Hai domande?

+39 0376 920464

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni personali

Informazioni carta di credito
Questo è un pagamento sicuro crittografato SSL.

Totale della donazione: €10,00

Etichetta Donation

10 Ago

Ucraina, il progetto Acqua Viva raggiunge le comunità di Kharkiv: distribuiti 1.089 kit per l’igiene personale

Ucraina, il progetto Acqua Viva raggiunge le comunità di Kharkiv. Al 30 giugno, quattro kit su dieci sono stati destinati prioritariamente a persone in condizioni di particolare vulnerabilità e bisogno, tra cui persone con disabilità e persone anziane. Quando una guerra si prolunga nel tempo, l’attenzione internazionale rischia di diminuire prima dei bisogni della popolazione. Per chi vive nella regione di Kharkiv, però, l’emergenza non è una notizia lontana. Continua a incidere sulla vita quotidiana, sull’accesso ai beni essenziali e sulla possibilità di prendersi cura di sé in condizioni dignitose. È in questo contesto che prosegue il progetto Acqua Viva 04/UCr/13157/2026, finanziato da AICS Kiev e realizzato con la partecipazione diretta di POBIC ONG. Al 30 giugno sono stati distribuiti 1.089 kit per l’igiene personale nelle comunità della regione di Kharkiv. Un risultato concreto, che segna il passaggio dalla disponibilità degli aiuti alla loro effettiva distribuzione sul territorio. Dalle 15 tonnellate di prodotti alla distribuzione nelle comunità Nel precedente aggiornamento sul progetto Acqua Viva, POBIC aveva raccontato l’arrivo a Kharkiv di circa 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale.   Il nuovo dato documenta la fase successiva dell’intervento: i materiali ricevuti sono stati organizzati in kit e progressivamente distribuiti alle comunità destinatarie. Non si tratta soltanto di quantificare gli aiuti consegnati. Ogni distribuzione rappresenta una risposta a un bisogno quotidiano che, in una situazione di guerra e sfollamento, può diventare difficile da soddisfare. Quattro kit su dieci alle persone più vulnerabili Il 40% dei kit distribuiti è stato destinato prioritariamente a persone in condizioni di particolare vulnerabilità e bisogno, tra cui persone con disabilità e persone anziane. L’assegnazione è avvenuta sulla base di una valutazione delle necessità specifiche, così da indirizzare il sostegno verso chi può incontrare maggiori difficoltà nell’accesso autonomo ai beni essenziali. È un elemento importante del progetto: non una distribuzione indistinta, ma un intervento attento alle condizioni delle singole persone e alle disuguaglianze che la guerra tende ad aggravare. Per una persona anziana o con disabilità, infatti, l’interruzione dei servizi, la perdita delle proprie reti di supporto e le difficoltà negli spostamenti possono rendere ancora più complesso procurarsi anche ciò che serve per la cura quotidiana. Dietro ogni numero c’è una persona. Aiuta POBIC a continuare a essere al fianco della popolazione ucraina. PERSONE COINVOLTE 0 M KIT IGIENE PERSONALE 0 KIT DISTRIBUITI 0 % L’igiene personale è una questione di salute e dignità In un’emergenza umanitaria, i prodotti per l’igiene personale possono sembrare meno urgenti rispetto ad altri aiuti. In realtà, contribuiscono a tutelare la salute, a prevenire problemi sanitari e a preservare la dignità delle persone.   Potersi lavare e prendersi cura del proprio corpo significa conservare una parte essenziale della propria quotidianità, anche quando la guerra ha interrotto abitudini, relazioni e certezze.   Il valore del progetto Acqua Viva risiede anche in questo: riconoscere che l’assistenza umanitaria non riguarda soltanto la sopravvivenza, ma anche il diritto a vivere condizioni il più possibile sicure e dignitose. Un aiuto necessario in una crisi che continua A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la crisi umanitaria ucraina rimane estremamente grave. Secondo il Piano umanitario delle Nazioni Unite per il 2026, circa 10,8 milioni di persone nel Paese hanno ancora bisogno di assistenza umanitaria. In questo scenario, la distribuzione dei 1.089 kit rappresenta un intervento circoscritto, ma necessario. Dimostra come la collaborazione tra organizzazioni umanitarie, operatori presenti sul territorio e istituzioni possa trasformare risorse e materiali in un sostegno effettivo per le comunità. Un kit non può restituire ciò che la guerra ha sottratto. Può però proteggere una parte della vita quotidiana, della salute e della dignità di una persona. Ed è anche attraverso azioni concrete come questa che POBIC continua a rimanere al fianco della popolazione ucraina. Le fotografie che accompagnano questo aggiornamento sono semplici, prive di costruzione e lontane dall’estetica normalmente associata alle campagne di raccolta fondi. Il loro valore, però, risiede proprio nella loro autenticità.Le condizioni di sicurezza non hanno permesso al personale di POBIC di recarsi nelle aree interessate dalla distribuzione.   L’accesso non è stato autorizzato perché avrebbe richiesto mezzi e procedure di protezione straordinari, in una parte della regione di Kharkiv sottoposta da aprile a bombardamenti sistematici.

Continua a leggere

3 Lug

Da uno spettacolo nasce un gesto concreto di solidarietà

Da uno spettacolo nasce un gesto concreto di solidarietà Le famiglie della Scuola primaria Stefano Magri di Vescovato hanno trasformato la conclusione dell’anno scolastico in un sostegno destinato a durare nel tempo. Ci sono occasioni nelle quali un messaggio educativo riesce a uscire dal palcoscenico e a trasformarsi in un gesto concreto. È quanto accaduto alla Scuola primaria Stefano Magri di Vescovato, dove gli alunni hanno concluso l’anno scolastico con uno spettacolo ispirato al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Il musical, che ha coinvolto le classi della scuola, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso dedicato all’amicizia, alla responsabilità verso gli altri e al valore dei legami. Alla serata hanno partecipato anche i volontari di POBIC e il presidente dell’organizzazione, Paolo Novellini. Dalle parole a un aiuto concreto La partecipazione delle famiglie ha dato vita a una raccolta fondi spontanea, attraverso la quale è stato possibile attivare un sostegno a distanza per un bambino seguito da POBIC. Un gesto nato all’interno di una comunità scolastica, ma capace di arrivare molto lontano e di accompagnare concretamente il percorso di crescita di un bambino. Questa iniziativa dimostra come la solidarietà possa essere insegnata non soltanto attraverso le parole, ma soprattutto attraverso le esperienze. Bambini, insegnanti e famiglie hanno contribuito insieme a trasformare i valori raccontati durante lo spettacolo in una scelta reale di vicinanza e responsabilità. POBIC ringrazia la Scuola primaria Stefano Magri, gli insegnanti, gli alunni e tutte le famiglie che hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa. Ogni gesto, anche quando nasce da una piccola comunità, può diventare l’inizio di una storia capace di cambiare una vita. Leggi il racconto completo e le testimonianze nell’articolo pubblicato da La Provincia di Cremona.   Per conoscere i programmi POBIC e scoprire come attivare un sostegno a distanza, visita la pagina dedicata alle adozioni a distanza. Fonte giornalistica: Antonella Bodini, “Dallo spettacolo all’adozione a distanza: il grande gesto di solidarietà dei genitori della primaria”, La Provincia di Cremona, 29 giugno 2026. Testo rielaborato autonomamente da POBIC sulla base della notizia originale e delle informazioni relative alle attività dell’organizzazione. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere

9 Giu

Avvio ufficiale del progetto WECARE in Eritrea

Avvio ufficiale del progetto WECARE in Eritrea. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere

1 Giu

Ucraina, consegnate a Kharkiv 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale a sostegno degli sfollati.

Aiuti umanitari in Ucraina: consegnate a Kharkiv 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale. Un intervento a sostegno della popolazione sfollata: oltre 1.500 beneficiari, il 60% con disabilità. In un contesto ancora segnato da forti tensioni e continui rischi per la popolazione civile, una nuova operazione umanitaria ha permesso di portare aiuto concreto nella città di Kharkiv, una delle aree maggiormente colpite dal conflitto in Ucraina. Nonostante un fine settimana particolarmente complesso sul piano operativo e della sicurezza, la collega Olga, presente sul territorio, è riuscita a ricevere circa 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale destinati al supporto di 1.545 persone sfollate interne. Il progetto Acqua Viva e il sostegno di AICS Kiev Si tratta di un intervento di grande importanza umanitaria, soprattutto considerando che almeno il 60% dei beneficiari è costituito da persone con disabilità, spesso tra le categorie più fragili e maggiormente esposte alle conseguenze della guerra, dell’isolamento e della carenza di servizi essenziali. La fornitura comprende materiali indispensabili per la cura e l’igiene quotidiana, beni che in situazioni di emergenza assumono un valore fondamentale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo della dignità personale e della tutela delle condizioni di vita delle persone costrette a lasciare la propria casa. L’operazione è stata resa possibile grazie al progetto “Acqua Viva 04/UCr/13157/2026”, finanziato da AICS Kiev, e rappresenta un ulteriore passo nel sostegno alle comunità civili ucraine che continuano a vivere le conseguenze quotidiane del conflitto. L’impegno di POBIC a fianco delle comunità colpite dalla guerra. In territori dove l’accesso ai beni di prima necessità può diventare estremamente difficile, la collaborazione tra operatori locali, organizzazioni umanitarie e partner internazionali permette di garantire continuità agli aiuti e vicinanza concreta alle persone più vulnerabili. Attraverso interventi come questo, POBIC continua a sostenere attività di assistenza umanitaria rivolte alle popolazioni colpite dalla guerra, contribuendo alla distribuzione di beni essenziali e al supporto delle fasce più fragili della popolazione civile. Nelle situazioni di sfollamento forzato, l’accesso ai prodotti per l’igiene personale rappresenta un bisogno essenziale spesso sottovalutato. Sapone, detergenti, prodotti per la cura della persona e altri materiali di uso quotidiano contribuiscono non solo alla prevenzione di problemi sanitari, ma anche a preservare la dignità e il benessere delle persone che vivono condizioni di particolare vulnerabilità. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere

9 Mag

Jeremiah e Perl, due nuove vite salvate grazie alla rete solidale di POBIC

Jeremiah e Perl, due nuove vite salvate grazie alla rete solidale di Pobic Jeremiah e Perl, bambini operati al cuore grazie a Pobic Jeremiah e Perl sono due bambini arrivati dall’Uganda con una speranza concreta: poter ricevere le cure necessarie per affrontare una grave patologia cardiaca. Grazie all’impegno di POBIC, entrambi sono stati operati al cuore in Italia e oggi rappresentano una nuova testimonianza di ciò che la solidarietà può rendere possibile quando diventa organizzazione, cura e continuità. Le loro storie non sono episodi isolati. Geremia e Perl sono infatti il 97° e il 98° bambino accompagnati da POBIC in un percorso di cura salvavita. Un traguardo che racconta anni di lavoro, relazioni internazionali, collaborazione con strutture sanitarie specializzate e una presenza costante accanto ai bambini e alle loro famiglie. Complessivamente, nel corso della propria attività, POBIC ha seguito 423 bambini: un numero che dà misura concreta alla profondità di un impegno costruito nel tempo. Cassettine solidali a Verona: 1.000 esercenti al fianco di POBIC Dietro ogni intervento non c’è solo una sala operatoria. C’è una rete di persone, comunità e piccoli gesti quotidiani che, nel tempo, rendono possibile qualcosa di straordinario. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai circa 1.000 esercenti veronesi che da vent’anni ospitano le cassettine per le donazioni di POBIC. Bar, negozi e attività del territorio diventano così punti vivi di solidarietà diffusa, luoghi in cui anche un piccolo contributo può trasformarsi in qualcosa di enorme: un viaggio, un intervento chirurgico, una nuova possibilità di vita. È proprio questa rete silenziosa e concreta a rendere possibile il lavoro di POBIC. La solidarietà, quando viene condivisa e custodita nel tempo, smette di essere un concetto astratto e diventa una forza capace di attraversare confini, distanze e difficoltà. https://www.pobic.org/wp-content/uploads/2026/05/h264_yuv420p_858_480_25_1300_aac_64_48000_2.mp4 Pensieri e Colori: educare alla solidarietà nelle scuole Accanto all’impegno sanitario, POBIC continua a promuovere percorsi di educazione alla solidarietà rivolti alle nuove generazioni. In questa direzione si inserisce anche il progetto Pensieri e Colori, il concorso educativo dedicato alle scuole che invita bambini e ragazzi a raccontare, attraverso il disegno, valori come l’aiuto reciproco, la felicità e l’attenzione verso gli altri. Il collegamento tra le storie di Geremia e Perla e il coinvolgimento delle scuole rende ancora più chiara la missione di POBIC: non solo intervenire dove c’è un bisogno urgente di cura, ma contribuire a costruire una cultura della solidarietà, capace di crescere nel tempo e di coinvolgere comunità, famiglie, studenti e territori. Perché salvare una vita significa anche educare alla cura. E ogni gesto, anche il più piccolo, può diventare parte di una storia più grande. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere

18 Feb

Un cuore fragile, un intervento urgente: Jeremiah ha bisogno di noi.

Un cuore fragile, un intervento urgente: Jeremiah ha bisogno di noi. Jeremiah ha 11 anni e convive dalla nascita con una cardiopatia congenita che avrebbe richiesto un intervento nei suoi primi anni di vita. Un tempo che purtroppo non è stato possibile rispettare. La scorsa settimana lo abbiamo accolto all’aeroporto di Linate. Era un momento atteso, preparato con cura. Ma quando lo abbiamo incontrato, le sue condizioni ci hanno subito preoccupato. Non era più il momento dell’attesa. Era il momento di agire. In poche ore è stata presa una decisione fondamentale per la sua vita. Trasferimento urgente all’Ospedale Gaslini di Genova Jeremiah è stato trasferito con urgenza all’Ospedale Gaslini, centro di riferimento nazionale e internazionale per la cardiologia pediatrica. Qui è stato immediatamente preso in carico e ricoverato. La situazione resta delicata, ma ad oggi Jeremiah è seguito da un’équipe esperta che sta monitorando ogni parametro con cura e attenzione. In questi momenti non contano solo le diagnosi. Contano la rapidità delle decisioni, la competenza dei professionisti e la capacità di attivare una rete di cura efficace. Cardiologia pediatrica e visite pre-operatorie Nei prossimi giorni Jeremiah sarà sottoposto a tutte le visite pre-operatorie necessarie per valutare le modalità e i tempi dell’intervento. Ogni esame serve a definire il quadro clinico con precisione, a ridurre i rischi e a costruire il percorso più sicuro possibile. POBIC sarà al suo fianco in ogni fase di questo cammino: durante i controlli, nell’attesa dell’intervento e nel periodo post-operatorio. Essere presenti non significa solo organizzare un viaggio sanitario. Significa accompagnare un bambino in uno dei momenti più fragili della sua vita. Solidarietà e cooperazione sanitaria: una storia ancora da scrivere Grazie al sostegno di chi crede nella cooperazione sanitaria internazionale, un bambino che fino a pochi giorni fa non aveva accesso a cure specialistiche oggi è seguito in uno dei centri pediatrici più importanti d’Europa. Ogni missione non è solo un intervento medico. È un ponte tra Paesi, competenze e persone. Jeremiah non è più solo. E questo è il primo, fondamentale passo. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere

18 Feb

Rifugiati congolesi in Uganda: analisi dei bisogni umanitari nei Refugee Settlement

Rifugiati congolesi in Uganda: analisi dei bisogni nei campi profughi Nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), le province del Nord e del Sud Kivu vivono da anni una grave crisi umanitaria determinata da un conflitto armato prolungato e dall’avanzata del gruppo ribelle M23. La situazione si è ulteriormente aggravata a partire dagli ultimi anni, con un’intensificazione dei combattimenti tra l’M23 e le forze governative congolesi, in particolare nelle aree di Rutshuru e Lubero nel Nord Kivu, fino ad arrivare a zone di confine con il Sud Kivu. Questa escalation di violenza ha causato uno dei più massicci spostamenti di popolazione in Africa, con migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie case per sfuggire agli scontri, subire violenze e affrontare condizioni di insicurezza quotidiana. La collaborazione tra Pobic Uganda e Oxfam Uganda La crisi ha amplificato la vulnerabilità delle comunità locali, aggravando difficoltà nell’accesso ai servizi di base, alimentando insicurezza alimentare e creando pressioni significative sui sistemi di assistenza umanitaria. È in questo contesto che si colloca l’analisi dei bisogni condotta da POBIC Uganda e Oxfam Uganda, volta a comprendere da vicino le condizioni di vita dei rifugiati congolesi e delle comunità ospitanti in Uganda. I Rapid Needs Assessment nei principali insediamenti di rifugiati. L’attività prevede dei Rapid Needs Assessment nei principali insediamenti di rifugiati in Uganda, con l’obiettivo di comprendere in modo diretto e strutturato i bisogni delle persone rifugiate e delle comunità ospitanti.  L’intervento si concentra su alcuni tra i più rilevanti Refugee Settlement del Paese, che accolgono complessivamente oltre 371.000 rifugiati così suddivisi: 1) 150.000 rifugiati nel Kyangwali Refugee Settlement 2) 129.000 ca. rifugiati nel Kyaka II Refugee Settlement 3) 92.000 rifugiati nel Rwamwanja Refugee Settlement Circa il 60% delle popolazione rifugiata ha meno di 18 anni. Attraverso incontri diretti con i rifugiati e con gli attori locali, il lavoro congiunto di POBIC Uganda e Oxfam Uganda mira a raccogliere informazioni qualitative e quantitative su: condizioni di vita nei campi e nelle aree limitrofe; difficoltà di integrazione sociale ed economica accesso ai servizi pubblici essenziali; criticità condivise tra rifugiati e comunità ospitanti. L’analisi dei bisogni non si limita a rilevare le emergenze immediate, ma costruisce una base concreta per interventi sostenibili e inclusivi, capaci di rispondere alle esigenze di tutti gli attori coinvolti. Rafforzare servizi pubblici e coesione sociale. Uno degli obiettivi centrali della collaborazione è il miglioramento dei servizi pubblici, sia per le popolazioni rifugiate sia per le comunità ugandesi che le accolgono. In contesti caratterizzati da un’elevata pressione sui servizi, lavorare in modo integrato è fondamentale per: ridurre il rischio di tensioni sociali favorire una convivenza pacifica promuovere modelli di sviluppo locale condiviso Le attività di Rapid Needs Assessment rappresentano quindi un passaggio chiave per orientare future azioni umanitarie e di sviluppo, basate su dati reali e sull’ascolto delle persone direttamente coinvolte. Un impegno sul campo, orientato al lungo periodo. La collaborazione tra POBIC Uganda e Oxfam Uganda conferma l’importanza di un approccio partecipativo e territoriale, in cui l’analisi dei bisogni diventa uno strumento concreto per costruire risposte più efficaci, eque e durature alle sfide poste dalle crisi umanitarie.

Continua a leggere

3 Feb

Pensieri e Colori: un concorso creativo per la scuola che parla di solidarietà

Pensieri e Colori: un concorso creativo per la scuola che parla di solidarietà. Pensieri e Colori è un progetto educativo rivolto alle scuole, che invita i bambini a esprimere attraverso il disegno un’idea di solidarietà, felicità o collaborazione. Si tratta di un’occasione per far sì che un disegno diventi un messaggio e la creatività dei bambini si possa trasformare in un gesto di solidarietà.   I disegni selezionati diventeranno protagonisti della maglietta ufficiale POBIC 2026, trasformando la creatività in un simbolo concreto di impegno sociale. Come funziona il concorso Il concorso “Pensieri e Colori” è un concorso creativo per la scuola, aperto alle classi che decidono di partecipare attraverso il proprio istituto. In sintesi: i bambini realizzano un disegno sul tema della solidarietà gli elaborati vengono inviati a POBIC secondo le modalità indicate nel regolamento i disegni vengono pubblicati sui canali ufficiali POBIC si apre la votazione online Ogni disegno è firmato dall’autore ed è riconoscibile, proprio perché destinato a essere condiviso e votato. La fase di votazione online: come funziona e perché è così importante A partire dal 16 marzo 2026 prenderà ufficialmente il via la fase di votazione online del concorso Pensieri e Colori. Da quella data sarà attiva una pagina dedicata alla registrazione per il voto: una volta registrati, gli utenti verranno reindirizzati a un gruppo Facebook dedicato al concorso, creato appositamente per ospitare la votazione. All’interno del gruppo sarà possibile: visualizzare tutti i disegni in concorso trovare gli elaborati suddivisi per le classi e le scuole partecipanti esprimere il proprio voto in modo semplice e trasparente La votazione resterà aperta fino al 10 maggio 2026. Un voto che vale doppio: coinvolgere famiglie e amici La fase di votazione è uno dei momenti più significativi del progetto, perché trasforma il concorso in un’esperienza collettiva e condivisa. Genitori, familiari, amici e conoscenti sono invitati a partecipare attivamente: votando i disegni condividendo il progetto sostenendo il messaggio di solidarietà espresso dai bambini Ogni voto è un gesto concreto di supporto alla creatività, all’impegno educativo della scuola e ai valori che “Pensieri e Colori” vuole trasmettere. Partecipare alla votazione significa dare valore al lavoro dei bambini e amplificare il messaggio che hanno scelto di condividere. Cosa succede dopo la votazione Al termine della votazione online, il 10 maggio 2026, i tre disegni più votati per ogni scuola accederanno alla fase successiva del concorso, avvicinandosi alla selezione finale e alla premiazione. La votazione non è quindi solo un passaggio tecnico, ma un momento chiave che può fare la differenza. Dalla votazione alla premiazione finale I migliori elaborati verranno: ritirati in originale esposti durante la festa nazionale POBIC valutati da una giuria selezionata Il disegno vincitore sarà stampato sulla maglietta ufficiale POBIC 2026. Alla scuola della classe vincitrice verrà inoltre assegnata una donazione di 1.000 euro, da utilizzare liberamente per progetti educativi. Partecipa alle votazioni dal 16 marzo 2026. Scarica il regolamento

Continua a leggere

5 Gen

POBIC su due fronti: eccellenza nell’integrazione sportiva a Mantova e missione sanitaria in Nigeria

POBIC su due fronti: eccellenza nell’integrazione sportiva a Mantova e missione sanitaria in Nigeria Organizzare un evento sportivo di altissimo livello per l’integrazione e, contemporaneamente, avviare un progetto sanitario salvavita in Africa. POBIC dimostra che l’impegno per l’inclusione non conosce confini né mezze misure. Un evento straordinario che fa scuola Domenica 18 dicembre, le piscine di Mantova hanno ospitato la terza edizione di un evento che è diventato un punto di riferimento per lo sport integrato nel territorio: il Trofeo di Pallanuoto e Nuoto Integrato organizzato dall’US Acli. Un appuntamento che ha visto la partecipazione delle eccellenze sportive del territorio – Andes H, Virgiliana Mantova e Pallanuoto Verona – in una giornata che ha saputo coniugare agonismo, inclusione e fair play.   Ma non è stata una semplice manifestazione sportiva. L’evento ha rappresentato un vero e proprio modello di come lo sport possa abbattere barriere e costruire comunità. Le due squadre di pallanuoto della Polisportiva Andes H hanno gareggiato insieme ad atleti della Virgiliana Mantova in un’atmosfera di entusiasmo e partecipazione che ha coinvolto non solo gli atleti, ma anche i numerosi spettatori presenti.   La giornata ha visto la partecipazione di figure di spicco dello sport e delle istituzioni: i Presidenti A e B della US Acli, i vertici della Polisportiva Andes H con il capitano Andrea Barbi in difesa e Elena Scartezzini e Jenny Schwanius in attacco, maestri di nuoto di altissimo livello come Marley Bianchi. E ancora: Davide Norea, Diego Corradi, Alberto Cotti e Viola Pilati della Virgiliana, in una dimostrazione concreta di come l’integrazione nello sport sia possibile quando c’è impegno, competenza e passione.   Il ruolo di POBIC nell’organizzazione Elena Nolli, della Fondazione POBIC, ha avuto un ruolo cruciale nel coordinamento dell’evento. Insieme a figure come Stefano Pilati e Umberto Nolli , Elena ha contribuito a rendere possibile una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 20 giovani della Virgiliana Mantova e dei nuotatori di Tazio di Bagnolo San Vito. Le premiazioni hanno toccato tutti i protagonisti: Davide Sarassi, vincitore delle gare di nuoto, Andrea Barbi, Stefano Pilati, Viola Pilati, Osama Bassiouni e Claudio Zigorani. Nel team Open H si è distinta una stella come Marta Bonetti. Otto Bio di Tazio di Bagnolo San Vito si è aggiudicato il titolo nella gara di corsa. POBIC non è stata presente come semplice sponsor. L’organizzazione, attraverso Giancarlo Nolli (responsabile dei progetti di solidarietà internazionale) e sua figlia Elena (componente del coordinamento), ha investito energie, competenze e risorse per rendere questo evento un successo. Un evento che ha cementato l’amicizia fra diverse componenti dello sport mantovano e veronese, creando un modello di riferimento per l’integrazione attraverso lo sport che ha già annunciato l’obiettivo di replicare con entusiasmo e disciplina anche nel prossimo anno.   Simultaneamente, a migliaia di chilometri di distanza… Ed è proprio mentre a Mantova si celebrava questa straordinaria giornata di sport integrato, che POBIC stava portando avanti un altro capitolo della sua missione: quello internazionale. Poche settimane prima dell’evento mantovano, i rappresentanti della fondazione erano a Lagos, in Nigeria, per avviare una collaborazione destinata a cambiare la vita di centinaia di bambini.   L’incontro con la Down Syndrome Foundation Nigeria segna l’inizio di un progetto ambizioso che affonda le radici nell’expertise consolidata di POBIC in Africa. Perché se a Mantova l’integrazione passa attraverso le corsie della piscina e l’emozione delle gare, in Nigeria l’integrazione significa qualcosa di ancora più urgente: accesso alle cure salvavita.   In Nigeria si registra un caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Molti di questi bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici immediati. Il problema è drammatico: un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra assolutamente inaccessibile per la stragrande maggioranza delle famiglie nigeriane. Senza quell’operazione, molti di questi bambini non sopravvivono.   Nike Denis, amministratrice nazionale della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha evidenziato le due problematiche principali del paese: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario. Molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down per paura della discriminazione, mentre il sistema sanitario locale non ha le risorse per offrire le cure necessarie.   Leggi qui l’articolo completo. L’esperienza POBIC che fa la differenza POBIC non arriva in Nigeria da neofita. La fondazione opera nel paese dal 2015, quando ha condotto le prime formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. Nel corso degli anni, attraverso i progetti “Open Heart”, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani di eccellenza come il Gaslini di Genova, costruendo una rete di competenze mediche e relazioni internazionali che oggi rappresenta un patrimonio prezioso.   La collaborazione con la Down Syndrome Foundation Nigeria è l’evoluzione naturale di questo impegno decennale. POBIC porta sul campo le sue competenze cardiochirurgiche e le reti sanitarie consolidate, integrandole con la conoscenza profonda del contesto locale della fondazione nigeriana. L’obiettivo è migliorare drasticamente l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare focus sulle emergenze cardiache.   Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai progressi nell’accesso all’assistenza sanitaria. Ma la strada è ancora lunga. Le priorità includono diagnosi precoce, trattamento tempestivo, educazione inclusiva e programmi di sensibilizzazione che cambino la percezione culturale della disabilità.   Due progetti, una sola visione Organizzare un evento sportivo di eccellenza come il Trofeo di Mantova e avviare un progetto sanitario salvavita in Nigeria possono sembrare due missioni separate. In realtà, sono due facce della stessa medaglia: l’impegno totale di POBIC per l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità.   A Mantova, POBIC lavora per costruire una cultura dello sport inclusivo che diventi modello e ispirazione per altre realtà. Un evento che non è solo festa e celebrazione, ma costruzione di reti, competenze, e soprattutto comunità. Un investimento nel futuro di giovani atleti che, insieme, imparano che le differenze sono ricchezza e che lo sport è di tutti.

Continua a leggere

5 Dic

POBIC e Down Syndrome Foundation Nigeria avviano una nuova collaborazione

POBIC e Down Syndrome Foundation Nigeria avviano una nuova collaborazione La fondazione italiana POBIC ha incontrato la Down Syndrome Foundation Nigeria per avviare un progetto di cooperazione dedicato alle persone con sindrome di Down La fondazione italiana POBIC ha recentemente incontrato i rappresentanti della Down Syndrome Foundation Nigeria presso la sede dell’organizzazione nigeriana a Lagos. L’incontro, segna l’avvio di una nuova collaborazione internazionale nel campo del supporto alle persone con sindrome di Down.   La situazione della sindrome di Down in Nigeria Secondo studi epidemiologici, in Nigeria si registra un’incidenza di 1 caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Questi dati provengono da ricerche condotte nell’arco di 9 anni in strutture ospedaliere nigeriane. L’analisi citogenetica su 386 pazienti ha mostrato che il 95,5% dei casi è dovuto a trisomia 21 regolare. Tuttavia, gli esperti sottolineano che i dati reali potrebbero essere più elevati. La maggior parte delle nascite in Nigeria avviene in centri non convenzionali come chiese e strutture tradizionali che non tengono registri. Inoltre, molti casi non vengono segnalati per scopi statistici a causa di credenze tradizionali che associano le malformazioni congenite a superstizioni. Le sfide del sistema sanitario e sociale Mrs. Rose Mordi, Presidente della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha identificato due problematiche principali: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario del paese. Secondo quanto dichiarato in interviste pubbliche, molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down a causa della vergogna o della paura di discriminazioni.   Il sistema sanitario nigeriano presenta limitazioni significative nell’assistenza alle persone con sindrome di Down. Molti bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici correttivi.  ha dichiarato che l’invio di un paziente all’estero per un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra inaccessibile per la maggior parte delle famiglie nigeriane. Le sfide che limitano la diagnosi precoce e la raccolta di dati accurati includono: Strutture sanitarie limitate che offrono servizi di screening prenatale Carenza di operatori sanitari professionali Sistemi deboli di gestione dei dati e registrazione Paure, misconcezioni o credenze sui test e sulla disabilità Costi elevati e problemi di trasporto Accesso limitato a istruzione e servizi Le persone con sindrome di Down in Nigeria affrontano difficoltà nell’accesso all’istruzione inclusiva. La Down Syndrome Foundation Nigeria gestisce un centro di supporto residenziale dove fornisce educazione specializzata ai bambini. Secondo Mrs. Rose Mordi, l’integrazione nelle scuole regolari rimane problematica a causa dello stigma persistente.   L’organizzazione ha evidenziato che la stigmatizzazione si manifesta attraverso pregiudizi culturali, esclusione sociale e, in alcuni casi, discriminazioni di natura religiosa. In alcune comunità nigeriane rurali, le disabilità intellettive vengono ancora percepite come disgrazie o punizioni divine. Il quadro normativo Secondo la Down Syndrome Foundation Nigeria, le persone con sindrome di Down in Nigeria non sono generalmente riconosciute come persone di fronte alla legge, il che significa che la loro capacità giuridica può essere rimossa semplicemente per il fatto di avere la sindrome di Down.  Sebbene esistano leggi che nominalmente vietano la discriminazione contro le persone con disabilità, l’applicazione di queste norme rimane debole o poco percepita. Il ruolo della Down Syndrome Foundation Nigeria La Down Syndrome Foundation Nigeria è stata fondata nel 2001 come entità non governativa, apolitica e senza scopo di lucro. L’organizzazione opera attraverso affiliazioni con Down Syndrome International, Inclusion International, African Down Syndrome Network e Africa Disability Forum.   La fondazione fornisce supporto a persone con sindrome di Down e disabilità intellettive, creando una comunità che include genitori, tutori, caregiver e altri stakeholder. I servizi includono programmi educativi, terapie, e attività di sensibilizzazione pubblica per ridurre lo stigma.   Negli ultimi anni, l’organizzazione ha stretto partnership con enti come la Lagos State Health Management Agency (LASHMA) per espandere l’accesso all’assistenza sanitaria, e con Cummins West Africa Ltd. per progetti di empowerment delle persone con disabilità. L’esperienza di POBIC in Africa Fondazione POBIC è una ONG italiana con esperienza pluriennale in progetti sanitari in Africa. La fondazione ha realizzato missioni in Nigeria, Uganda e Ghana, concentrandosi principalmente su interventi cardiochirurgici attraverso i progetti “Open Heart”.   Le attività di POBIC in Nigeria risalgono almeno al 2015, quando l’organizzazione ha condotto formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. In passato, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani come il Gaslini di Genova. La nuova collaborazione L’incontro tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria rappresenta l’inizio di un progetto di cooperazione che dovrebbe integrare le competenze mediche e le reti internazionali di POBIC con l’esperienza locale e la conoscenza del contesto nigeriano della Down Syndrome Foundation.   I dettagli operativi della collaborazione sono in fase di definizione, ma l’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare attenzione alle problematiche cardiache congenite che colpiscono frequentemente questa popolazione.   Prospettive future Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai miglioramenti nell’accesso all’assistenza sanitaria. Questo rende sempre più urgente la necessità di sviluppare sistemi di supporto adeguati e sostenibili. Le aree prioritarie di intervento identificate includono: Miglioramento dell’accesso a cure sanitarie di qualità Diagnosi precoce e trattamento Educazione inclusiva Programmi di sensibilizzazione per operatori sanitari, educatori e pubblico generale Rafforzamento delle politiche di protezione e inclusione La collaborazione tra POBIC e la Down Syndrome Foundation Nigeria si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un modello di assistenza più accessibile e inclusivo per le persone con sindrome di Down in Nigeria. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +

Continua a leggere