garanzie, sovvenzioni e nuovi strumenti finanziari. Tra le novità, anche un fondo di investimento europeo destinato al rilancio industriale e alla transizione verde dell’Ucraina. Diplomazia, sicurezza e partecipazione globale All’apertura dei lavori hanno partecipato numerosi leader internazionali, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, e altri esponenti di rilievo politico da Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Francia. Tra i temi discussi, anche la creazione di una forza multinazionale per la stabilizzazione del Paese una volta raggiunto un cessate il fuoco, con il coinvolgimento di una trentina di Paesi. Il ruolo di Pobic: solidarietà concreta e duratura Anche Pobic ha preso parte alla conferenza, rappresentata dal presidente avv. Paolo Novellini, dal vicepresidente Festus Adedayo e dalla direttrice operativa Ada Caraffini. L’ONG è da oltre vent’anni attiva in Ucraina, con progetti umanitari che spaziano dal sostegno sanitario all’assistenza a famiglie vulnerabili, minori e comunità rurali colpite dalla guerra. La partecipazione di Pobic alla URC2025 rafforza il suo impegno per il popolo ucraino. L’organizzazione continuerà a operare in collaborazione con enti locali e internazionali per offrire supporto tangibile nella ricostruzione del tessuto sociale e civile. Il lavoro sul campo si allineerà agli obiettivi della conferenza, valorizzando approcci inclusivi, sostenibili e orientati ai diritti umani. Pobic: Dove c’è più bisogno Oggi più che mai, la ricostruzione dell’Ucraina non può essere solo un tema geopolitico: è una responsabilità collettiva, un atto di solidarietà verso milioni di persone che aspirano a un futuro dignitoso. Pobic sarà presente, con competenza e umanità, a ogni passo di questo percorso. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere9 Lug
Pobic e National Cardiothoracic Centre di Accra uniti contro la RHD in Ghana Pobic ONG e il National Cardiothoracic Centre di Accra (Ghana) hanno firmato il 30 giugno scorso un accordo triennale di collaborazione internazionale con l’obiettivo di combattere la Rheumatic Heart Disease (RHD) nei bambini ghanesi. Con oltre 40 milioni di casi stimati nel mondo e 300.000 morti ogni anno – soprattutto in Paesi a basso e medio reddito – la RHD è una patologia prevenibile ma spesso trascurata. Il nuovo partenariato mette insieme l’esperienza di Pobic nell’accesso e nella gestione di fondi europei e italiani, e la competenza clinica del Centre di Accra, per creare un modello replicabile di prevenzione, diagnostica e cura. Cosa prevede l’intesa Mappatura epidemiologica: avvio di uno studio per valutare la reale diffusione della RHD nelle aree più vulnerabili del Ghana. Sensibilizzazione capillare: distribuzione di materiali educativi a scuole, famiglie e comunità per riconoscere precocemente i sintomi da streptococco, fattore scatenante della malattia. Potenziare la diagnostica: fornire tamponi faringei e altri strumenti di screening ai centri sanitari locali, insieme alla formazione di operatori e tecnici. Rafforzare la cura: supporto all’implementazione di protocolli di trattamento e di un programma di profilassi antibiotica per bloccare l’evoluzione della malattia. Governance condivisa: costituzione di una task force e di un Comitato di Gestione congiunto per coordinare operazioni, raccolta fondi e rendicontazione trasparente. Crediamo che solo lavorando fianco a fianco con le comunità e i professionisti locali potremo estirpare una malattia che, fino a ieri, sembrava un destino inevitabile per troppi bambini,” Avv. Paolo Novellini Presidente di POBIC ONG Perché è importante Intervento precoceIdentificare e trattare tempestivamente le infezioni streptococciche riduce drasticamente il rischio di danni alle valvole cardiache, evitando disabilità di lungo periodo. Formazione e capacità localiCreare competenze sul territorio significa lasciare un “know-how” sostenibile anche dopo la scadenza dell’accordo. Accesso a nuove risorseCon Pobic come partner lead applicant, il progetto potrà attingere a finanziamenti pubblici e privati europei e italiani, ampliando la capacità operativa in Ghana. Questo accordo ribadisce l’impegno di Pobic nel promuovere salute e dignità nei contesti più bisognosi, grazie alla sinergia con istituzioni locali e alla condivisione di best practice internazionali. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere3 Lug
Emergency Transport: perché oggi più che mai serve supportare l’Emergency Transport di Pobic In Ucraina si continua a morire, anche se i telegiornali non lo raccontano più. Negli ultimi giorni, l’Ucraina è stata colpita dalla più massiccia ondata di attacchi russi dall’inizio del conflitto: tra il 29 giugno e il 3 luglio, centinaia di droni e missili hanno colpito infrastrutture civili, ospedali, centri abitati e luoghi di soccorso. A Odesa, Kryvyi Rih, Poltava e nella regione di Kherson i raid hanno causato vittime tra i civili, inclusi bambini. A Kiev e Lviv si registrano blackout, vittime e un sistema sanitario sotto pressione. Tutto questo accade nel silenzio dell’estate europea. E mentre cala il clamore mediatico, cresce la necessità concreta di un aiuto stabile, strutturato, continuo. Una guerra che cambia volto, ma resta crudele. L’intensificarsi dei bombardamenti e l’intenzione dell’Ucraina di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa — per poter riutilizzare mine antiuomo — segnalano una spirale che si inasprisce: sul piano militare, etico, umanitario. Migliaia di civili rischiano di rimanere intrappolati nei territori sotto assedio. Le vie di evacuazione si restringono. E le ambulanze diventano spesso bersagli, non strumenti di salvezza. L’Emergency Transport di Pobic: una risposta concreta, silenziosa, ma vitale. Dal 2014, Pobic è presente in Ucraina con interventi umanitari che hanno coperto tutte le fasi del conflitto, dall’invasione della Crimea fino all’emergenza odierna. Lo abbiamo fatto con costanza, senza mai spegnere i motori della solidarietà. Tra i progetti più urgenti e indispensabili oggi c’è l’Emergency Transport: Una rete di trasporto sanitario d’emergenza per bambini, feriti, malati cronici e persone vulnerabili. Coordinata da volontari locali e internazionali, operativa in aree ad alto rischio. Essenziale per garantire evacuazioni rapide, trasporti verso ospedali ancora funzionanti e consegne mirate di medicinali. In un contesto in cui le ambulanze vengono colpite deliberatamente e i bombardamenti si moltiplicano, garantire veicoli attrezzati, carburante, personale e manutenzione è diventato un atto di resistenza umana. Cosa puoi fare oggi stesso? Oggi, più che in passato, l’inasprimento del conflitto richiede risposte immediate. Pobic c’è. Ma abbiamo bisogno del tuo aiuto per: Finanziare nuove unità mobili di soccorso. Garantire turni di guida e trasporto su rotte sempre più pericolose. Rafforzare la rete logistica e sanitaria di emergenza. EMERGENCY TRANSPORT La nostra forza è far viaggiare la speranza su quattro ruote. Dona un “pezzettino” di ambulanza: insieme possiamo mettere in strada il prossimo mezzo prima dell’inverno 2025. Sul sito Pobic è attiva una campagna dedicata; bastano 25 € per assicurare un kit di medicazione a bordo, 100 € per rifornire l’ossigeno. Ogni contributo accorcia la distanza fra chi scappa e un soccorso tempestivo. DONA ORA
Continua a leggere8 Giu
Concorso Pensieri e Colori: Quando la Solidarietà si Colora di Creatività Quattro scuole, centinaia di giovani artisti, un unico grande cuore. Il concorso POBIC si è concluso con una straordinaria celebrazione della solidarietà. Quando POBIC ha lanciato il concorso “Pensieri e Colori” nell’anno scolastico 2024/2025, l’idea era semplice quanto potente: chiedere ai bambini di immaginare come sarebbe una maglietta che racconta la solidarietà, l’aiuto reciproco, la felicità di stare insieme. Un modo per unire arte, educazione e i valori che da oltre trent’anni guidano l’associazione in Italia e nel mondo. La risposta è stata travolgente. Quattro Scuole, Una Sfida Comune Dalla provincia di Verona a quella di Cremona, quattro istituti hanno accolto con entusiasmo la sfida: la Scuola Primaria Solinas di Verona, la Scuola Primaria Brazzuoli di Pozzaglio, la Scuola Primaria di Vescovato e quella di Castelvetro. Quattro realtà diverse, accomunate dalla voglia di mettersi in gioco e di raccontare, attraverso colori e forme, cosa significa aiutare gli altri. I bambini si sono lasciati ispirare dalle storie raccontate in classe, dalle fiabe, dalle loro emozioni personali. Hanno disegnato cuori che abbracciano il mondo, mani che si intrecciano, arcobaleni che uniscono continenti, sorrisi che superano ogni confine. Ogni elaborato era un piccolo capolavoro di purezza e speranza. Un Viaggio Fatto di Creatività e Attesa Dopo la chiusura delle candidature a marzo, è iniziata la fase più emozionante: le votazioni online. Famiglie, amici, insegnanti, nonni – tutti hanno partecipato, condividendo i disegni sui social e sostenendo i piccoli artisti. I canali POBIC si sono riempiti di colori e messaggi di incoraggiamento. Per settimane, l’entusiasmo è cresciuto. I tre migliori disegni di ogni scuola sono stati selezionati e, finalmente, il 30 e 31 maggio 2026, è arrivato il momento della grande festa alla Zanzarina d’Oro di Calvatone. Qui, una giuria di esperti ha avuto il difficile compito di scegliere i vincitori tra opere straordinarie, ognuna capace di emozionare e far riflettere. Il Podio della Solidarietà Al termine di una cerimonia carica di emozione, sono stati proclamati i vincitori: Primo classificato – Scuola Primaria Solinas, VeronaUn’esplosione di colori e simboli che ha saputo catturare l’essenza della missione POBIC: ogni bambino al mondo merita cure, amore, un futuro. Il disegno vincitore sarà stampato sulla maglietta ufficiale POBIC 2026, indossata dai volontari dell’associazione in Italia e all’estero. E alla scuola va il premio di 1000 euro, da utilizzare per progetti didattici. Secondo classificato – Scuola Primaria Brazzuoli, PozzaglioUn’opera che ha emozionato per la sua delicatezza e profondità, capace di raccontare con semplicità il valore dell’amicizia e del sostegno reciproco. Terzo classificato – Scuola Primaria di VescovatoUna creazione piena di energia e ottimismo, che ha conquistato giuria e pubblico con la sua freschezza e il messaggio universale di speranza. Tutti Vincitori Ma se il podio ha i suoi protagonisti, la vera vittoria è stata collettiva. Ogni bambino che ha partecipato ha contribuito a diffondere un messaggio potente: la solidarietà può essere colorata, gioiosa, contagiosa. Ha imparato che anche un semplice disegno può fare la differenza, può unire persone lontane, può salvare vite. Perché è proprio questo che fa POBIC da oltre trent’anni: salva vite. Con il programma Open Heart, ha operato gratuitamente più di 50 bambini cardiopatici in Nigeria e Uganda. Con Emergency Transport, ha donato ambulanze e formato personale sanitario in Africa e Ucraina. Nel solo 2024 ha aiutato 2.200 famiglie sfollate in Ucraina e visitato 200 bambini in Uganda. Tutto questo è possibile grazie a chi crede nella solidarietà. E quest’anno, anche grazie ai piccoli artisti di Verona, Pozzaglio, Vescovato e Castelvetro, che hanno dimostrato che il cambiamento comincia da un foglio bianco e da tanta, tanta fantasia. E Adesso? La maglietta vincitrice sarà indossata con orgoglio dai volontari POBIC nelle prossime missioni internazionali. Un simbolo che viaggierà dall’Italia all’Africa, portando con sé il messaggio che i bambini italiani vogliono mandare ai bambini del mondo: non siete soli. Ci prendiamo cura di voi. E chissà, magari tra questi giovani artisti c’è già il prossimo medico, il prossimo volontario, la prossima persona che dedicherà la sua vita ad aiutare gli altri. Perché come dice POBIC: “Se ognuno di noi decidesse nel suo piccolo di fare qualcosa per gli altri ogni giorno, il mondo sarebbe un posto molto più bello.” E loro, questi bambini, hanno già cominciato. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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Marocco: l’importanza dela lingua berbera nell’istruzione – Il piano statale per diffondere l’amazigh nelle scuole accompagna il riconoscimento Mentre cresce il numero di studenti che imparano l’amazigh, nome ufficiale della lingua della popolazione berbera, il Marocco consolida un percorso iniziato oltre vent’anni fa per riconoscere pienamente l’idioma come parte integrante dell’identità nazionale. Oggi, il 40% delle scuole pubbliche insegna l’amazigh, con oltre 650.000 studenti coinvolti e quasi 2.000 docenti formati. Il Ministero dell’Istruzione punta a formarne 3.000 entro i prossimi anni, con l’obiettivo di estendere l’insegnamento a tutte le scuole del Paese. Un impegno con solide basi L’aumento degli insegnanti dedicati – da 200 nel 2021 a 1.850 nel 2024 – è il risultato di un impegno istituzionale che ha solide basi giuridiche. L’articolo 5 della Costituzione del 2011 riconosce infatti l’amazigh come lingua ufficiale dello Stato, definendolo “patrimonio comune di tutti i marocchini senza eccezione”. Una scelta che riflette non solo una visione culturale, ma anche un’esigenza sociale: nelle comunità berbere, parlare la propria lingua a scuola significa avere accesso a un’educazione più equa e a servizi di base realmente comprensibili. E l’importanza non si limita alla lingua L’importanza della lingua si riflette anche sul piano sanitario. In molte aree interne del Paese, dove la carenza di strutture e informazioni mediche penalizza in particolare le donne, l’uso dell’amazigh può fare la differenza nella comprensione dei messaggi di prevenzione. È da questa consapevolezza che prese forma l’impegno di Pobic, con un progetto rivolto specificamente alle donne berbere. Le attività hanno incluso incontri di sensibilizzazione sulla salute femminile, educazione alla prevenzione di malattie trasmissibili e croniche, promozione dell’accesso ai controlli di base e all’assistenza prenatale. Intervenire in questi contesti non è solo una questione sanitaria: significa rafforzare il ruolo delle donne nella comunità e contribuire, attraverso l’ascolto e la lingua, a un cambiamento strutturale e duraturo. Scopri come aiutare Pobic nella sua missione.
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