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5 Gen
POBIC su due fronti: eccellenza nell’integrazione sportiva a Mantova e missione sanitaria in Nigeria Organizzare un evento sportivo di altissimo livello per l’integrazione e, contemporaneamente, avviare un progetto sanitario salvavita in Africa. POBIC dimostra che l’impegno per l’inclusione non conosce confini né mezze misure. Un evento straordinario che fa scuola Domenica 18 dicembre, le piscine di Mantova hanno ospitato la terza edizione di un evento che è diventato un punto di riferimento per lo sport integrato nel territorio: il Trofeo di Pallanuoto e Nuoto Integrato organizzato dall’US Acli. Un appuntamento che ha visto la partecipazione delle eccellenze sportive del territorio – Andes H, Virgiliana Mantova e Pallanuoto Verona – in una giornata che ha saputo coniugare agonismo, inclusione e fair play.  Ma non è stata una semplice manifestazione sportiva. L’evento ha rappresentato un vero e proprio modello di come lo sport possa abbattere barriere e costruire comunità . Le due squadre di pallanuoto della Polisportiva Andes H hanno gareggiato insieme ad atleti della Virgiliana Mantova in un’atmosfera di entusiasmo e partecipazione che ha coinvolto non solo gli atleti, ma anche i numerosi spettatori presenti.  La giornata ha visto la partecipazione di figure di spicco dello sport e delle istituzioni: i Presidenti A e B della US Acli, i vertici della Polisportiva Andes H con il capitano Andrea Barbi in difesa e Elena Scartezzini e Jenny Schwanius in attacco, maestri di nuoto di altissimo livello come Marley Bianchi. E ancora: Davide Norea, Diego Corradi, Alberto Cotti e Viola Pilati della Virgiliana, in una dimostrazione concreta di come l’integrazione nello sport sia possibile quando c’è impegno, competenza e passione.  Il ruolo di POBIC nell’organizzazione Elena Nolli, della Fondazione POBIC, ha avuto un ruolo cruciale nel coordinamento dell’evento. Insieme a figure come Stefano Pilati e Umberto Nolli , Elena ha contribuito a rendere possibile una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 20 giovani della Virgiliana Mantova e dei nuotatori di Tazio di Bagnolo San Vito. Le premiazioni hanno toccato tutti i protagonisti: Davide Sarassi, vincitore delle gare di nuoto, Andrea Barbi, Stefano Pilati, Viola Pilati, Osama Bassiouni e Claudio Zigorani. Nel team Open H si è distinta una stella come Marta Bonetti. Otto Bio di Tazio di Bagnolo San Vito si è aggiudicato il titolo nella gara di corsa. POBIC non è stata presente come semplice sponsor. L’organizzazione, attraverso Giancarlo Nolli (responsabile dei progetti di solidarietà internazionale) e sua figlia Elena (componente del coordinamento), ha investito energie, competenze e risorse per rendere questo evento un successo. Un evento che ha cementato l’amicizia fra diverse componenti dello sport mantovano e veronese, creando un modello di riferimento per l’integrazione attraverso lo sport che ha già annunciato l’obiettivo di replicare con entusiasmo e disciplina anche nel prossimo anno.  Simultaneamente, a migliaia di chilometri di distanza… Ed è proprio mentre a Mantova si celebrava questa straordinaria giornata di sport integrato, che POBIC stava portando avanti un altro capitolo della sua missione: quello internazionale. Poche settimane prima dell’evento mantovano, i rappresentanti della fondazione erano a Lagos, in Nigeria, per avviare una collaborazione destinata a cambiare la vita di centinaia di bambini.  L’incontro con la Down Syndrome Foundation Nigeria segna l’inizio di un progetto ambizioso che affonda le radici nell’expertise consolidata di POBIC in Africa. Perché se a Mantova l’integrazione passa attraverso le corsie della piscina e l’emozione delle gare, in Nigeria l’integrazione significa qualcosa di ancora più urgente: accesso alle cure salvavita.  In Nigeria si registra un caso di sindrome di Down ogni 865 nati vivi. Molti di questi bambini nascono con difetti cardiaci congeniti che richiedono interventi chirurgici immediati. Il problema è drammatico: un intervento al cuore può costare oltre 10 milioni di naira, una cifra assolutamente inaccessibile per la stragrande maggioranza delle famiglie nigeriane. Senza quell’operazione, molti di questi bambini non sopravvivono.  Nike Denis, amministratrice nazionale della Down Syndrome Foundation Nigeria, ha evidenziato le due problematiche principali del paese: la stigmatizzazione e la non-inclusione nel sistema di supporto sanitario. Molti genitori nascondono i propri figli con sindrome di Down per paura della discriminazione, mentre il sistema sanitario locale non ha le risorse per offrire le cure necessarie.  Leggi qui l’articolo completo. L’esperienza POBIC che fa la differenza POBIC non arriva in Nigeria da neofita. La fondazione opera nel paese dal 2015, quando ha condotto le prime formazioni per i medici del Federal Medical Center di Yenagoa sulla rianimazione cardiopolmonare. Nel corso degli anni, attraverso i progetti “Open Heart”, POBIC ha facilitato interventi chirurgici per bambini nigeriani presso ospedali italiani di eccellenza come il Gaslini di Genova, costruendo una rete di competenze mediche e relazioni internazionali che oggi rappresenta un patrimonio prezioso.  La collaborazione con la Down Syndrome Foundation Nigeria è l’evoluzione naturale di questo impegno decennale. POBIC porta sul campo le sue competenze cardiochirurgiche e le reti sanitarie consolidate, integrandole con la conoscenza profonda del contesto locale della fondazione nigeriana. L’obiettivo è migliorare drasticamente l’accesso alle cure mediche specialistiche per le persone con sindrome di Down in Nigeria, con particolare focus sulle emergenze cardiache.  Secondo gli esperti, l’aspettativa di vita per le persone con sindrome di Down in Africa sta iniziando ad aumentare grazie ai progressi nell’accesso all’assistenza sanitaria. Ma la strada è ancora lunga. Le priorità includono diagnosi precoce, trattamento tempestivo, educazione inclusiva e programmi di sensibilizzazione che cambino la percezione culturale della disabilità .  Due progetti, una sola visione Organizzare un evento sportivo di eccellenza come il Trofeo di Mantova e avviare un progetto sanitario salvavita in Nigeria possono sembrare due missioni separate. In realtà , sono due facce della stessa medaglia: l’impegno totale di POBIC per l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità .  A Mantova, POBIC lavora per costruire una cultura dello sport inclusivo che diventi modello e ispirazione per altre realtà . Un evento che non è solo festa e celebrazione, ma costruzione di reti, competenze, e soprattutto comunità . Un investimento nel futuro di giovani atleti che, insieme, imparano che le differenze sono ricchezza e che lo sport è di tutti.
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