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10 Ott
Dalla Nigeria al Gaslini: Praise operato al cuore con il sostegno di Pobic Tre anni, un viaggio dalla Nigeria all’Italia e un percorso di cura per una cardiopatia congenita. Il 28 settembre 2026 Praise è stato sottoposto a un intervento al cuore all’Ospedale Gaslini di Genova. La Fondazione Pobic ETS continua ad accompagnare lui e la sua famiglia. Per un bambino che ha bisogno di cure cardiache, arrivare in ospedale è una tappa fondamentale. Quando quelle cure richiedono un viaggio in un altro Paese, il percorso comincia molto prima dell’intervento. È la storia di Praise, un bambino nigeriano di tre anni arrivato all’aeroporto di Malpensa il 7 settembre 2026, per affrontare un importante percorso di cura presso l’Ospedale Gaslini di Genova. Al suo fianco, la Fondazione Pobic ETS, che lo accompagna insieme alla sua famiglia. Il percorso di Praise e l’intervento al cuore Praise ha la sindrome di Down e una cardiopatia congenita con difetto del setto interventricolare, indicato nella documentazione ricevuta come CIV. Il suo arrivo in Italia ha permesso di avviare il percorso di valutazione e cura presso il Gaslini, fino all’intervento al cuore del 28 settembre 2026. Un momento importante e delicato, per lui e per la sua famiglia. Una tappa che racconta quanto conti poter raggiungere le cure necessarie e avere qualcuno accanto durante il percorso. L’impegno di Pobic continua anche dopo l’intervento, mantenendo il sostegno a Praise e ai suoi familiari. Pobic e l’accesso alle cure per i bambini con cardiopatie La storia di Praise dà un volto concreto all’impegno di Pobic per i bambini con problemi al cuore. Attraverso il progetto Open Heart, Pobic sostiene l’accesso alle cure per bambini e bambine con gravi patologie cardiache, accompagnandoli verso interventi specialistici. Dietro ogni percorso ci sono un bambino, una famiglia e il bisogno di affrontare passaggi complessi con un sostegno concreto. Per Praise, questo significa essere accompagnato lontano da casa, durante una fase particolarmente delicata della sua vita. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere20 Set
Giornata mondiale del cuore: per molti bambini curarsi è ancora un privilegio Cardiopatie infantili: quando il luogo di nascita condiziona l’accesso alle cure Una cardiopatia può colpire un bambino in qualsiasi parte del mondo. Ciò che cambia, spesso in modo decisivo, è la possibilità di scoprirla in tempo e ricevere le cure necessarie. Il 29 settembre si celebra la Giornata mondiale del cuore, promossa dalla World Heart Federation per richiamare l’attenzione sulle malattie cardiovascolari e sul loro impatto. Per POBIC questa ricorrenza rappresenta anche un’occasione per parlare di una disuguaglianza meno visibile: quella che separa i bambini che possono accedere rapidamente a una diagnosi e a un intervento da quelli per i quali curarsi resta un percorso difficile, costoso o addirittura impossibile. Non tutti i bambini che nascono con un problema al cuore, infatti, hanno davanti a sé le stesse possibilità. Le cardiopatie congenite sono anomalie della struttura o del funzionamento del cuore presenti fin dalla nascita. Alcune possono essere tenute sotto controllo, mentre altre richiedono una diagnosi tempestiva, cure specialistiche o un intervento chirurgico. Nei Paesi dotati di sistemi sanitari strutturati, un bambino con una cardiopatia può essere sottoposto agli accertamenti necessari già durante la gravidanza o nei primi giorni di vita. Da quel momento viene seguito da cardiologi pediatrici e indirizzato verso il percorso terapeutico più appropriato. In molte aree del mondo, invece, questa rete di assistenza non è disponibile oppure è accessibile soltanto a una parte della popolazione. La distanza dagli ospedali, la scarsità di medici specializzati, il costo degli esami e l’assenza di strutture in grado di eseguire interventi complessi possono ritardare la diagnosi. La malattia viene così individuata quando i sintomi sono già evidenti e le condizioni del bambino sono diventate più difficili da trattare. È in questa distanza tra bisogno e possibilità di cura che una patologia affrontabile può trasformarsi in una minaccia per la vita. Non esistono soltanto le cardiopatie presenti dalla nascita Ai problemi congeniti si aggiungono patologie cardiache che possono svilupparsi durante l’infanzia. Tra queste c’è la malattia reumatica cardiaca, provocata dai danni alle valvole del cuore conseguenti a uno o più episodi di febbre reumatica. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, si tratta della cardiopatia acquisita più diffusa tra le persone con meno di 25 anni. Colpisce soprattutto bambini e adolescenti che vivono in Paesi a basso e medio reddito o in comunità nelle quali l’accesso ai servizi sanitari è limitato. La malattia può avere origine da un’infezione da streptococco che, se riconosciuta e trattata tempestivamente, può evitare conseguenze molto gravi. Tuttavia, non tutte le famiglie hanno la possibilità di raggiungere una struttura sanitaria, sostenere i costi delle cure o incontrare personale in grado di formulare una diagnosi corretta. Anche in questo caso, il problema non è soltanto la presenza della malattia. È la mancanza di una rete capace di riconoscerla e intervenire prima che il danno al cuore diventi permanente. Curare un bambino significa costruire un intero percorso Quando si parla di un intervento al cuore, l’attenzione si concentra comprensibilmente sulla sala operatoria. Ma rendere possibile la cura di un bambino significa affrontare un percorso molto più ampio. Prima dell’intervento servono visite, esami, diagnosi precise e il confronto tra professionisti. Quando le cure devono essere effettuate lontano dal Paese di origine, è necessario organizzare il viaggio, predisporre i documenti, individuare la struttura disponibile e garantire l’accoglienza del bambino e di chi lo accompagna. Dopo l’operazione iniziano il recupero e i controlli, fino al ritorno a casa e alla prosecuzione del percorso sanitario. Dietro una vita salvata c’è quindi una rete composta da medici, ospedali, volontari, famiglie, associazioni e donatori. Persone diverse che si assumono una parte della responsabilità necessaria per accompagnare quel bambino dalla diagnosi alla cura. È un lavoro complesso, spesso poco visibile, ma indispensabile. Open Heart: il cuore dell’impegno di POBIC Attraverso il progetto Open Heart, POBIC aiuta bambini affetti da gravi patologie cardiache che non possono ricevere nel proprio Paese le cure necessarie. L’obiettivo non è soltanto permettere l’accesso a un intervento chirurgico. Significa seguire il bambino lungo tutto il percorso, collaborare con le strutture sanitarie, sostenere gli aspetti organizzativi e accompagnare la famiglia in un momento nel quale alla paura per la malattia si aggiunge la difficoltà di affrontare un viaggio lontano da casa. Le storie di Jeremiah e Perl, arrivati dall’Uganda e operati in Italia, raccontano in modo concreto il valore di questa rete. Il loro percorso non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un impegno che POBIC porta avanti da anni per offrire una possibilità di cura ai bambini che rischierebbero di non averla. Ogni intervento restituisce un futuro a un bambino. Ma racconta anche qualcosa di più grande: dimostra cosa può accadere quando competenze mediche, cooperazione internazionale e solidarietà riescono a lavorare nella stessa direzione. La diagnosi precoce può cambiare una vita Garantire l’accesso alle cure significa anche rafforzare la capacità di individuare le patologie prima che diventino più gravi. Per questo sono fondamentali le visite cardiologiche pediatriche, la disponibilità di strumenti diagnostici, la formazione del personale sanitario locale e la collaborazione continuativa con ospedali e specialisti. Diagnosticare precocemente una cardiopatia consente di valutare il percorso più adatto e, quando possibile, intervenire prima che le condizioni del bambino peggiorino. La cooperazione sanitaria non può quindi limitarsi alla risposta all’emergenza: deve contribuire a costruire competenze, relazioni e continuità. È una prospettiva importante anche per il lavoro avviato da POBIC in Ghana sulla malattia reumatica cardiaca, con l’obiettivo di contribuire alla conoscenza della sua diffusione tra i bambini e porre le basi per interventi fondati su dati affidabili. Giornata mondiale del cuore: trasformare l’attenzione in una possibilità concreta La Giornata mondiale del cuore ci ricorda ogni anno quanto sia importante proteggere la salute cardiovascolare. Ma non tutti partono dalla stessa condizione e non tutti dispongono degli stessi strumenti. Per alcuni bambini il problema non è sapere che una cura esiste. È riuscire a raggiungerla. Ridurre questa distanza richiede professionalità, organizzazione e risorse. Richiede ospedali disponibili ad accogliere i piccoli pazienti, medici capaci
Continua a leggere10 Ago
Ucraina, il progetto Acqua Viva raggiunge le comunità di Kharkiv. Al 30 giugno, quattro kit su dieci sono stati destinati prioritariamente a persone in condizioni di particolare vulnerabilità e bisogno, tra cui persone con disabilità e persone anziane. Quando una guerra si prolunga nel tempo, l’attenzione internazionale rischia di diminuire prima dei bisogni della popolazione. Per chi vive nella regione di Kharkiv, però, l’emergenza non è una notizia lontana. Continua a incidere sulla vita quotidiana, sull’accesso ai beni essenziali e sulla possibilità di prendersi cura di sé in condizioni dignitose. È in questo contesto che prosegue il progetto Acqua Viva 04/UCr/13157/2026, finanziato da AICS Kiev e realizzato con la partecipazione diretta di POBIC ONG. Al 30 giugno sono stati distribuiti 1.089 kit per l’igiene personale nelle comunità della regione di Kharkiv. Un risultato concreto, che segna il passaggio dalla disponibilità degli aiuti alla loro effettiva distribuzione sul territorio. Dalle 15 tonnellate di prodotti alla distribuzione nelle comunità Nel precedente aggiornamento sul progetto Acqua Viva, POBIC aveva raccontato l’arrivo a Kharkiv di circa 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale. Il nuovo dato documenta la fase successiva dell’intervento: i materiali ricevuti sono stati organizzati in kit e progressivamente distribuiti alle comunità destinatarie. Non si tratta soltanto di quantificare gli aiuti consegnati. Ogni distribuzione rappresenta una risposta a un bisogno quotidiano che, in una situazione di guerra e sfollamento, può diventare difficile da soddisfare. Quattro kit su dieci alle persone più vulnerabili Il 40% dei kit distribuiti è stato destinato prioritariamente a persone in condizioni di particolare vulnerabilità e bisogno, tra cui persone con disabilità e persone anziane. L’assegnazione è avvenuta sulla base di una valutazione delle necessità specifiche, così da indirizzare il sostegno verso chi può incontrare maggiori difficoltà nell’accesso autonomo ai beni essenziali. È un elemento importante del progetto: non una distribuzione indistinta, ma un intervento attento alle condizioni delle singole persone e alle disuguaglianze che la guerra tende ad aggravare. Per una persona anziana o con disabilità, infatti, l’interruzione dei servizi, la perdita delle proprie reti di supporto e le difficoltà negli spostamenti possono rendere ancora più complesso procurarsi anche ciò che serve per la cura quotidiana. Dietro ogni numero c’è una persona. Aiuta POBIC a continuare a essere al fianco della popolazione ucraina. PERSONE COINVOLTE 0 M KIT IGIENE PERSONALE 0 KIT DISTRIBUITI 0 % L’igiene personale è una questione di salute e dignità In un’emergenza umanitaria, i prodotti per l’igiene personale possono sembrare meno urgenti rispetto ad altri aiuti. In realtà, contribuiscono a tutelare la salute, a prevenire problemi sanitari e a preservare la dignità delle persone. Potersi lavare e prendersi cura del proprio corpo significa conservare una parte essenziale della propria quotidianità, anche quando la guerra ha interrotto abitudini, relazioni e certezze. Il valore del progetto Acqua Viva risiede anche in questo: riconoscere che l’assistenza umanitaria non riguarda soltanto la sopravvivenza, ma anche il diritto a vivere condizioni il più possibile sicure e dignitose. Un aiuto necessario in una crisi che continua A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la crisi umanitaria ucraina rimane estremamente grave. Secondo il Piano umanitario delle Nazioni Unite per il 2026, circa 10,8 milioni di persone nel Paese hanno ancora bisogno di assistenza umanitaria. In questo scenario, la distribuzione dei 1.089 kit rappresenta un intervento circoscritto, ma necessario. Dimostra come la collaborazione tra organizzazioni umanitarie, operatori presenti sul territorio e istituzioni possa trasformare risorse e materiali in un sostegno effettivo per le comunità. Un kit non può restituire ciò che la guerra ha sottratto. Può però proteggere una parte della vita quotidiana, della salute e della dignità di una persona. Ed è anche attraverso azioni concrete come questa che POBIC continua a rimanere al fianco della popolazione ucraina. Le fotografie che accompagnano questo aggiornamento sono semplici, prive di costruzione e lontane dall’estetica normalmente associata alle campagne di raccolta fondi. Il loro valore, però, risiede proprio nella loro autenticità.Le condizioni di sicurezza non hanno permesso al personale di POBIC di recarsi nelle aree interessate dalla distribuzione. L’accesso non è stato autorizzato perché avrebbe richiesto mezzi e procedure di protezione straordinari, in una parte della regione di Kharkiv sottoposta da aprile a bombardamenti sistematici.
Continua a leggere3 Lug
Da uno spettacolo nasce un gesto concreto di solidarietà Le famiglie della Scuola primaria Stefano Magri di Vescovato hanno trasformato la conclusione dell’anno scolastico in un sostegno destinato a durare nel tempo. Ci sono occasioni nelle quali un messaggio educativo riesce a uscire dal palcoscenico e a trasformarsi in un gesto concreto. È quanto accaduto alla Scuola primaria Stefano Magri di Vescovato, dove gli alunni hanno concluso l’anno scolastico con uno spettacolo ispirato al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Il musical, che ha coinvolto le classi della scuola, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso dedicato all’amicizia, alla responsabilità verso gli altri e al valore dei legami. Alla serata hanno partecipato anche i volontari di POBIC e il presidente dell’organizzazione, Paolo Novellini. Dalle parole a un aiuto concreto La partecipazione delle famiglie ha dato vita a una raccolta fondi spontanea, attraverso la quale è stato possibile attivare un sostegno a distanza per un bambino seguito da POBIC. Un gesto nato all’interno di una comunità scolastica, ma capace di arrivare molto lontano e di accompagnare concretamente il percorso di crescita di un bambino. Questa iniziativa dimostra come la solidarietà possa essere insegnata non soltanto attraverso le parole, ma soprattutto attraverso le esperienze. Bambini, insegnanti e famiglie hanno contribuito insieme a trasformare i valori raccontati durante lo spettacolo in una scelta reale di vicinanza e responsabilità. POBIC ringrazia la Scuola primaria Stefano Magri, gli insegnanti, gli alunni e tutte le famiglie che hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa. Ogni gesto, anche quando nasce da una piccola comunità, può diventare l’inizio di una storia capace di cambiare una vita. Leggi il racconto completo e le testimonianze nell’articolo pubblicato da La Provincia di Cremona. Per conoscere i programmi POBIC e scoprire come attivare un sostegno a distanza, visita la pagina dedicata alle adozioni a distanza. Fonte giornalistica: Antonella Bodini, “Dallo spettacolo all’adozione a distanza: il grande gesto di solidarietà dei genitori della primaria”, La Provincia di Cremona, 29 giugno 2026. Testo rielaborato autonomamente da POBIC sulla base della notizia originale e delle informazioni relative alle attività dell’organizzazione. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere9 Giu
Avvio ufficiale del progetto WECARE in Eritrea. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere1 Giu
Aiuti umanitari in Ucraina: consegnate a Kharkiv 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale. Un intervento a sostegno della popolazione sfollata: oltre 1.500 beneficiari, il 60% con disabilità. In un contesto ancora segnato da forti tensioni e continui rischi per la popolazione civile, una nuova operazione umanitaria ha permesso di portare aiuto concreto nella città di Kharkiv, una delle aree maggiormente colpite dal conflitto in Ucraina. Nonostante un fine settimana particolarmente complesso sul piano operativo e della sicurezza, la collega Olga, presente sul territorio, è riuscita a ricevere circa 15 tonnellate di prodotti per l’igiene personale destinati al supporto di 1.545 persone sfollate interne. Il progetto Acqua Viva e il sostegno di AICS Kiev Si tratta di un intervento di grande importanza umanitaria, soprattutto considerando che almeno il 60% dei beneficiari è costituito da persone con disabilità, spesso tra le categorie più fragili e maggiormente esposte alle conseguenze della guerra, dell’isolamento e della carenza di servizi essenziali. La fornitura comprende materiali indispensabili per la cura e l’igiene quotidiana, beni che in situazioni di emergenza assumono un valore fondamentale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo della dignità personale e della tutela delle condizioni di vita delle persone costrette a lasciare la propria casa. L’operazione è stata resa possibile grazie al progetto “Acqua Viva 04/UCr/13157/2026”, finanziato da AICS Kiev, e rappresenta un ulteriore passo nel sostegno alle comunità civili ucraine che continuano a vivere le conseguenze quotidiane del conflitto. L’impegno di POBIC a fianco delle comunità colpite dalla guerra. In territori dove l’accesso ai beni di prima necessità può diventare estremamente difficile, la collaborazione tra operatori locali, organizzazioni umanitarie e partner internazionali permette di garantire continuità agli aiuti e vicinanza concreta alle persone più vulnerabili. Attraverso interventi come questo, POBIC continua a sostenere attività di assistenza umanitaria rivolte alle popolazioni colpite dalla guerra, contribuendo alla distribuzione di beni essenziali e al supporto delle fasce più fragili della popolazione civile. Nelle situazioni di sfollamento forzato, l’accesso ai prodotti per l’igiene personale rappresenta un bisogno essenziale spesso sottovalutato. Sapone, detergenti, prodotti per la cura della persona e altri materiali di uso quotidiano contribuiscono non solo alla prevenzione di problemi sanitari, ma anche a preservare la dignità e il benessere delle persone che vivono condizioni di particolare vulnerabilità. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere9 Mag
Jeremiah e Perl, due nuove vite salvate grazie alla rete solidale di Pobic Jeremiah e Perl, bambini operati al cuore grazie a Pobic Jeremiah e Perl sono due bambini arrivati dall’Uganda con una speranza concreta: poter ricevere le cure necessarie per affrontare una grave patologia cardiaca. Grazie all’impegno di POBIC, entrambi sono stati operati al cuore in Italia e oggi rappresentano una nuova testimonianza di ciò che la solidarietà può rendere possibile quando diventa organizzazione, cura e continuità. Le loro storie non sono episodi isolati. Geremia e Perl sono infatti il 97° e il 98° bambino accompagnati da POBIC in un percorso di cura salvavita. Un traguardo che racconta anni di lavoro, relazioni internazionali, collaborazione con strutture sanitarie specializzate e una presenza costante accanto ai bambini e alle loro famiglie. Complessivamente, nel corso della propria attività, POBIC ha seguito 423 bambini: un numero che dà misura concreta alla profondità di un impegno costruito nel tempo. Cassettine solidali a Verona: 1.000 esercenti al fianco di POBIC Dietro ogni intervento non c’è solo una sala operatoria. C’è una rete di persone, comunità e piccoli gesti quotidiani che, nel tempo, rendono possibile qualcosa di straordinario. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai circa 1.000 esercenti veronesi che da vent’anni ospitano le cassettine per le donazioni di POBIC. Bar, negozi e attività del territorio diventano così punti vivi di solidarietà diffusa, luoghi in cui anche un piccolo contributo può trasformarsi in qualcosa di enorme: un viaggio, un intervento chirurgico, una nuova possibilità di vita. È proprio questa rete silenziosa e concreta a rendere possibile il lavoro di POBIC. La solidarietà, quando viene condivisa e custodita nel tempo, smette di essere un concetto astratto e diventa una forza capace di attraversare confini, distanze e difficoltà. https://www.pobic.org/wp-content/uploads/2026/05/h264_yuv420p_858_480_25_1300_aac_64_48000_2.mp4 Pensieri e Colori: educare alla solidarietà nelle scuole Accanto all’impegno sanitario, POBIC continua a promuovere percorsi di educazione alla solidarietà rivolti alle nuove generazioni. In questa direzione si inserisce anche il progetto Pensieri e Colori, il concorso educativo dedicato alle scuole che invita bambini e ragazzi a raccontare, attraverso il disegno, valori come l’aiuto reciproco, la felicità e l’attenzione verso gli altri. Il collegamento tra le storie di Geremia e Perla e il coinvolgimento delle scuole rende ancora più chiara la missione di POBIC: non solo intervenire dove c’è un bisogno urgente di cura, ma contribuire a costruire una cultura della solidarietà, capace di crescere nel tempo e di coinvolgere comunità, famiglie, studenti e territori. Perché salvare una vita significa anche educare alla cura. E ogni gesto, anche il più piccolo, può diventare parte di una storia più grande. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere19 Ott
In missione ad Accra: verso un protocollo di ricerca sulla malattia reumatica in Ghana Dal 14 al 18 settembre 2025, la direttrice alle operazioni dell’Associazione Pobic, Ada Caraffini, ha preso parte a una missione in Ghana, insieme al cardiologo Davide Morolla. Obiettivo della trasferta: avviare i lavori per l’elaborazione di un protocollo di ricerca sulla prevalenza della malattia reumatica cardiaca nei bambini, con un focus specifico sulla fascia d’età tra i 3 e i 15 anni, la più colpita da questa patologia. Durante la missione, Pobic ha lavorato in collaborazione con il Cardiothoracic Teaching Hospital di Accra, uno dei principali centri di riferimento del Paese, insieme alla cardiologa pediatrica Prof. Nana-Akyaa Tao e al Dr. Innocenti Adzamil, professionisti impegnati da anni nella diagnosi e nella cura delle malattie cardiovascolari pediatriche. La malattia reumatica cardiaca: una patologia prevenibile ma ancora diffusa La malattia reumatica cardiaca è una condizione cronica che si sviluppa a seguito di una febbre reumatica acuta, innescata generalmente da un’infezione da streptococco beta-emolitico di gruppo A (come faringiti o tonsilliti non trattate). Se non curata tempestivamente, l’infiammazione può causare danni permanenti alle valvole cardiache, portando a complicanze gravi come insufficienza cardiaca, aritmie e rischio di morte precoce. Questa patologia colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti nei contesti dove l’accesso a cure mediche tempestive è limitato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 39 milioni di persone nel mondo convivono con danni cardiaci di origine reumatica, con un carico maggiore concentrato nei Paesi a basso e medio reddito. Perché proprio in Ghana? Il Ghana è tra i Paesi africani dove la malattia reumatica continua ad avere un impatto significativo sulla salute pediatrica.Numerosi studi locali confermano un’alta incidenza tra i bambini in età scolare, aggravata da fattori come: limitato accesso ai servizi sanitari primari, scarsa disponibilità di terapie antibiotiche tempestive, condizioni socioeconomiche e ambientali che favoriscono la diffusione di infezioni respiratorie non trattate. In questo contesto, la definizione di un protocollo di ricerca mirato rappresenta un primo passo fondamentale per raccogliere dati affidabili, comprendere la reale portata del fenomeno e progettare, in futuro, interventi sanitari basati sull’evidenza. Un passo alla volta L’elaborazione di un protocollo condiviso con i partner clinici e istituzionali ghanesi permetterà a Pobic di: rafforzare la cooperazione con il sistema sanitario locale, contribuire alla conoscenza epidemiologica di una patologia troppo spesso trascurata, porre le basi per possibili sviluppi futuri, in linea con la missione internazionale dell’associazione. Come sottolineato dalla stessa Ada Caraffini nel suo report di missione, si tratta di un primo passo, importante, ma da percorrere con attenzione, ascolto e collaborazione.Pobic continuerà a documentare le fasi di avanzamento di questo progetto, condividendo aggiornamenti e riflessioni con la propria comunità e i partner. Segui i nostri canali social per non perdere i prossimi aggiornamenti dal Ghana e dalle nostre altre missioni nel mondo. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere14 Lug
Pobic alla Conferenza “Ukraine Recovery” di Roma: rinnovato impegno per la ricostruzione dell’Ucraina Il 10 e 11 luglio 2025 si è svolta a Roma la quarta edizione della Ukraine Recovery Conference (URC2025), un evento internazionale promosso dai governi di Italia e Ucraina per rafforzare la cooperazione globale nella ricostruzione dell’Ucraina, colpita da oltre tre anni di guerra. Ospitata presso il Roma Convention Center “La Nuvola”, la conferenza ha visto la partecipazione di oltre 100 delegazioni governative, 40 organizzazioni internazionali e migliaia di rappresentanti del mondo economico e sociale. Obiettivo centrale: trasformare le dichiarazioni di sostegno in azioni concrete, con un’attenzione particolare alla resilienza umana, economica e istituzionale del Paese. Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici: Il programma dell’URC2025 si è sviluppato attorno a quattro pilastri strategici: Business: rilancio dell’economia attraverso investimenti privati e sostegno alle imprese locali. Capitale umano: sostegno ai bisogni sociali, alla salute mentale, al reinserimento dei rifugiati e alla protezione dei minori. Governo locale e territori: rafforzamento della capacità amministrativa e autonomia delle autorità locali. Percorso europeo: accelerazione del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. Durante l’evento, sono stati annunciati impegni finanziari rilevanti. L’Unione Europea ha presentato un pacchetto di supporto del valore di 2,3 miliardi di euro, con l’obiettivo di mobilitare fino a 10 miliardi tramite garanzie, sovvenzioni e nuovi strumenti finanziari. Tra le novità, anche un fondo di investimento europeo destinato al rilancio industriale e alla transizione verde dell’Ucraina. Diplomazia, sicurezza e partecipazione globale All’apertura dei lavori hanno partecipato numerosi leader internazionali, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, e altri esponenti di rilievo politico da Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Francia. Tra i temi discussi, anche la creazione di una forza multinazionale per la stabilizzazione del Paese una volta raggiunto un cessate il fuoco, con il coinvolgimento di una trentina di Paesi. Il ruolo di Pobic: solidarietà concreta e duratura Anche Pobic ha preso parte alla conferenza, rappresentata dal presidente avv. Paolo Novellini, dal vicepresidente Festus Adedayo e dalla direttrice operativa Ada Caraffini. L’ONG è da oltre vent’anni attiva in Ucraina, con progetti umanitari che spaziano dal sostegno sanitario all’assistenza a famiglie vulnerabili, minori e comunità rurali colpite dalla guerra. La partecipazione di Pobic alla URC2025 rafforza il suo impegno per il popolo ucraino. L’organizzazione continuerà a operare in collaborazione con enti locali e internazionali per offrire supporto tangibile nella ricostruzione del tessuto sociale e civile. Il lavoro sul campo si allineerà agli obiettivi della conferenza, valorizzando approcci inclusivi, sostenibili e orientati ai diritti umani. Pobic: Dove c’è più bisogno Oggi più che mai, la ricostruzione dell’Ucraina non può essere solo un tema geopolitico: è una responsabilità collettiva, un atto di solidarietà verso milioni di persone che aspirano a un futuro dignitoso. Pobic sarà presente, con competenza e umanità, a ogni passo di questo percorso. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere14 Mag
La festa della mamma: 3 storie che raccontano la nostra missione Ogni anno, nel mese di maggio, il mondo si unisce per celebrare La Festa della Mamma. Un’occasione di celebrazione e perché no di riflessione per onorare il sacrificio, l’amore incondizionato e la dedizione delle donne che danno la vita. In questo articolo, esploreremo il significato della Festa della Mamma e del perché è così importante in relazione alla nostra missione, e condivideremo 3 storie di mamme coraggiose che affrontato sfide incredibili per garantire la salute e il benessere dei loro figli. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Festa della mamma: le origini La Festa della Mamma è celebrata per onorare e riconoscere il ruolo fondamentale che le mamme giocano nelle nostre vite e nella società nel suo complesso. Questa celebrazione ha radici storiche e culturali profonde che risalgono a tempi antichi. Le origini della Festa della Mamma possono essere rintracciate in antiche celebrazioni pagane che onoravano la maternità e la fertilità. Tuttavia, la versione moderna della Festa della Mamma ha iniziato a prendere forma nel XIX secolo, quando gli sforzi per celebrare le madri e promuovere la pace materna hanno cominciato a emergere in vari paesi. Negli Stati Uniti, la Festa della Mamma ha avuto origine grazie agli sforzi di Anna Jarvis, che ha iniziato a promuovere la celebrazione della festa nel primo decennio del XX secolo come mezzo per onorare la memoria di sua madre, una pacifista che aveva lavorato per migliorare le condizioni sanitarie delle comunità durante la guerra civile americana. Nel 1914, il presidente Woodrow Wilson ha ufficialmente dichiarato la seconda domenica di maggio come la Festa della Mamma negli Stati Uniti. Da allora, la celebrazione si è diffusa in molti paesi in tutto il mondo, anche se le date e le tradizioni possono variare. In generale, la Festa della Mamma è un momento per esprimere gratitudine, amore e apprezzamento per le madri e per tutto ciò che fanno per le loro famiglie. È un’occasione per mostrare affetto attraverso gesti come regali, fiori, cartoline e momenti trascorsi insieme. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU Perché la festa della mamma è sempre di domenica? La Festa della Mamma è tradizionalmente celebrata di domenica per renderla più conveniente per le famiglie e consentire loro di trascorrere del tempo insieme. La domenica è generalmente considerata un giorno in cui le persone hanno più tempo libero, poiché molti lavori e attività sono sospesi per il fine settimana. Di conseguenza, celebrare la Festa della Mamma di domenica consente alle famiglie di organizzare riunioni, pranzi speciali o altre attività senza preoccuparsi degli impegni lavorativi o scolastici. Inoltre, celebrare la Festa della Mamma di domenica rende più facile per le persone viaggiare o fare visite a casa dei loro genitori o delle loro madri, se non vivono nelle vicinanze. Questo contribuisce a favorire l’unione familiare e a rendere la celebrazione più significativa per tutti coloro che partecipano. Anche se la Festa della Mamma è generalmente di domenica, è importante notare che ci sono eccezioni a questa regola in alcuni paesi o culture in cui la data può variare. Le mamme e POBIC Attraverso il progetto OPEN HEART ogni anno conosciamo mamme che lottanto per dare una seconda opportunità di vita ai loro figli. Il progetto OPEN HEART infatti ha lo scopo di aiutare bambini con gravi cardiopatie congenite che vivono in luoghi dove la sanità non può dar loro una mano. Salviamo la vita a bambini che stanno per morire e offriamo loro una seconda opportunità. Guarda la gioia di una madre a cui POBIC ha salvato la figlia di nome Destiny. https://youtu.be/X0_F8bOD9Qk?si=PAjRH11tojv6B7F8 lI progetto open heart da accesso ad una nuova vita a bambini in condizioni disperate e ridona loro una possibilità. Ma non è tutto. Devi sapeere che il tuo apporto è indispensabile. Inutile dire che se questi bambini non muoiono è anche grazie all’aiuto di persone che ogni anno ci supportano con le loro donazioni. Puoi contribuire anche tu con il banner che trovi appena sotto. Fallo ora prima che sia tardi. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU 3 madri attraverso la storia delle loro figlie. Per farti conoscere tre storie di madri che meritano di essere conosciute, vogliamo condividere con te la storia di tre bambine che a breve arriveranno in ITALIA. 3 bambine che potrebbero morire e che saranno accompagnate al Gaslini di Genova dalle loro madri appunto, per ricevere l’operazione che salverà loro la vita. Non esitare. Leggi la loro storia appena sotto. Il cuore di Mary sta cedendo. Leggi la sua storia. Ariella sta morendo e ci serve il tuo aiuto. Jernita non riesce a respirare. Le resta poco tempo.
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