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8 Giu
Concorso Pensieri e Colori: Quando la Solidarietà si Colora di Creatività Quattro scuole, centinaia di giovani artisti, un unico grande cuore. Il concorso POBIC si è concluso con una straordinaria celebrazione della solidarietà. Quando POBIC ha lanciato il concorso “Pensieri e Colori” nell’anno scolastico 2024/2025, l’idea era semplice quanto potente: chiedere ai bambini di immaginare come sarebbe una maglietta che racconta la solidarietà, l’aiuto reciproco, la felicità di stare insieme. Un modo per unire arte, educazione e i valori che da oltre trent’anni guidano l’associazione in Italia e nel mondo. La risposta è stata travolgente. Quattro Scuole, Una Sfida Comune Dalla provincia di Verona a quella di Cremona, quattro istituti hanno accolto con entusiasmo la sfida: la Scuola Primaria Solinas di Verona, la Scuola Primaria Brazzuoli di Pozzaglio, la Scuola Primaria di Vescovato e quella di Castelvetro. Quattro realtà diverse, accomunate dalla voglia di mettersi in gioco e di raccontare, attraverso colori e forme, cosa significa aiutare gli altri. I bambini si sono lasciati ispirare dalle storie raccontate in classe, dalle fiabe, dalle loro emozioni personali. Hanno disegnato cuori che abbracciano il mondo, mani che si intrecciano, arcobaleni che uniscono continenti, sorrisi che superano ogni confine. Ogni elaborato era un piccolo capolavoro di purezza e speranza. Un Viaggio Fatto di Creatività e Attesa Dopo la chiusura delle candidature a marzo, è iniziata la fase più emozionante: le votazioni online. Famiglie, amici, insegnanti, nonni – tutti hanno partecipato, condividendo i disegni sui social e sostenendo i piccoli artisti. I canali POBIC si sono riempiti di colori e messaggi di incoraggiamento. Per settimane, l’entusiasmo è cresciuto. I tre migliori disegni di ogni scuola sono stati selezionati e, finalmente, il 30 e 31 maggio 2026, è arrivato il momento della grande festa alla Zanzarina d’Oro di Calvatone. Qui, una giuria di esperti ha avuto il difficile compito di scegliere i vincitori tra opere straordinarie, ognuna capace di emozionare e far riflettere. Il Podio della Solidarietà Al termine di una cerimonia carica di emozione, sono stati proclamati i vincitori: Primo classificato – Scuola Primaria Solinas, VeronaUn’esplosione di colori e simboli che ha saputo catturare l’essenza della missione POBIC: ogni bambino al mondo merita cure, amore, un futuro. Il disegno vincitore sarà stampato sulla maglietta ufficiale POBIC 2026, indossata dai volontari dell’associazione in Italia e all’estero. E alla scuola va il premio di 1000 euro, da utilizzare per progetti didattici. Secondo classificato – Scuola Primaria Brazzuoli, PozzaglioUn’opera che ha emozionato per la sua delicatezza e profondità, capace di raccontare con semplicità il valore dell’amicizia e del sostegno reciproco. Terzo classificato – Scuola Primaria di VescovatoUna creazione piena di energia e ottimismo, che ha conquistato giuria e pubblico con la sua freschezza e il messaggio universale di speranza. Tutti Vincitori Ma se il podio ha i suoi protagonisti, la vera vittoria è stata collettiva. Ogni bambino che ha partecipato ha contribuito a diffondere un messaggio potente: la solidarietà può essere colorata, gioiosa, contagiosa. Ha imparato che anche un semplice disegno può fare la differenza, può unire persone lontane, può salvare vite. Perché è proprio questo che fa POBIC da oltre trent’anni: salva vite. Con il programma Open Heart, ha operato gratuitamente più di 50 bambini cardiopatici in Nigeria e Uganda. Con Emergency Transport, ha donato ambulanze e formato personale sanitario in Africa e Ucraina. Nel solo 2024 ha aiutato 2.200 famiglie sfollate in Ucraina e visitato 200 bambini in Uganda. Tutto questo è possibile grazie a chi crede nella solidarietà. E quest’anno, anche grazie ai piccoli artisti di Verona, Pozzaglio, Vescovato e Castelvetro, che hanno dimostrato che il cambiamento comincia da un foglio bianco e da tanta, tanta fantasia. E Adesso? La maglietta vincitrice sarà indossata con orgoglio dai volontari POBIC nelle prossime missioni internazionali. Un simbolo che viaggierà dall’Italia all’Africa, portando con sé il messaggio che i bambini italiani vogliono mandare ai bambini del mondo: non siete soli. Ci prendiamo cura di voi. E chissà, magari tra questi giovani artisti c’è già il prossimo medico, il prossimo volontario, la prossima persona che dedicherà la sua vita ad aiutare gli altri. Perché come dice POBIC: “Se ognuno di noi decidesse nel suo piccolo di fare qualcosa per gli altri ogni giorno, il mondo sarebbe un posto molto più bello.” E loro, questi bambini, hanno già cominciato. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
Continua a leggere8 Giu
Marocco: l’importanza dela lingua berbera nell’istruzione – Il piano statale per diffondere l’amazigh nelle scuole accompagna il riconoscimento Mentre cresce il numero di studenti che imparano l’amazigh, nome ufficiale della lingua della popolazione berbera, il Marocco consolida un percorso iniziato oltre vent’anni fa per riconoscere pienamente l’idioma come parte integrante dell’identità nazionale. Oggi, il 40% delle scuole pubbliche insegna l’amazigh, con oltre 650.000 studenti coinvolti e quasi 2.000 docenti formati. Il Ministero dell’Istruzione punta a formarne 3.000 entro i prossimi anni, con l’obiettivo di estendere l’insegnamento a tutte le scuole del Paese. Un impegno con solide basi L’aumento degli insegnanti dedicati – da 200 nel 2021 a 1.850 nel 2024 – è il risultato di un impegno istituzionale che ha solide basi giuridiche. L’articolo 5 della Costituzione del 2011 riconosce infatti l’amazigh come lingua ufficiale dello Stato, definendolo “patrimonio comune di tutti i marocchini senza eccezione”. Una scelta che riflette non solo una visione culturale, ma anche un’esigenza sociale: nelle comunità berbere, parlare la propria lingua a scuola significa avere accesso a un’educazione più equa e a servizi di base realmente comprensibili. E l’importanza non si limita alla lingua L’importanza della lingua si riflette anche sul piano sanitario. In molte aree interne del Paese, dove la carenza di strutture e informazioni mediche penalizza in particolare le donne, l’uso dell’amazigh può fare la differenza nella comprensione dei messaggi di prevenzione. È da questa consapevolezza che prese forma l’impegno di Pobic, con un progetto rivolto specificamente alle donne berbere. Le attività hanno incluso incontri di sensibilizzazione sulla salute femminile, educazione alla prevenzione di malattie trasmissibili e croniche, promozione dell’accesso ai controlli di base e all’assistenza prenatale. Intervenire in questi contesti non è solo una questione sanitaria: significa rafforzare il ruolo delle donne nella comunità e contribuire, attraverso l’ascolto e la lingua, a un cambiamento strutturale e duraturo. Scopri come aiutare Pobic nella sua missione.
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