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26 Apr
Israele Palestina: i 5 perché della guerra Israele e Palestina. Perché la guerra? Un conflitto che affonda le sue radici in un passato di tensioni ed in un presente che ci coinvolge tutti in prima persona. Proviamo a fare un po di chiarezza e di rispondere alla domanda che più di tutte condiziona i nostri dubbi. Quali sono i motivi di questo terribile conflitto? Rispondiamo in questo articolo, provando a fare chiarezza e cercando per quanto possibile, di non influenzare il tuo giudizio durante la lettura. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Qual è il problema tra Palestina e Israele? Esiste una diversità di prospettive a livello globale su questo argomento delicato, con individui, organizzazioni e nazioni che adottano posizioni differenti riguardo al suo futuro. Nonostante siano stati tentati negoziati e iniziative di mediazione a livello internazionale per anni, non c’è ancora stata una risoluzione soddisfacente per entrambe le parti coinvolte.  Per affrontare questa complessa situazione, sarebbe necessario un processo negoziale che tenga conto delle aspirazioni e dei diritti di tutte le parti interessate. Molti sostengono l’idea di una soluzione basata su due stati sovrani, dove una parte sia Israele e l’altra uno stato palestimese indipendente, convivendo con confini internazionalmente riconosciuti e garantendo la sicurezza per entrambe le popolazioni.  In definitiva, il raggiungimento della pace in questa regione richiede un impegno da parte di tutti gli attori coinvolti, oltre al sostegno della comunità internazionale. La questione è estremamente complessa e delicata, e trovare una soluzione equa e duratura rimane un obiettivo impegnativo. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI AIUTARCIANCHE TU Qual è la ragione del conflitto tra ebrei e palestinesi? Fatto questo doverso preambolo, proviamo ora ad identificare alcui dei motivi che oggi ci portano a parlare di questo argomento e del perché la drammatica situazione che ci preoccupa tutta arriva da tanto lontanto. 1. Israele, Palestina e Gerusalemme la guerra di Gaza ha a che fare con Gerusalemme, o più specificamente con la tensione intorno alla Città Vecchia di Gerusalemme e ai siti sacri che vi si trovano.  Gerusalemme è una città di grande importanza religiosa per ebrei, musulmani e cristiani, e la sua sovranità è stata oggetto di dispute e conflitti per decenni.  La guerra di Gaza è stata spesso innescata da eventi legati a Gerusalemme, come le controversie sulla custodia dei luoghi sacri, le demolizioni di case palestinesi nella città , i piani di espansione degli insediamenti israeliani nella zona orientale di Gerusalemme, e le proteste palestinesi contro queste azioni. Questi eventi hanno scatenato violenze e tensioni che si sono poi estese alla Striscia di Gaza, con attacchi da entrambe le parti e cicli di violenza che hanno causato sofferenze umane e distruzione. 2. Israele, Palestina e gli insediamenti israeliani Gli insediamenti israeliani sono comunità costruite da cittadini israeliani in territori occupati dalla guerra del 1967, compresa la Cisgiordania e Gerusalemme Est.  Questi insediamenti sono considerati illegali dalla maggior parte della comunità internazionale e sono una delle questioni più controverse nel conflitto israelo-palestinese.  Le controversie legate agli insediamenti israeliani includono il controllo della terra, delle risorse e dei percorsi di sviluppo urbano, nonché il diritto dei palestinesi a un futuro stato indipendente.  Le politiche di espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est hanno spesso scatenato tensioni e conflitti con i palestinesi. Le demolizioni di case palestinesi per fare spazio agli insediamenti israeliani, insieme alla costruzione di barriere di sicurezza e strade riservate agli israeliani, sono state fonte di profonda rabbia e frustrazione tra i palestinesi, alimentando il ciclo di violenza che può sfociare in guerre come quella di Gaza. 3. Israele, Palestina e i rifugiati palestinesi La questione dei rifugiati palestinesi è una delle questioni centrali del conflitto israelo-palestinese, derivante dalla guerra arabo-israeliana del 1948 e dai successivi conflitti regionali.  Durante questa guerra e le sue conseguenze, centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a fuggire o furono espulsi dalle loro case, dando origine a una vasta popolazione di rifugiati.  Molti di questi rifugiati e i loro discendenti sono ancora oggi privi di una soluzione definitiva al loro status e vivono in campi profughi nella Striscia di Gaza, nella Cisgiordania, in Giordania, Libano e Siria, oltre che in altri paesi.   La situazione dei rifugiati palestinesi è stata una fonte costante di tensione e disagio nel conflitto israelo-palestinese, alimentando il risentimento e la disperazione tra i palestinesi.  Nel contesto della guerra di Gaza, la situazione dei rifugiati palestinesi può essere una delle molteplici cause di tensione e rabbia che portano a violenze e conflitti armati. Le condizioni di vita difficili nei campi profughi, insieme alla mancanza di prospettive di una soluzione politica al problema dei rifugiati, possono alimentare la disperazione e la propensione alla radicalizzazione e alla resistenza armata. 4. Israele, Palestina e le rivendicazioni territoriali La Striscia di Gaza è parte integrante del territorio palestinese conteso nel conflitto israelo-palestinese. Le dispute territoriali riguardano principalmente la sovranità e il controllo della Striscia di Gaza, così come il suo confine con Israele.  Il territorio di Gaza è stato al centro di conflitti per decenni, con Israele che ha occupato la Striscia di Gaza dal 1967 fino al 2005, quando si è ritirato unilateralmente, ma ha mantenuto il controllo sui suoi confini, il suo spazio aereo e le sue acque territoriali. Questo controllo israeliano, insieme al blocco navale e terrestre imposto da Israele su Gaza, ha limitato drasticamente la libertà di movimento e di commercio dei palestinesi nella regione.  Le rivendicazioni territoriali riguardano anche la questione delle colonie israeliane nella Cisgiordania, che si estendono fino ai confini della Striscia di Gaza. Le politiche di espansione degli insediamenti israeliani e la costruzione di barriere di sicurezza hanno contribuito ad accrescere le tensioni territoriali e a limitare ulteriormente lo spazio vitale disponibile per i palestinesi. Â
Continua a leggere26 Apr
Malattie reumatiche in Africa: una sfida sanitaria che parte dal soccorso umanitario Le malattie reumatiche rappresentano ancora oggi una delle principali emergenze sanitarie nei paesi dell’Africa subsahariana, in particolare nel corno d’Africa e in nazioni come il Ghana, dove il sistema sanitario fatica a garantire diagnosi e cure tempestive. Il soccorso umanitario assume quindi un ruolo fondamentale per affrontare una problematica spesso sottovalutata, ma con effetti devastanti sulla popolazione, soprattutto tra i più giovani. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 + Che cosa sono le malattie reumatiche Le malattie reumatiche sono patologie infiammatorie che possono colpire articolazioni, ossa, muscoli e, in casi più gravi, organi vitali come il cuore. In Africa, la forma più diffusa è la febbre reumatica, una complicanza di infezioni da streptococco non trattate adeguatamente. La febbre reumatica, se non diagnosticata e curata in tempo, può evolvere in cardiopatia reumatica, causando danni irreversibili alle valvole cardiache.  Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la cardiopatia reumatica è responsabile di oltre 300.000 morti ogni anno a livello globale, e colpisce principalmente bambini e giovani adulti nei paesi a basso reddito.  AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU L’impatto delle malattie reumatiche in Africa Nel corno d’Africa e in molte aree dell’Africa in genrale, la febbre reumatica resta una delle principali cause di insufficienza cardiaca giovanile.Questo avviene per diversi motivi: Diagnosi tardive o inesistenti. Carenza di antibiotici per trattare le infezioni streptococciche. Scarsa consapevolezza sanitaria nelle popolazioni rurali. Il soccorso umanitario nell’Africa orientale, si sta orientando sempre di più verso programmi di prevenzione primaria (cura tempestiva delle infezioni) e prevenzione secondaria (diagnosi precoce dei danni cardiaci). Inoltre, la forte correlazione tra povertà , mancanza di accesso alle cure e diffusione delle infezioni rende il fenomeno ancora più difficile da arginare senza il supporto delle organizzazioni di soccorso umanitario.  Corno d’Africa: un contesto ad alta vulnerabilità Il corno d’Africa, una delle regioni più fragili del continente, concentra molte delle condizioni che favoriscono la diffusione delle malattie reumatiche: Povertà diffusa. Accesso limitato ai servizi sanitari di base. Sovraffollamento scolastico e abitativo, che facilita la trasmissione delle infezioni. In questi contesti, il soccorso umanitario non si limita più alla risposta all’emergenza, ma punta alla costruzione di programmi di salute pubblica sostenibili, capaci di intercettare precocemente i rischi e ridurre l’incidenza delle complicanze cardiache. Investire nella prevenzione della febbre reumatica nel corno d’Africa significa non solo salvare vite umane, ma anche alleggerire il carico sui sistemi sanitari nazionali, migliorando la resilienza delle comunità più vulnerabili.  Conclusione Le malattie reumatiche in Africa, e in particolare nel corno d’Africa, rappresentano una sfida sanitaria di grande rilievo, ancora troppo spesso trascurata. Il soccorso umanitario svolge un ruolo essenziale nel promuovere strategie di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle infezioni che sono all’origine di gravi complicanze cardiache. Affrontare questa emergenza significa guardare oltre il singolo intervento, puntando su progetti duraturi capaci di migliorare strutturalmente la salute pubblica nei territori più fragili. Questo è ciò che resta dell’unica ambulanza della città di Nemirov, Ucraina. Una parte di un missile Russo, parzialmete distrutto dalle forze Ucraine, si è fatalmente schiantata contro il mezzo per soccorso emergenziale. Per una comunità come Nemirov, una tragedia sociale molto grave.  Ecco perché come Pobic, in via del tutto emergenziale, abbiamo donato un’ambulanza dismessa in Italia, ma che resta completamente funzionante. Il rofessor Mikola Segeda, presidente della fondazione Pobic Ucraina, si è incaricato di guidare il mezzo fino a destinazione.  Questo è solo un primo passo. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÙ Ogni donazione è per noi fondamentale. PUOI CONTRIBUIREANCHE TU
Continua a leggere26 Apr
Ucraina: tutta la nostra storia dall’inizio ad oggi La nostra missione in Ucraina non è nata con l’esplosione della guerra, né per rispondere a un’emergenza improvvisa. È una storia che ha radici profonde, fatta di incontri, di piccoli passi, di relazioni costruite negli anni. Una storia che vogliamo raccontarvi, dall’inizio fino ad oggi. 2005: i primi passi a Krasnograd Era il 2005 quando Pobic varcò per la prima volta i confini ucraini. La destinazione era Krasnograd, una cittadina dell’oblast di Charkiv, nell’Ucraina orientale. In un contesto segnato da povertà e difficoltà , trovammo comunità vive, dignitose, desiderose di costruire un futuro migliore.   Il nostro primo intervento fu semplice ma fondamentale: sostegno diretto a famiglie in difficoltà , con particolare attenzione a quelle con bambini disabili. Non c’erano grandi mezzi, ma c’era tutta la volontà di esserci, di accompagnare queste famiglie con supporti concreti e continui. ADOTTA A DISTANZA 2008: formare per resistere a Leopoli Nel 2008, capimmo che aiutare voleva anche dire costruire competenze. Così, in collaborazione con l’Università di Yosypovych a Leopoli, organizzammo corsi di assistenza infermieristica e gestione dei grandi traumi. In un’epoca ancora relativamente stabile per il paese, investire nella formazione di personale sanitario significava rafforzare una rete fragile ma fondamentale, capace di rispondere a emergenze ordinarie e straordinarie.  2005–2025: la lunga amicizia con Nemirov Parallelamente, nello stesso 2005, prendeva forma uno dei progetti più duraturi: il sostegno all’orfanotrofio Nekrasov di Nemirov, nell’oblast di Vinnytsia. Anno dopo anno, portammo beni di prima necessità , materiale educativo e giocattoli ai bambini ospitati nella struttura.  Non solo. Organizziamo anche programmi di accoglienza estiva per i bambini affetti da patologie dermatologiche e osteo-scheletriche, offrendo loro soggiorni di cura e benessere in Italia, presso famiglie solidali. La missione di Nemirov, ancora attiva, è la testimonianza più viva del nostro impegno costante e silenzioso.  Dal 2022: l’Ucraina in guerra, una nuova emergenza Quando, nel 2022, scoppiò la guerra in Ucraina, tutto cambiò. L’emergenza ucraina esplose in modo devastante e, con essa, i bisogni della popolazione. Non ci siamo tirati indietro: organizzammo convogli umanitari, distribuendo farmaci, vestiario, beni alimentari e materiali di emergenza alle popolazioni sfollate. Abbiamo potenziato la nostra presenza, cercando di offrire sostegno non solo materiale, ma anche umano.  2023: un’ambulanza per salvare vite Nel 2023, un episodio drammatico ci ha richiesto una risposta immediata. A Nemirov, l’unica ambulanza disponibile è stata distrutta da un frammento di missile russo. In risposta, abbiamo donato una nuova ambulanza, proveniente dall’Italia, perfettamente funzionante, che ha ridato speranza a una comunità intera. A bordo, caricammo anche vestiti e medicinali, consegnati grazie alla determinazione del presidente di Pobic Ucraina, Mikola Segeda.  2024: rafforzare la sanità , costruire futuro Nel 2024, il nostro intervento si è ulteriormente rafforzato: abbiamo donato una seconda ambulanza all’oblast di Vinnytsia e avviato programmi di formazione sanitaria specifica per la gestione delle emergenze in contesto di guerra. Un passo fondamentale per garantire non solo mezzi, ma anche competenze, affinché chi vive il conflitto in prima linea possa contare su risorse adeguate. Oggi: la missione continua A vent’anni dall’inizio della nostra missione in Ucraina, sappiamo che ogni intervento ha costruito qualcosa: una rete di solidarietà , un sostegno concreto, un futuro possibile anche nei momenti più bui. Con il tuo aiuto, possiamo continuare.  Ogni donazione sostiene direttamente i nostri progetti: ambulanze, medicine, formazione, beni di prima necessità . Dona ora e cammina con noi al fianco di chi non può smettere di sperare. GRAZIE AL TUO SOSTEGNO SALVIAMO LA VITA A DECINE DI BAMBINI OGNI ANNO. AIUTACI A FARE SEMPRE DI PIÚ. Paesi 0 Bambini operati 0 Bambini visitati 0 +
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