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15 Lug
Il Terzo Mondo tra storia e attualità: come POBIC aiuta con costanza Il Terzo Mondo tra storia e attualità Il termine “Terzo Mondo” ci porta nel cuore di uno scenario di natura geopolitica che racchiude problematiche tutt’oggi salienti all’interno del quadro politico e sociale internazionale. Il dibattito mondiale riguardante criticità come l’aumento significativo della popolazione, la carenza di infrastrutture adeguate, lo sviluppo economico e l’insicurezza alimentare sposta il proprio focus verso l’attuale situazione nell’Africa subsahariana, ossia la parte comprendente l’intera area a sud del Sahara. Parliamo di fragilità strutturali che si estendono dalla zona occidentale del continente fino al cosiddetto “Corno d’Africa”, e che riguardano in primis la recrudescenza di povertà e conflitti civili dovuti soprattutto al ritorno della carestia. (visiona il video sotto in cui accogliamo le ultime bambine arrivate in Italia per accedere al progetto OPEN HEART) https://youtu.be/TjU5Bzg0eBc Paesi del Terzo mondo: cosa succede Il Terzo Mondo come lo conosciamo oggi, riflette una serie di controversie che affondano le proprie radici nella storia e in particolare nel suo rapporto secolare con l’Occidente modernizzato. Fatti allarmanti che in paesi come Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Somalia e Mozambico risultano essere all’ordine del giorno, potrebbero effettivamente essere considerati gli “strascichi” di un controllo prevalentemente politico avvenuto tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, con la spartizione tra le potenze dell’occidente dei vari territori su tutta l’area subsahariana e il massiccio sfruttamento delle risorse locali. Nonostante il collasso dei regimi coloniali e l’autonomia territoriale ottenuta nel secondo dopoguerra, gli stati dell’Africa hanno comunque risentito di un evidente stato di arretratezza già nelle fasi della “decolonizzazione”, provocato in larga parte dalle pesanti eredità dell’amministrazione attuata dalle potenze europee. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Perché si chiama Terzo Mondo È in questo contesto storico caratterizzato da un diffuso rivendicazionismo da parte degli stati africani che trova allo stesso tempo la propria collocazione all’interno del panorama politico globale la denominazione di “Terzo Mondo”. Il termine fu coniato dall’economista e sociologo francese Alfred Sauvy nel 1952 in un suo articolo, rifacendosi a quello che in epoca rivoluzionaria era conosciuto come “Terzo Stato”, formato dalle fasce di popolazione meno abbienti. L’intento di Sauvy era quello di identificare tutti quei paesi che non erano né inquadrati economicamente nel sistema capitalistico dell’Occidente, ossia il “Primo Mondo”, né ideologicamente rispetto all’Est sovietico conosciuto come il “Secondo Mondo”, contrapposto politicamente al primo. Un nuovo assetto geopolitico Al di là dell’egemonia esercitata dai due blocchi, prese così forma, nel frattempo, un assetto geopolitico del tutto inedito che sarebbe andato ben oltre la tradizionale dicotomia est-ovest e che avrebbe coinvolto direttamente parti del globo in via di sviluppo situate a sud dell’emisfero, come appunto l’Africa, l’Asia e l’America Latina. Si andava in questo modo definendo in maniera sempre più nitida l’identità sotto il profilo socioeconomico dei cosiddetti paesi non-allineati, accomunati da un profondo desiderio di riscatto ed emancipazione nei confronti delle politiche imperialiste. Non è un caso che nello scenario mediatico contemporaneo si parli ancora di “terzomondismo”, concezione nata dalla consapevolezza da parte dei paesi implicati della sostanziale precarietà dell’economia statale come conseguenza diretta dei traumi subiti durante il colonialismo, ritenuto secondo i leader delle nazioni africane il principale responsabile del disastro politico ed economico. In questo senso, la questione del terzomondismo è stata interpretata come la volontà di affrancamento stessa dagli schemi di sviluppo dell’Occidente, parallelamente alla legittimazione di una sovranità nazionale capace di promuovere una visione di gran lunga più “democratica” del progresso e del benessere sul piano collettivo. Tuttavia, diseguaglianze e divisioni culturali interne protratte nel tempo, frutto anch’esse di complessità in termini storici ed istituzionali, hanno finito col ridurre considerevolmente le possibilità per i governi africani di garantire una condizione di parità tra i diversi strati della popolazione e soprattutto di espansione dal punto di vista commerciale. Terzo mondo: I nazionalismi africani Lo stigma dell’assoggettamento da parte delle potenze straniere ha in una certa maniera rappresentato la spinta propulsiva per la nascita di nazionalismi africani fondati sulla piena libertà di autodeterminazione governativa, cosa che l’ingente debito del Terzo Mondo verso creditori o altri stati con livelli di ricchezza nettamente superiori ha reso e tutt’ora sta rendendo difficile da realizzare. Le odierne politiche di austerità con la conseguente emarginazione dai circuiti commerciali internazionali delle nazioni dell’Africa, può essere letta come moderna forma di subordinazione esercitata da popoli una volta fautori di un controllo diretto sull’intero territorio. Se pensiamo al sottosviluppo che affligge gran parte del continente africano, non può passare inosservata quel genere di dipendenza che, anche se attraverso dinamiche apparentemente dissimili, probabilmente andrebbe a giustificare la nostra percezione del passato in relazione ad una rilettura del presente. Considerate le non trascurabili asimmetrie che persistono circa le condizioni di benessere, il consumo di beni e l’accessibilità ai servizi rispetto alle nazioni con indici di industrializzazione maggiore, sarebbe un errore disconoscere quella che oggi potrebbe essere ritenuta a tutti gli effetti la nuova narrazione geopolitica scaturita da una contrapposizione sempre più marcata tra area nord e sud del pianeta. Anche per combattere le problematiche economiche legate al terzo mondo POBIC lavora costantemente per porre rimedio a un problema che affonda le sue radici lontano nel tempo e che si ripercuote su difficoltà sanitarie enormi.Il progetto open heart che ogni anno salva decine di bambini nasce li. Scopri ora di cosa si tratta. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU
Continua a leggere27 Giu
Le difficoltà per i bambini in Africa: come Pobic opera nel continente Le iniziative per migliorare la vita dei bambini in africa: salute, educazione e protezione. I bambini in Africa rappresentano una parte significativa della popolazione del continente, con oltre il 50% degli africani che ha meno di 18 anni. Le loro condizioni di vita variano notevolmente a seconda della regione e del contesto socioeconomico. In molte aree rurali, l’accesso a servizi di base come l’acqua potabile, l’istruzione e l’assistenza sanitaria è limitato. La malnutrizione è una piaga diffusa, con circa 46,7 milioni di bambini a rischio in Africa occidentale e centrale a causa dei conflitti e degli sfollamenti. Questo dato allarmante, reso noto da un comunicato stampa dell’UNICEF del 22 dicembre 2023, evidenzia le gravi conseguenze delle crisi umanitarie nella egione. Perciò, come ampiamente risaputo, la situazione dei bambini in Africa non è per nulla semplice, ma le difficoltà che devono affrontare possono essere alleviate dalle iniziative messe in atto per migliorare le loro prospettive, fra le quali messe in atto da Pobic. (visiona il video sotto in cui accogliamo le ultime bambine arrivate in Italia per accedere al progetto OPEN HEART) L’importanza dell’educazione L’educazione è una delle chiavi per rompere il ciclo della povertà, ma molti bambini africani non hanno accesso a un’istruzione di qualità. In alcune regioni, le scuole sono distanti e mal attrezzate, e il personale docente è insufficiente. Le bambine, in particolare, affrontano ulteriori barriere, come la discriminazione di genere e i matrimoni precoci. Tuttavia, sono in corso vari programmi per migliorare l’accesso all’educazione, come le iniziative delle ONG che costruiscono scuole e forniscono borse di studio. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Tecnologia per la salute dei bambini in Africa Le condizioni sanitarie rappresentano un’altra sfida cruciale. Malattie come la malaria, il morbillo e la diarrea continuano a causare numerosi decessi tra i bambini. L’accesso limitato ai servizi sanitari, combinato con la povertà, rende difficile per molte famiglie ottenere le cure necessarie. Le campagne di vaccinazione e le iniziative di sensibilizzazione sulla salute sono essenziali per migliorare questa situazione. In questo contesto, servizi come l’Emergency Transport realizzato da Pobic si rivelano fondamentali per garantire che i bambini e le persone con mobilità ridotta possano accedere ai trattamenti necessari. L’Emergency Transport è un servizio vitale per persone con mobilità ridotta, temporanea o permanente, inclusi disabili, anziani e chiunque abbia problemi di spostamento. Questo servizio è essenziale per coloro che necessitano di un trasporto sanitario per visite ospedaliere, esami medici, trasferimenti territoriali o fuori regione. Le ambulanze, con a bordo i volontari di Pobic, assicurano che i pazienti ricevano le cure necessarie in tempi rapidi, migliorando significativamente la loro qualità di vita. Progetto umanitario Open Heart Il progetto Open Heart è un programma umanitario che individua in Africa e nei paesi dell’Europa dell’Est bambini affetti da gravi patologie cardiache che richiedono interventi chirurgici specifici. Questi bambini vengono portati in Italia insieme alle loro madri e sottoposti a interventi cardiochirurgici pediatrici presso l’Istituto ospedaliero Giannina Gaslini di Genova. Dopo il trattamento, i bambini tornano nei loro Paesi. La fase successiva del progetto mira a sviluppare competenze e strutture locali per permettere che gli interventi possano essere eseguiti direttamente nelle loro nazioni d’origine. POBIC ee la casa a Yenagoa in cui accoglie madri e bambini in difficoltà I bambini in Africa e le numerose sfide I bambini in Africa affrontano numerose sfide, ma con il giusto supporto e le politiche adeguate, hanno il potenziale per cambiare il futuro del continente. Investire nell’educazione, nella salute e nei diritti dei bambini non è solo un imperativo morale, ma anche una strategia fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell’Africa. La comunità internazionale, insieme ai governi locali e alle organizzazioni non governative, deve continuare a collaborare per creare un ambiente in cui tutti i bambini africani possano prosperare. Scopri le iniziative di Pobic e sostieni la nostra organizzazione per garantire cure adeguate ai bambini in Africa. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIRE ANCHE TU
Continua a leggere8 Giu
Mary Ariella e Jernita sono atterrate: il racconto di chi era li Il loro arrivo raccontato da Simran. Ieri, la giornata è iniziata prestissimo. Siamo partiti alle 4 del mattino diretti all’aeroporto di Malpensa, dove il volo proveniente dall’Uganda, che portava le tre bambine che aspettavamo con ansia, Mary, Ariella e Jernita, doveva atterrare alle 7:10. Tuttavia, il volo ha subito un ritardo di 20 minuti e, tra controlli e ritiro dei bagagli, le bambine sono uscite dal gate degli arrivi verso le 9. Ci sono delle raccolte fondi che riguardano loro. Scopri di più sulla loro storia nei link qui sotto. Ariella sta Morendo Il cuore di Mary sta cedendo Jernita non riesce a Respirare https://youtu.be/TjU5Bzg0eBc La Fragile Vita di Mary: Primo Controllo Critico Appena uscite, la nostra prima preoccupazione è stata Mary, che versa in condizioni particolarmente critiche. L’abbiamo immediatamente messa sulla barella per controllare la sua saturazione di ossigeno, che era a 86. Questo dato ci ha sollevato, poiché una saturazione inferiore a 50 avrebbe richiesto un trasporto d’urgenza con l’ambulanza e sirena accesa fino all’ospedale Gaslini di Genova. Fortunatamente, non è stato necessario. Insieme a Mary è arrivata sua sorella, rimasta con lei in ambulanza per farle compagnia e tranquillizzarla. Le altre due mamme accompagnavano le loro bambine, Ariella e Jernita, anch’esse in condizioni serie, sebbene meno critiche rispetto a Mary. Abbiamo chiesto alle accompagnatrici se ci fossero state complicazioni durante il volo, ma ci hanno rassicurato che tutto era andato liscio e che anche le hostess erano state di grande aiuto. Così, ci siamo messi in viaggio verso l’ospedale Gaslini, un tragitto di circa 40 minuti. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Primi Accertamenti al Gaslini: Ogni Minuto Conta All’arrivo al Gaslini di Genova, ci siamo diretti al pronto soccorso dove, all’accettazione, hanno controllato i parametri vitali di tutte e tre le bambine. Dopo questo primo controllo, le hanno fatte accomodare in una saletta con i letti per ulteriori esami. Mary e Ariella sono state portate a fare un’ecocardiografia e una radiografia al torace. Qui abbiamo incontrato il dottor Carmelo Arcidiacono, un medico già conosciuto dall’associazione POBIC, che l’anno scorso aveva partecipato a uno screening in Nigeria, dove aveva diagnosticato il grave problema di Destiny, un’altra bambina che avevamo operato. Quest’anno ha condotto uno screening in Uganda, motivo per cui abbiamo portato Mary, Ariella e Jernita in Italia per essere operate. Decisioni da prendere: Mary e Ariella sotto Esame La situazione si è delineata chiaramente: Mary sarebbe stata ricoverata immediatamente, mentre per Ariella è stato programmato un cateterismo per martedì. Per evitare i continui spostamenti da Mantova a Genova, hanno deciso di trovare un posto in ospedale per Ariella. Jernita, invece, poteva tornare a casa a Bozzolo per il momento, dato che la sua condizione era leggermente più stabile. Cambiamenti Improvvisi: La Fragilità di Ariella Nel frattempo, il medico che aveva fatto la radiografia ha confermato la gravità delle condizioni di Ariella. Tuttavia, è giunta una nuova informazione: Ariella sarebbe stata ricoverata, ma non al Gaslini, bensì in un altro istituto ospedaliero. Questa notizia ci è stata comunicata mentre stavamo ammettendo al ricovero Mary e Jernita, le due bambine più gravi. Un infermiere è venuto da noi per far firmare delle carte e, nel frattempo, ci ha informato del cambio di programma. Inizialmente, il dottor Arcidiacono ci aveva detto che avrebbero solo aumentato la dose delle medicine per Ariella. Conclusione della Giornata: Una Lotta Continua per la Vita Dopo ulteriori chiarimenti, ci hanno confermato che l’infermiere aveva commesso un errore: Ariella non sarebbe stata ricoverata in un altro ospedale, ma sarebbe rimasta con noi. Alla fine della giornata, Mary e Jernita sono state ricoverate al Gaslini, con Jernita programmata per il cateterismo martedì e Mary in attesa di un intervento chirurgico che potrebbe salvarle la vita. Ariella e sua madre sono state sistemate a Bozzolo, nell’appartamento che avevamo preparato pulendo e arredando il giorno prima. Recap: Una Giornata Cruciale Mary e sua sorella sono ricoverate all’ospedale Gaslini di Genova. Jernita e sua mamma sono anch’esse al Gaslini. Ariella e sua mamma sono a Bozzolo, nell’appartamento preparato dall’associazione. Questa giornata intensa e carica di tensione è solo una piccola parte del lavoro che facciamo per salvare le vite di questi bambini. Ogni passo è cruciale e ogni decisione può fare la differenza tra la vita e la morte. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU
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