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10 Ott
Dalla Nigeria al Gaslini: Praise operato al cuore con il sostegno di Pobic Tre anni, un viaggio dalla Nigeria all’Italia e un percorso di cura per una cardiopatia congenita. Il 28 settembre 2026 Praise è stato sottoposto a un intervento al cuore all’Ospedale Gaslini di Genova. La Fondazione Pobic ETS continua ad accompagnare lui e la sua famiglia. Per un bambino che ha bisogno di cure cardiache, arrivare in ospedale è una tappa fondamentale. Quando quelle cure richiedono un viaggio in un altro Paese, il percorso comincia molto prima dell’intervento. È la storia di Praise, un bambino nigeriano di tre anni arrivato all’aeroporto di Malpensa il 7 settembre 2026, per affrontare un importante percorso di cura presso l’Ospedale Gaslini di Genova. Al suo fianco, la Fondazione Pobic ETS, che lo accompagna insieme alla sua famiglia. Il percorso di Praise e l’intervento al cuore Praise ha la sindrome di Down e una cardiopatia congenita con difetto del setto interventricolare, indicato nella documentazione ricevuta come CIV. Il suo arrivo in Italia ha permesso di avviare il percorso di valutazione e cura presso il Gaslini, fino all’intervento al cuore del 28 settembre 2026. Un momento importante e delicato, per lui e per la sua famiglia. Una tappa che racconta quanto conti poter raggiungere le cure necessarie e avere qualcuno accanto durante il percorso. L’impegno di Pobic continua anche dopo l’intervento, mantenendo il sostegno a Praise e ai suoi familiari. Pobic e l’accesso alle cure per i bambini con cardiopatie La storia di Praise dà un volto concreto all’impegno di Pobic per i bambini con problemi al cuore. Attraverso il progetto Open Heart, Pobic sostiene l’accesso alle cure per bambini e bambine con gravi patologie cardiache, accompagnandoli verso interventi specialistici. Dietro ogni percorso ci sono un bambino, una famiglia e il bisogno di affrontare passaggi complessi con un sostegno concreto. Per Praise, questo significa essere accompagnato lontano da casa, durante una fase particolarmente delicata della sua vita. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere20 Set
Giornata mondiale del cuore: per molti bambini curarsi è ancora un privilegio Cardiopatie infantili: quando il luogo di nascita condiziona l’accesso alle cure Una cardiopatia può colpire un bambino in qualsiasi parte del mondo. Ciò che cambia, spesso in modo decisivo, è la possibilità di scoprirla in tempo e ricevere le cure necessarie. Il 29 settembre si celebra la Giornata mondiale del cuore, promossa dalla World Heart Federation per richiamare l’attenzione sulle malattie cardiovascolari e sul loro impatto. Per POBIC questa ricorrenza rappresenta anche un’occasione per parlare di una disuguaglianza meno visibile: quella che separa i bambini che possono accedere rapidamente a una diagnosi e a un intervento da quelli per i quali curarsi resta un percorso difficile, costoso o addirittura impossibile. Non tutti i bambini che nascono con un problema al cuore, infatti, hanno davanti a sé le stesse possibilità. Le cardiopatie congenite sono anomalie della struttura o del funzionamento del cuore presenti fin dalla nascita. Alcune possono essere tenute sotto controllo, mentre altre richiedono una diagnosi tempestiva, cure specialistiche o un intervento chirurgico. Nei Paesi dotati di sistemi sanitari strutturati, un bambino con una cardiopatia può essere sottoposto agli accertamenti necessari già durante la gravidanza o nei primi giorni di vita. Da quel momento viene seguito da cardiologi pediatrici e indirizzato verso il percorso terapeutico più appropriato. In molte aree del mondo, invece, questa rete di assistenza non è disponibile oppure è accessibile soltanto a una parte della popolazione. La distanza dagli ospedali, la scarsità di medici specializzati, il costo degli esami e l’assenza di strutture in grado di eseguire interventi complessi possono ritardare la diagnosi. La malattia viene così individuata quando i sintomi sono già evidenti e le condizioni del bambino sono diventate più difficili da trattare. È in questa distanza tra bisogno e possibilità di cura che una patologia affrontabile può trasformarsi in una minaccia per la vita. Non esistono soltanto le cardiopatie presenti dalla nascita Ai problemi congeniti si aggiungono patologie cardiache che possono svilupparsi durante l’infanzia. Tra queste c’è la malattia reumatica cardiaca, provocata dai danni alle valvole del cuore conseguenti a uno o più episodi di febbre reumatica. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, si tratta della cardiopatia acquisita più diffusa tra le persone con meno di 25 anni. Colpisce soprattutto bambini e adolescenti che vivono in Paesi a basso e medio reddito o in comunità nelle quali l’accesso ai servizi sanitari è limitato. La malattia può avere origine da un’infezione da streptococco che, se riconosciuta e trattata tempestivamente, può evitare conseguenze molto gravi. Tuttavia, non tutte le famiglie hanno la possibilità di raggiungere una struttura sanitaria, sostenere i costi delle cure o incontrare personale in grado di formulare una diagnosi corretta. Anche in questo caso, il problema non è soltanto la presenza della malattia. È la mancanza di una rete capace di riconoscerla e intervenire prima che il danno al cuore diventi permanente. Curare un bambino significa costruire un intero percorso Quando si parla di un intervento al cuore, l’attenzione si concentra comprensibilmente sulla sala operatoria. Ma rendere possibile la cura di un bambino significa affrontare un percorso molto più ampio. Prima dell’intervento servono visite, esami, diagnosi precise e il confronto tra professionisti. Quando le cure devono essere effettuate lontano dal Paese di origine, è necessario organizzare il viaggio, predisporre i documenti, individuare la struttura disponibile e garantire l’accoglienza del bambino e di chi lo accompagna. Dopo l’operazione iniziano il recupero e i controlli, fino al ritorno a casa e alla prosecuzione del percorso sanitario. Dietro una vita salvata c’è quindi una rete composta da medici, ospedali, volontari, famiglie, associazioni e donatori. Persone diverse che si assumono una parte della responsabilità necessaria per accompagnare quel bambino dalla diagnosi alla cura. È un lavoro complesso, spesso poco visibile, ma indispensabile. Open Heart: il cuore dell’impegno di POBIC Attraverso il progetto Open Heart, POBIC aiuta bambini affetti da gravi patologie cardiache che non possono ricevere nel proprio Paese le cure necessarie. L’obiettivo non è soltanto permettere l’accesso a un intervento chirurgico. Significa seguire il bambino lungo tutto il percorso, collaborare con le strutture sanitarie, sostenere gli aspetti organizzativi e accompagnare la famiglia in un momento nel quale alla paura per la malattia si aggiunge la difficoltà di affrontare un viaggio lontano da casa. Le storie di Jeremiah e Perl, arrivati dall’Uganda e operati in Italia, raccontano in modo concreto il valore di questa rete. Il loro percorso non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un impegno che POBIC porta avanti da anni per offrire una possibilità di cura ai bambini che rischierebbero di non averla. Ogni intervento restituisce un futuro a un bambino. Ma racconta anche qualcosa di più grande: dimostra cosa può accadere quando competenze mediche, cooperazione internazionale e solidarietà riescono a lavorare nella stessa direzione. La diagnosi precoce può cambiare una vita Garantire l’accesso alle cure significa anche rafforzare la capacità di individuare le patologie prima che diventino più gravi. Per questo sono fondamentali le visite cardiologiche pediatriche, la disponibilità di strumenti diagnostici, la formazione del personale sanitario locale e la collaborazione continuativa con ospedali e specialisti. Diagnosticare precocemente una cardiopatia consente di valutare il percorso più adatto e, quando possibile, intervenire prima che le condizioni del bambino peggiorino. La cooperazione sanitaria non può quindi limitarsi alla risposta all’emergenza: deve contribuire a costruire competenze, relazioni e continuità. È una prospettiva importante anche per il lavoro avviato da POBIC in Ghana sulla malattia reumatica cardiaca, con l’obiettivo di contribuire alla conoscenza della sua diffusione tra i bambini e porre le basi per interventi fondati su dati affidabili. Giornata mondiale del cuore: trasformare l’attenzione in una possibilità concreta La Giornata mondiale del cuore ci ricorda ogni anno quanto sia importante proteggere la salute cardiovascolare. Ma non tutti partono dalla stessa condizione e non tutti dispongono degli stessi strumenti. Per alcuni bambini il problema non è sapere che una cura esiste. È riuscire a raggiungerla. Ridurre questa distanza richiede professionalità, organizzazione e risorse. Richiede ospedali disponibili ad accogliere i piccoli pazienti, medici capaci
Continua a leggere1 Giu
Aiuti umanitari in Ucraina: consegnate a Kharkiv 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale. Un intervento a sostegno della popolazione sfollata: oltre 1.500 beneficiari, il 60% con disabilità. In un contesto ancora segnato da forti tensioni e continui rischi per la popolazione civile, una nuova operazione umanitaria ha permesso di portare aiuto concreto nella città di Kharkiv, una delle aree maggiormente colpite dal conflitto in Ucraina. Nonostante un fine settimana particolarmente complesso sul piano operativo e della sicurezza, la collega Olga, presente sul territorio, è riuscita a ricevere circa 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale destinati al supporto di 1.545 persone sfollate interne. Il progetto Acqua Viva e il sostegno di AICS Kiev Si tratta di un intervento di grande importanza umanitaria, soprattutto considerando che almeno il 60% dei beneficiari è costituito da persone con disabilità, spesso tra le categorie più fragili e maggiormente esposte alle conseguenze della guerra, dell’isolamento e della carenza di servizi essenziali. La fornitura comprende materiali indispensabili per la cura e l’igiene quotidiana, beni che in situazioni di emergenza assumono un valore fondamentale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo della dignità personale e della tutela delle condizioni di vita delle persone costrette a lasciare la propria casa. L’operazione è stata resa possibile grazie al progetto “Acqua Viva 04/UCr/13157/2026”, finanziato da AICS Kiev, e rappresenta un ulteriore passo nel sostegno alle comunità civili ucraine che continuano a vivere le conseguenze quotidiane del conflitto. L’impegno di POBIC a fianco delle comunità colpite dalla guerra. In territori dove l’accesso ai beni di prima necessità può diventare estremamente difficile, la collaborazione tra operatori locali, organizzazioni umanitarie e partner internazionali permette di garantire continuità agli aiuti e vicinanza concreta alle persone più vulnerabili. Attraverso interventi come questo, POBIC continua a sostenere attività di assistenza umanitaria rivolte alle popolazioni colpite dalla guerra, contribuendo alla distribuzione di beni essenziali e al supporto delle fasce più fragili della popolazione civile. Nelle situazioni di sfollamento forzato, l’accesso ai prodotti per l’igiene personale rappresenta un bisogno essenziale spesso sottovalutato. Sapone, detergenti, prodotti per la cura della persona e altri materiali di uso quotidiano contribuiscono non solo alla prevenzione di problemi sanitari, ma anche a preservare la dignità e il benessere delle persone che vivono condizioni di particolare vulnerabilità. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere9 Mag
Jeremiah e Perl, due nuove vite salvate grazie alla rete solidale di Pobic Jeremiah e Perl, bambini operati al cuore grazie a Pobic Jeremiah e Perl sono due bambini arrivati dall’Uganda con una speranza concreta: poter ricevere le cure necessarie per affrontare una grave patologia cardiaca. Grazie all’impegno di POBIC, entrambi sono stati operati al cuore in Italia e oggi rappresentano una nuova testimonianza di ciò che la solidarietà può rendere possibile quando diventa organizzazione, cura e continuità. Le loro storie non sono episodi isolati. Geremia e Perl sono infatti il 97° e il 98° bambino accompagnati da POBIC in un percorso di cura salvavita. Un traguardo che racconta anni di lavoro, relazioni internazionali, collaborazione con strutture sanitarie specializzate e una presenza costante accanto ai bambini e alle loro famiglie. Complessivamente, nel corso della propria attività, POBIC ha seguito 423 bambini: un numero che dà misura concreta alla profondità di un impegno costruito nel tempo. Cassettine solidali a Verona: 1.000 esercenti al fianco di POBIC Dietro ogni intervento non c’è solo una sala operatoria. C’è una rete di persone, comunità e piccoli gesti quotidiani che, nel tempo, rendono possibile qualcosa di straordinario. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai circa 1.000 esercenti veronesi che da vent’anni ospitano le cassettine per le donazioni di POBIC. Bar, negozi e attività del territorio diventano così punti vivi di solidarietà diffusa, luoghi in cui anche un piccolo contributo può trasformarsi in qualcosa di enorme: un viaggio, un intervento chirurgico, una nuova possibilità di vita. È proprio questa rete silenziosa e concreta a rendere possibile il lavoro di POBIC. La solidarietà, quando viene condivisa e custodita nel tempo, smette di essere un concetto astratto e diventa una forza capace di attraversare confini, distanze e difficoltà. https://www.pobic.org/wp-content/uploads/2026/05/h264_yuv420p_858_480_25_1300_aac_64_48000_2.mp4 Pensieri e Colori: educare alla solidarietà nelle scuole Accanto all’impegno sanitario, POBIC continua a promuovere percorsi di educazione alla solidarietà rivolti alle nuove generazioni. In questa direzione si inserisce anche il progetto Pensieri e Colori, il concorso educativo dedicato alle scuole che invita bambini e ragazzi a raccontare, attraverso il disegno, valori come l’aiuto reciproco, la felicità e l’attenzione verso gli altri. Il collegamento tra le storie di Geremia e Perla e il coinvolgimento delle scuole rende ancora più chiara la missione di POBIC: non solo intervenire dove c’è un bisogno urgente di cura, ma contribuire a costruire una cultura della solidarietà, capace di crescere nel tempo e di coinvolgere comunità, famiglie, studenti e territori. Perché salvare una vita significa anche educare alla cura. E ogni gesto, anche il più piccolo, può diventare parte di una storia più grande. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere18 Feb
Un cuore fragile, un intervento urgente: Jeremiah ha bisogno di noi. Jeremiah ha 11 anni e convive dalla nascita con una cardiopatia congenita che avrebbe richiesto un intervento nei suoi primi anni di vita. Un tempo che purtroppo non è stato possibile rispettare. La scorsa settimana lo abbiamo accolto all’aeroporto di Linate. Era un momento atteso, preparato con cura. Ma quando lo abbiamo incontrato, le sue condizioni ci hanno subito preoccupato. Non era più il momento dell’attesa. Era il momento di agire. In poche ore è stata presa una decisione fondamentale per la sua vita. Trasferimento urgente all’Ospedale Gaslini di Genova Jeremiah è stato trasferito con urgenza all’Ospedale Gaslini, centro di riferimento nazionale e internazionale per la cardiologia pediatrica. Qui è stato immediatamente preso in carico e ricoverato. La situazione resta delicata, ma ad oggi Jeremiah è seguito da un’équipe esperta che sta monitorando ogni parametro con cura e attenzione. In questi momenti non contano solo le diagnosi. Contano la rapidità delle decisioni, la competenza dei professionisti e la capacità di attivare una rete di cura efficace. Cardiologia pediatrica e visite pre-operatorie Nei prossimi giorni Jeremiah sarà sottoposto a tutte le visite pre-operatorie necessarie per valutare le modalità e i tempi dell’intervento. Ogni esame serve a definire il quadro clinico con precisione, a ridurre i rischi e a costruire il percorso più sicuro possibile. POBIC sarà al suo fianco in ogni fase di questo cammino: durante i controlli, nell’attesa dell’intervento e nel periodo post-operatorio. Essere presenti non significa solo organizzare un viaggio sanitario. Significa accompagnare un bambino in uno dei momenti più fragili della sua vita. Solidarietà e cooperazione sanitaria: una storia ancora da scrivere Grazie al sostegno di chi crede nella cooperazione sanitaria internazionale, un bambino che fino a pochi giorni fa non aveva accesso a cure specialistiche oggi è seguito in uno dei centri pediatrici più importanti d’Europa. Ogni missione non è solo un intervento medico. È un ponte tra Paesi, competenze e persone. Jeremiah non è più solo. E questo è il primo, fondamentale passo. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere5 Gen
POBIC su due fronti: eccellenza nell’integrazione sportiva a Mantova e missione sanitaria in Nigeria Organizzare un evento sportivo di altissimo livello per l’integrazione e, contemporaneamente, avviare un progetto sanitario salvavita in Africa. POBIC dimostra che l’impegno per l’inclusione non conosce confini né mezze misure. Un evento straordinario che fa scuola Domenica 18 dicembre, le piscine di Mantova hanno ospitato la terza edizione di un evento che è diventato un punto di riferimento per lo sport integrato nel territorio: il Trofeo di Pallanuoto e Nuoto Integrato organizzato dall’US Acli. Un appuntamento che ha visto la partecipazione delle eccellenze sportive del territorio – Andes H, Virgiliana Mantova e Pallanuoto Verona – in una giornata che ha saputo coniugare agonismo, inclusione e fair play. Ma non è stata una semplice manifestazione sportiva. L’evento ha rappresentato un vero e proprio modello di come lo sport possa abbattere barriere e costruire comunità. Le due squadre di pallanuoto della Polisportiva Andes H hanno gareggiato insieme ad atleti della Virgiliana Mantova in un’atmosfera di entusiasmo e partecipazione che ha coinvolto non solo gli atleti, ma anche i numerosi spettatori presenti. La giornata ha visto la partecipazione di figure di spicco dello sport e delle istituzioni: i Presidenti A e B della US Acli, i vertici della Polisportiva Andes H con il capitano Andrea Barbi in difesa e Elena Scartezzini e Jenny Schwanius in attacco, maestri di nuoto di altissimo livello come Marley Bianchi. E ancora: Davide Norea, Diego Corradi, Alberto Cotti e Viola Pilati della Virgiliana, in una dimostrazione concreta di come l’integrazione nello sport sia possibile quando c’è impegno, competenza e passione. Il ruolo di POBIC nell’organizzazione Elena Nolli, della Fondazione POBIC, ha avuto un ruolo cruciale nel coordinamento dell’evento. Insieme a figure come Stefano Pilati e Umberto Nolli , Elena ha contribuito a rendere possibile una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 20 giovani della Virgiliana Mantova e dei nuotatori di Tazio di Bagnolo San Vito. Le premiazioni hanno toccato tutti i protagonisti: Davide Sarassi, vincitore delle gare di nuoto, Andrea Barbi, Stefano Pilati, Viola Pilati, Osama Bassiouni e Claudio Zigorani. Nel team Open H si è distinta una stella come Marta Bonetti. Otto Bio di Tazio di Bagnolo San Vito si è aggiudicato il titolo nella gara di corsa. POBIC non è stata presente come semplice sponsor. L’organizzazione, attraverso Giancarlo Nolli (responsabile dei progetti di solidarietà internazionale) e sua figlia Elena (componente del coordinamento), ha investito energie, competenze e risorse per rendere questo evento un successo. Un evento che ha cementato l’amicizia fra diverse componenti dello sport mantovano e veronese, creando un modello di riferimento per l’integrazione attraverso lo sport che ha già annunciato l’obiettivo di replicare con entusiasmo e disciplina anche nel prossimo anno. Simultaneamente, a migliaia di chilometri di distanza… Ed è proprio mentre a Mantova si celebrava questa straordinaria giornata di sport integrato, che POBIC stava portando avanti un altro capitolo della sua missione: quello internazionale. Poche settimane prima dell’evento mantovano, i rappresentanti della fondazione erano a Lagos, in Nigeria, per avviare una collaborazione destinata a cambiare la vita di centinaia di bambini. L’incontro con la Down Syndrome Foundation Nigeria segna l’inizio di un progetto ambizioso che affonda le radici nell’expertise consolidata di POBIC in Africa. Perché se a Mantova l’integrazione passa attraverso le corsie della piscina e l’emozione delle gare, in Nigeria l’integrazione significa qualcosa di ancora più urgente: accesso alle cure salvavita. In Nigeria si registra un caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Molti di questi bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici immediati. Il problema è drammatico: un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra assolutamente inaccessibile per la stragrande maggioranza delle famiglie nigeriane. Senza quell’operazione, molti di questi bambini non sopravvivono. Nike Denis, amministratrice nazionale della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha evidenziato le due problematiche principali del paese: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario. Molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down per paura della discriminazione, mentre il sistema sanitario locale non ha le risorse per offrire le cure necessarie. Leggi qui l’articolo completo. L’esperienza POBIC che fa la differenza POBIC non arriva in Nigeria da neofita. La fondazione opera nel paese dal 2015, quando ha condotto le prime formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. Nel corso degli anni, attraverso i progetti “Open Heart”, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani di eccellenza come il Gaslini di Genova, costruendo una rete di competenze mediche e relazioni internazionali che oggi rappresenta un patrimonio prezioso. La collaborazione con la Down Syndrome Foundation Nigeria è l’evoluzione naturale di questo impegno decennale. POBIC porta sul campo le sue competenze cardiochirurgiche e le reti sanitarie consolidate, integrandole con la conoscenza profonda del contesto locale della fondazione nigeriana. L’obiettivo è migliorare drasticamente l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare focus sulle emergenze cardiache. Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai progressi nell’accesso all’assistenza sanitaria. Ma la strada è ancora lunga. Le priorità includono diagnosi precoce, trattamento tempestivo, educazione inclusiva e programmi di sensibilizzazione che cambino la percezione culturale della disabilità. Due progetti, una sola visione Organizzare un evento sportivo di eccellenza come il Trofeo di Mantova e avviare un progetto sanitario salvavita in Nigeria possono sembrare due missioni separate. In realtà, sono due facce della stessa medaglia: l’impegno totale di POBIC per l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità. A Mantova, POBIC lavora per costruire una cultura dello sport inclusivo che diventi modello e ispirazione per altre realtà. Un evento che non è solo festa e celebrazione, ma costruzione di reti, competenze, e soprattutto comunità. Un investimento nel futuro di giovani atleti che, insieme, imparano che le differenze sono ricchezza e che lo sport è di tutti.
Continua a leggere5 Dic
POBIC e Down Syndrome Foundation Nigeria avviano una nuova collaborazione La fondazione italiana POBIC ha incontrato la Down Syndrome Foundation Nigeria per avviare un progetto di cooperazione dedicato alle persone con sindrome di Down La fondazione italiana POBIC ha recentemente incontrato i rappresentanti della Down Syndrome Foundation Nigeria presso la sede dell’organizzazione nigeriana a Lagos. L’incontro, segna l’avvio di una nuova collaborazione internazionale nel campo del supporto alle persone con sindrome di Down. La situazione della sindrome di Down in Nigeria Secondo studi epidemiologici, in Nigeria si registra un’incidenza di 1 caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Questi dati provengono da ricerche condotte nell’arco di 9 anni in strutture ospedaliere nigeriane. L’analisi citogenetica su 386 pazienti ha mostrato che il 95,5% dei casi è dovuto a trisomia 21 regolare. Tuttavia, gli esperti sottolineano che i dati reali potrebbero essere più elevati. La maggior parte delle nascite in Nigeria avviene in centri non convenzionali come chiese e strutture tradizionali che non tengono registri. Inoltre, molti casi non vengono segnalati per scopi statistici a causa di credenze tradizionali che associano le malformazioni congenite a superstizioni. Le sfide del sistema sanitario e sociale Mrs. Rose Mordi, Presidente della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha identificato due problematiche principali: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario del paese. Secondo quanto dichiarato in interviste pubbliche, molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down a causa della vergogna o della paura di discriminazioni. Il sistema sanitario nigeriano presenta limitazioni significative nell’assistenza alle persone con sindrome di Down. Molti bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici correttivi. ha dichiarato che l’invio di un paziente all’estero per un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra inaccessibile per la maggior parte delle famiglie nigeriane. Le sfide che limitano la diagnosi precoce e la raccolta di dati accurati includono: Strutture sanitarie limitate che offrono servizi di screening prenatale Carenza di operatori sanitari professionali Sistemi deboli di gestione dei dati e registrazione Paure, misconcezioni o credenze sui test e sulla disabilità Costi elevati e problemi di trasporto Accesso limitato a istruzione e servizi Le persone con sindrome di Down in Nigeria affrontano difficoltà nell’accesso all’istruzione inclusiva. La Down Syndrome Foundation Nigeria gestisce un centro di supporto residenziale dove fornisce educazione specializzata ai bambini. Secondo Mrs. Rose Mordi, l’integrazione nelle scuole regolari rimane problematica a causa dello stigma persistente. L’organizzazione ha evidenziato che la stigmatizzazione si manifesta attraverso pregiudizi culturali, esclusione sociale e, in alcuni casi, discriminazioni di natura religiosa. In alcune comunità nigeriane rurali, le disabilità intellettive vengono ancora percepite come disgrazie o punizioni divine. Il quadro normativo Secondo la Down Syndrome Foundation Nigeria, le persone con sindrome di Down in Nigeria non sono generalmente riconosciute come persone di fronte alla legge, il che significa che la loro capacità giuridica può essere rimossa semplicemente per il fatto di avere la sindrome di Down. Sebbene esistano leggi che nominalmente vietano la discriminazione contro le persone con disabilità, l’applicazione di queste norme rimane debole o poco percepita. Il ruolo della Down Syndrome Foundation Nigeria La Down Syndrome Foundation Nigeria è stata fondata nel 2001 come entità non governativa, apolitica e senza scopo di lucro. L’organizzazione opera attraverso affiliazioni con Down Syndrome International, Inclusion International, African Down Syndrome Network e Africa Disability Forum. La fondazione fornisce supporto a persone con sindrome di Down e disabilità intellettive, creando una comunità che include genitori, tutori, caregiver e altri stakeholder. I servizi includono programmi educativi, terapie, e attività di sensibilizzazione pubblica per ridurre lo stigma. Negli ultimi anni, l’organizzazione ha stretto partnership con enti come la Lagos State Health Management Agency (LASHMA) per espandere l’accesso all’assistenza sanitaria, e con Cummins West Africa Ltd. per progetti di empowerment delle persone con disabilità. L’esperienza di POBIC in Africa Fondazione POBIC è una ONG italiana con esperienza pluriennale in progetti sanitari in Africa. La fondazione ha realizzato missioni in Nigeria, Uganda e Ghana, concentrandosi principalmente su interventi cardiochirurgici attraverso i progetti “Open Heart”. Le attività di POBIC in Nigeria risalgono almeno al 2015, quando l’organizzazione ha condotto formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. In passato, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani come il Gaslini di Genova. La nuova collaborazione L’incontro tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria rappresenta l’inizio di un progetto di cooperazione che dovrebbe integrare le competenze mediche e le reti internazionali di POBIC con l’esperienza locale e la conoscenza del contesto nigeriano della Down Syndrome Foundation. I dettagli operativi della collaborazione sono in fase di definizione, ma l’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare attenzione alle problematiche cardiache congenite che colpiscono frequentemente questa popolazione. Prospettive future Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai miglioramenti nell’accesso all’assistenza sanitaria. Questo rende sempre più urgente la necessità di sviluppare sistemi di supporto adeguati e sostenibili. Le aree prioritarie di intervento identificate includono: Miglioramento dell’accesso a cure sanitarie di qualità Diagnosi precoce e trattamento Educazione inclusiva Programmi di sensibilizzazione per operatori sanitari, educatori e pubblico generale Rafforzamento delle politiche di protezione e inclusione La collaborazione tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un modello di assistenza più accessibile e inclusivo per le persone con sindrome di Down in Nigeria. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere19 Ott
Una nuova speranza per Pearl: il viaggio di una bambina ugandese grazie al progetto Open Heart Pobic Il progetto Open Heart Pobic continua a dare voce e futuro ai bambini con cardiopatie gravi nei contesti più vulnerabili del mondo. Questa è la storia di Nyamata Shamairah Pearl, una bambina ugandese di poco più di due anni, la cui vita è stata profondamente segnata – e salvata – da un intervento chirurgico reso possibile dalla solidarietà internazionale. Dalla campagna ugandese all’Italia: l’inizio del percorso Pearl è nata il 23 maggio 2023 nel distretto di Kabarole, in Uganda occidentale. I suoi genitori, Davis e Neelam, vivono in un villaggio rurale nel distretto di Bunyangabu, dove il padre si occupa di agricoltura e piccolo commercio, mentre la madre segue Pearl a tempo pieno. I primi mesi di vita della bambina sembravano nella norma. Ma già intorno agli otto mesi, i genitori iniziarono a notare segnali preoccupanti: affanno dopo il gioco, battito irregolare, episodi di debolezza. Nonostante i primi consulti rassicuranti presso i centri locali, fu solo all’inizio del 2025 che Pearl venne indirizzata all’Uganda Heart Institute, dove un’ecocardiografia portò alla diagnosi definitiva: Tricuspid Atresia di tipo 2C, una rara e complessa cardiopatia congenita che non poteva essere trattata in loco. L’intervento di Pobic In un contesto simile, il progetto Open Heart Pobic è riuscito a intervenire tempestivamente. Grazie alla segnalazione proveniente dalla rete locale e alla raccomandazione del Ministero della Salute ugandese, la bambina è stata presa in carico da Pobic per l’organizzazione del trasferimento in Italia, presso l’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova. In collaborazione con l’associazione Flying Angels e con il supporto di partner locali e istituzionali, è stato predisposto l’intero percorso di cura: dal visto medico ai voli, dall’accoglienza alla presa in carico ospedaliera. L’operazione e i momenti critici Il primo intervento chirurgico su Pearl è stato effettuato il 3 settembre 2025. Il post-operatorio è stato complesso: la bambina ha vissuto momenti critici in terapia intensiva, incluso un arresto cardiaco e una nuova fase di rianimazione.Le équipe mediche del Gaslini hanno gestito la situazione con massima attenzione, comunicando costantemente con lo staff di Pobic. Tra TAC, esami specialistici e procedure invasive come il cateterismo, il decorso è stato seguito con estrema cura. La madre di Pearl, Neelam, è rimasta al suo fianco per tutta la durata del ricovero, ricevendo supporto logistico e psicologico grazie alla rete attivata da Pobic sul territorio. I primi segnali di ripresa Dopo settimane intense, a metà ottobre è arrivata la notizia più attesa: Pearl è stata estubata e ha iniziato a rispondere positivamente alle terapie. Le immagini e i video condivisi dallo staff medico mostrano una bambina provata ma vigile, e finalmente di nuovo in grado di stringere la mano alla sua mamma. Il personale sanitario ha confermato che il quadro clinico, pur restando delicato, è in miglioramento. Anche i biglietti per il rientro della famiglia sono stati modificati per adattarsi alle nuove tempistiche post-operatorie. Un esempio concreto di cooperazione internazionale La storia di Pearl racconta molto più di un singolo caso medico. È l’esempio di come una rete di solidarietà internazionale possa funzionare: dall’intercettazione precoce del bisogno, alla mobilitazione di risorse mediche, logistiche e istituzionali, fino al supporto umano e concreto alle famiglie coinvolte. Grazie al progetto Open Heart Pobic, oggi Pearl ha una nuova possibilità di vivere. La sua storia è anche un invito a continuare a sostenere questo impegno, affinché sempre più bambini possano ricevere la cura che meritano, indipendentemente dal luogo in cui nascono. Come contribuire: il progetto Open Heart Pobic è sostenuto esclusivamente da donazioni, enti partner e iniziative di raccolta fondi. È attualmente in fase di attivazione anche un percorso di adozione a distanza per Pearl, attraverso cui sarà possibile accompagnarla nel percorso di recupero e follow-up cardiologico nei mesi a venire. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere19 Ott
In missione ad Accra: verso un protocollo di ricerca sulla malattia reumatica in Ghana Dal 14 al 18 settembre 2025, la direttrice alle operazioni dell’Associazione Pobic, Ada Caraffini, ha preso parte a una missione in Ghana, insieme al cardiologo Davide Morolla. Obiettivo della trasferta: avviare i lavori per l’elaborazione di un protocollo di ricerca sulla prevalenza della malattia reumatica cardiaca nei bambini, con un focus specifico sulla fascia d’età tra i 3 e i 15 anni, la più colpita da questa patologia. Durante la missione, Pobic ha lavorato in collaborazione con il Cardiothoracic Teaching Hospital di Accra, uno dei principali centri di riferimento del Paese, insieme alla cardiologa pediatrica Prof. Nana-Akyaa Tao e al Dr. Innocenti Adzamil, professionisti impegnati da anni nella diagnosi e nella cura delle malattie cardiovascolari pediatriche. La malattia reumatica cardiaca: una patologia prevenibile ma ancora diffusa La malattia reumatica cardiaca è una condizione cronica che si sviluppa a seguito di una febbre reumatica acuta, innescata generalmente da un’infezione da streptococco beta-emolitico di gruppo A (come faringiti o tonsilliti non trattate). Se non curata tempestivamente, l’infiammazione può causare danni permanenti alle valvole cardiache, portando a complicanze gravi come insufficienza cardiaca, aritmie e rischio di morte precoce. Questa patologia colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti nei contesti dove l’accesso a cure mediche tempestive è limitato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 39 milioni di persone nel mondo convivono con danni cardiaci di origine reumatica, con un carico maggiore concentrato nei Paesi a basso e medio reddito. Perché proprio in Ghana? Il Ghana è tra i Paesi africani dove la malattia reumatica continua ad avere un impatto significativo sulla salute pediatrica.Numerosi studi locali confermano un’alta incidenza tra i bambini in età scolare, aggravata da fattori come: limitato accesso ai servizi sanitari primari, scarsa disponibilità di terapie antibiotiche tempestive, condizioni socioeconomiche e ambientali che favoriscono la diffusione di infezioni respiratorie non trattate. In questo contesto, la definizione di un protocollo di ricerca mirato rappresenta un primo passo fondamentale per raccogliere dati affidabili, comprendere la reale portata del fenomeno e progettare, in futuro, interventi sanitari basati sull’evidenza. Un passo alla volta L’elaborazione di un protocollo condiviso con i partner clinici e istituzionali ghanesi permetterà a Pobic di: rafforzare la cooperazione con il sistema sanitario locale, contribuire alla conoscenza epidemiologica di una patologia troppo spesso trascurata, porre le basi per possibili sviluppi futuri, in linea con la missione internazionale dell’associazione. Come sottolineato dalla stessa Ada Caraffini nel suo report di missione, si tratta di un primo passo, importante, ma da percorrere con attenzione, ascolto e collaborazione.Pobic continuerà a documentare le fasi di avanzamento di questo progetto, condividendo aggiornamenti e riflessioni con la propria comunità e i partner. Segui i nostri canali social per non perdere i prossimi aggiornamenti dal Ghana e dalle nostre altre missioni nel mondo. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere8 Giu
Concorso Pensieri e Colori: Quando la Solidarietà si Colora di Creatività Quattro scuole, centinaia di giovani artisti, un unico grande cuore. Il concorso POBIC si è concluso con una straordinaria celebrazione della solidarietà. Quando POBIC ha lanciato il concorso “Pensieri e Colori” nell’anno scolastico 2024/2025, l’idea era semplice quanto potente: chiedere ai bambini di immaginare come sarebbe una maglietta che racconta la solidarietà, l’aiuto reciproco, la felicità di stare insieme. Un modo per unire arte, educazione e i valori che da oltre trent’anni guidano l’associazione in Italia e nel mondo. La risposta è stata travolgente. Quattro Scuole, Una Sfida Comune Dalla provincia di Verona a quella di Cremona, quattro istituti hanno accolto con entusiasmo la sfida: la Scuola Primaria Solinas di Verona, la Scuola Primaria Brazzuoli di Pozzaglio, la Scuola Primaria di Vescovato e quella di Castelvetro. Quattro realtà diverse, accomunate dalla voglia di mettersi in gioco e di raccontare, attraverso colori e forme, cosa significa aiutare gli altri. I bambini si sono lasciati ispirare dalle storie raccontate in classe, dalle fiabe, dalle loro emozioni personali. Hanno disegnato cuori che abbracciano il mondo, mani che si intrecciano, arcobaleni che uniscono continenti, sorrisi che superano ogni confine. Ogni elaborato era un piccolo capolavoro di purezza e speranza. Un Viaggio Fatto di Creatività e Attesa Dopo la chiusura delle candidature a marzo, è iniziata la fase più emozionante: le votazioni online. Famiglie, amici, insegnanti, nonni – tutti hanno partecipato, condividendo i disegni sui social e sostenendo i piccoli artisti. I canali POBIC si sono riempiti di colori e messaggi di incoraggiamento. Per settimane, l’entusiasmo è cresciuto. I tre migliori disegni di ogni scuola sono stati selezionati e, finalmente, il 30 e 31 maggio 2026, è arrivato il momento della grande festa alla Zanzarina d’Oro di Calvatone. Qui, una giuria di esperti ha avuto il difficile compito di scegliere i vincitori tra opere straordinarie, ognuna capace di emozionare e far riflettere. Il Podio della Solidarietà Al termine di una cerimonia carica di emozione, sono stati proclamati i vincitori: Primo classificato – Scuola Primaria Solinas, VeronaUn’esplosione di colori e simboli che ha saputo catturare l’essenza della missione POBIC: ogni bambino al mondo merita cure, amore, un futuro. Il disegno vincitore sarà stampato sulla maglietta ufficiale POBIC 2026, indossata dai volontari dell’associazione in Italia e all’estero. E alla scuola va il premio di 1000 euro, da utilizzare per progetti didattici. Secondo classificato – Scuola Primaria Brazzuoli, PozzaglioUn’opera che ha emozionato per la sua delicatezza e profondità, capace di raccontare con semplicità il valore dell’amicizia e del sostegno reciproco. Terzo classificato – Scuola Primaria di VescovatoUna creazione piena di energia e ottimismo, che ha conquistato giuria e pubblico con la sua freschezza e il messaggio universale di speranza. Tutti Vincitori Ma se il podio ha i suoi protagonisti, la vera vittoria è stata collettiva. Ogni bambino che ha partecipato ha contribuito a diffondere un messaggio potente: la solidarietà può essere colorata, gioiosa, contagiosa. Ha imparato che anche un semplice disegno può fare la differenza, può unire persone lontane, può salvare vite. Perché è proprio questo che fa POBIC da oltre trent’anni: salva vite. Con il programma Open Heart, ha operato gratuitamente più di 50 bambini cardiopatici in Nigeria e Uganda. Con Emergency Transport, ha donato ambulanze e formato personale sanitario in Africa e Ucraina. Nel solo 2024 ha aiutato 2.200 famiglie sfollate in Ucraina e visitato 200 bambini in Uganda. Tutto questo è possibile grazie a chi crede nella solidarietà. E quest’anno, anche grazie ai piccoli artisti di Verona, Pozzaglio, Vescovato e Castelvetro, che hanno dimostrato che il cambiamento comincia da un foglio bianco e da tanta, tanta fantasia. E Adesso? La maglietta vincitrice sarà indossata con orgoglio dai volontari POBIC nelle prossime missioni internazionali. Un simbolo che viaggierà dall’Italia all’Africa, portando con sé il messaggio che i bambini italiani vogliono mandare ai bambini del mondo: non siete soli. Ci prendiamo cura di voi. E chissà, magari tra questi giovani artisti c’è già il prossimo medico, il prossimo volontario, la prossima persona che dedicherà la sua vita ad aiutare gli altri. Perché come dice POBIC: “Se ognuno di noi decidesse nel suo piccolo di fare qualcosa per gli altri ogni giorno, il mondo sarebbe un posto molto più bello.” E loro, questi bambini, hanno già cominciato. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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