Relazioni annuali 2019

Relazione sulle attività svolte nell’anno 2019

Nel corso del 2019, l’attività di Cooperazione Internazionale promossa dall’Associazione Pobic si è concretizzata nelle seguenti azioni:
– conclusione del primo triennio del Progetto “Cuore Aperto”, con due missioni in Nigeria;
– workshop formativo presso l’University of Nigeria Teaching Hospital di Enugu;
– ricovero e operazione in Italia di un bambino kurdo;
– avvio del Progetto “Pobic for Women” con missione nel sud del Marocco, provincia di Zagora;
– rinnovo dell’Accordo di collaborazione con l’Istituto Gaslini di Genova.


PROGETTO “CUORE APERTO 2019”

La genesi del progetto, il suo contesto, le collaborazioni e le partnership sono ampiamente descritte nelle relazioni del 2017 e 2018, precedentemente pubblicate.

Come per i precedenti due anni, questi sono stati gli obiettivi del progetto:
– sottoporre a cure cardiochirurgiche bambini /adolescenti nigeriani in loco;
– svolgere attività di formazione per medici e paramedici nigeriani nell’ambito della cardiochirurgia pediatrica;
– trasportare e curare in Italia presso il Gaslini, bambini e bambine non trattabili nel proprio Paese, individuati nell’ambito delle missioni operative organizzate da Pobic e tramite segnalazioni di altre organizzazioni umanitarie.

Le missioni in Nigeria
Anche per quest’anno è stato confermato il Dott. Francesco Santoro nel ruolo di Team Leader delle equipe mediche che hanno partecipato a queste attività. Oltre a partecipare direttamente ad entrambe le missioni, il Dott. Santoro ha affiancato la nostra Associazione nella preparazione delle medesime. La Dott.ssa Elena Ribera, anch’essa Cardiochirurgo dell’Istituto Gaslini, ha partecipato ad entrambe le missioni, come negli anni precedenti.

Gli altri componenti delle equipe mediche sono stati:
Dott. Michele Macchia (perfusionista), Dott. Giuseppe Adurno (intensivista), Dott. Pierluigi Festa (cardiologo), Dott.ssa Federica Raffin (perfusionista).

L’attività dell’Associazione, coordinata dal Presidente di Pobic Avv. Paolo Novellini e coadiuvato dal Responsabile della missione in Nigeria Dott. Festus Abolaji Adedayo, ha visto la collaborazione dei volontari Dott.ssa Lesly Tonprebofa, On. Franco Bordo, Dott.sa Nicole Bonfanti, Sig. Lorenzo Novellini, Sig.ra Vivian Muoneke, ed è stata finalizzata a:
– reperire in Italia il materiale sanitario necessario agli interventi, mancante in loco, e a trasferirlo presso la struttura ospedaliera;
– acquisire i nullaosta alle attività da parte delle Autorità Federali e locali, visti e permessi di ingresso per i componenti delle missioni;
– fornire i biglietti dei voli internazionali e interni;
– organizzare i trasferimenti di terra con autovetture e/o minibus:
– fornire vitto e alloggio a tutti i componenti delle missioni;
– garantire la sicurezza dei partecipanti con l’ausilio di scorte armate di Polizia o Esercito nazionale;
– tenere le relazioni istituzionali e con le strutture sanitarie coinvolte.

Sesta e settima missione:
Durante la sesta missione, svolta nel maggio 2019, sono stati visitati quaranta bambini e sei di loro sono stati operati, come riportato nella prima tabella sottostante.
Durante la settima missione, svolta nel novembre 2019, sono stati visitati più di quaranta bambini e sei di loro sono stati operati, come da seconda tabella sottostante.

La formazione del personale sanitario: Intensive Workshop for Cardiothoracic Surgeons, Anaesthetists and Perfusionists
Quest’anno Pobic ha previsto un maggior numero di ore per la formazione del personale sanitario locale perché crede fermamente che, oltre ad intervenire direttamente, sia importante trasmettere le proprie conoscenze per favorire un processo di crescita professionale e sociale, di autodeterminazione. Tale pensiero è uno dei principi della cooperazione internazionale e deve essere sempre un faro del nostro agire nei Paesi in via di sviluppo.

Su indicazione della “Cabina di regia” prevista nell’Accordo di Collaborazione con il Gaslini, Pobic, nell’ambito della settima missione, oltre alla formazione sul campo, ha organizzato un “Intensive Workshop for Cardiothoracic Surgeons, Anaesthetists and Perfusionists”.
Il workshop è stato un’occasione di formazione teorica con le seguenti lezioni frontali tenute dai componenti dell’equipe italiana:
– Surgical Treatment of Congenital Heart Diseases
– Cardiopulmonary Bypass: Pricipless and Techniques
– Anesthesia in Congenital Heart Diseases

Il corso, a cui hanno partecipato circa 50 medici e sanitari nigeriani, è stato realizzato in collaborazione con l’University of Nigeria Teaching Hospital di Enugu e il Federal Medical Center di Yenagoa.
Si è trattato di una prima e positiva iniziativa che, dal significativo successo riscontrato nelle adesioni e dagli interventi dei Responsabili dei nosocomi di Enugu e Yenagoa intervenuti nella fase conclusiva, ci incoraggia a proporne altre nella seconda fase del “Progetto Cuore Aperto”.

Ricoveri e interventi in Italia
Quest’anno ci siamo concentrati solo su una richiesta di intervento, particolarmente delicata ed impegnativa per quanto concerne lo scenario geopolitico e il contesto di guerra relativo al luogo di provenienza del bambino che abbiamo provveduto a trasportare e far curare in Italia.

Sapin Salim Omar è un bimbo kurdo, nato quasi tre anni fa nel campo profughi di Dohuk (Iraq), molto vicino a Mossul ai confini con Siria e Turchia, terra di violenti combattimenti e teatro di una vittoriosa resistenza delle Forze militari del Kurdistan contro l’ISIS.
Salim, che è nato e vive ancora adesso con la sua famiglia in una tenda, è uscito dal campo profughi per la prima volta nella sua vita per venire in Italia, accompagnato dalla sua mamma Kwestan. Un viaggio andata e ritorno, con un breve soggiorno per motivi sanitari. Salim, affetto da una grave patologia cardiaca, senza un intervento di cardiochirurgia non avrebbe vissuto ancora a lungo. L’SOS lanciato da una Onlus locale è stato raccolto dalla nostra associazione.

Abbiamo accolto Salim e sua mamma all’aeroporto di Malpensa il 18 febbraio 2018 e il 19 è stato ricoverato al Gaslini. Le condizioni del bambino non hanno permesso di affrontare l’intervento immediatamente e l’operazione è stata eseguita solo l’8 di marzo, perfettamente riuscita.
Al termine della degenza ospedaliera, Pobic ha gestito la fase di convalescenza con le cure previste e i necessari controlli e ha predisposto l’accoglienza del bambino e della mamma in un contesto familiare. Nel mese di aprile Salim è rientrato in Kurdistan.

Anche in questo caso l’Associazione ha provveduto al disbrigo di tutte le autorizzazioni necessarie per l’espatrio temporaneo per motivi sanitari del bambino e della mamma, al viaggio aereo di A/R, al trasporto sanitario dall’aeroporto di arrivo all’Istituto Pediatrico, alla sistemazione della mamma durante la degenza ed alla gestione del periodo di convalescenza in Italia, visite di controllo incluse.

Obiettivi conseguiti
Nell’ambito di questo terzo anno di attività del Programma Umanitario “Open Heart” sono stati conseguiti i seguenti obiettivi:
– consolidamento del partenariato nazionale ed internazionale nello svolgimento del Progetto di Cooperazione, svolto in forma condivisa tra più soggetti;visite e cure per 88 pazienti pediatrici con 13 interventi di cardiochirurgia, di cui uno in Italia, tutte prestazioni gratuite rivolte alla popolazione meno abbiente;
– formazione del personale sanitario, sia pratica che teorica, con il “Workshop for Cardiothoracic Surgeons, Anaesthetists and Perfusionists”, grazie al quale siamo riusciti ad avviare una formazione in campo cardiochirurgico di alto livello per 50 medici e sanitari nigeriani

Rinnovo dell’Accordo di collaborazione con l’Istituto Gaslini
Essendo trascorsi i tre anni di cooperazione previsti con l’Accordo di collaborazione tra l’Associazione Pobic e l’Istituto Gaslini, a fine novembre del 2018 il Presidente dell’Associazione Pobic Avv. Paolo Novellini, con alcuni collaboratori, ha incontrato i vertici del Gaslini per riepilogare il frutto del reciproco impegno e gli obiettivi raggiunti nell’esecuzione del Progetto, nello specifico:
– quarantasette (47) bambini nigeriani operati a Enugu, Nigeria;
– nove (9) bambini nigeriani, ugandesi e kurdi operati a Genova, Italia;
– oltre trecento (300) bambini visitati e trattati nelle sette missioni di cooperazione internazionale;
– diciassette (17) medici e paramedici italiani hanno dato la loro disponibilità per le missioni;
– venti (20) medici e paramedici nigeriani inseriti nell’alta formazione cardiochirurgica fornita in loco;
– due (2) medici nigeriani hanno fruito di stage formativi a Genova presso il Gaslini;
– un (1) Workshop di Formazione per Chirurghi, Anestesisti e Perfusionisti;
– istituzione di relazioni istituzionali con il Governo della Repubblica Federale e con le Autorità degli Stati di Enugu e di Bayelsa;
– accordi di partenariato e/o collaborazione stipulati con i seguenti soggetti: Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, Federal Medical Center di Yenagoa, Niger Delta University Teaching Hospital di Okolobiri, l’University of Nigeria Teaching Hospital di Enugu, Gift of Life Foundation, Rotary International Nigeria.

L’incontro ha portato ad una valutazione congiunta delle difficoltà riscontrate, affrontate e superate brillantemente, tanto da portare ad ampia soddisfazione per gli obiettivi raggiunti e sopradescritti. Ad essi vanno aggiunti i significativi attestati di riconoscimento ricevuti a vari livelli, per la professionalità e per lo spirito di amicizia e umanità con cui il progetto è stato condotto e condiviso.
È stato concordato il rinnovo dell’Accordo per altri tre anni, a decorrere dal Gennaio del 2020.


PROGETTO “POBIC FOR WOMEN – MAROCCO”

Il Progetto “Pobic for Women” è un Programma Umanitario sviluppato da Pobic e avviato nello scorso anno. Un progetto pluriennale, che sta crescendo passo dopo passo.
Ricordiamo gli obiettivi del progetto:
– promozione della salute della donna in ogni fase della sua vita;
– tutela della vita del nascituro;
– riduzione della mortalità materna ed infantile;
– educazione sanitaria e alimentare in gravidanza e del bambino appena nato;
– prevenzione al tumore del collo dell’utero;
– formazione del personale ostetrico.
Il progetto è rivolto alle donne berbere che abitano nei villaggi di confine con il deserto del Sahara marocchino e viene attuato con la partnership la Provence de Zagora ed in collaborazione con la Dèlégation du Ministèr de la Santé de Zagora, gestore dell’Ospedale di Zagora e degli ambulatori rurali ubicati nei villaggi della regione.

Missione 2019
L’équipe, formata dalla Dottoressa Donatella Albini (ginecologa), dalla Dott.ssa Antonella Novaglio (ostetrica) e dall’assistente Soukaina Benlamferred, accompagnata dal Responsabile organizzativo Sig. Zourouti Rachid, dal Presidente Avv. Paolo Novellini e dal volontario On. Franco Bordo, è partita negli ultimi giorni di Aprile del 2019 per operare nei villaggi della provincia di Zagora, con base a Beni Zouli.
Il gruppo ha portato con sé dall’Italia un ecografo portatile di ultima generazione per le visite ginecologiche da effettuare nei locali degli ambulatori rurali.
L’attività si è svolta nei seguenti comuni e villaggi marocchini: Beni Zouli, Tagounite, Nkob, Taghbalt, Tamezmouite, Tinzouline.

Obiettivi conseguiti
Nell’ambito di questa missione in Marocco, provincia di Zagora, sono stati raggiunti i seguenti obiettivi:
– condivisione del progetto con due realtà pubbliche, la Provincia di Zagora e la Delegazione locale del Ministero della Salute;
– 60 ore di lavoro e formazione, guidate dalla nostra equipe;
– oltre 200 donne visitate, di cui per un quarto sono state disposte cure e accertamenti;
– formazione teorica e pratica per 10 neo ostetriche, finalizzata alla cura e all’assistenza extra-ospedaliera, unendo informazioni mediche e sanitarie con uno sguardo sapiente e vigile che coniughi sapere intuitivo, scientifico e clinico;
– assegnazione dell’attestato di partecipazione al corso formativo (2018/2019)
– estensione delle relazioni internazionali, attestate dalle richieste di riproporre questo progetto ricevute dal Governatore di Zagora Fouad Hajji e dal Presidente della Provincia Abderrahim Chid.


PROGETTO “OZONOTERAPIA – UGANDA”

Nel 2017 Pobic aveva sottoscritto un Accordo di collaborazione con la RENA Foundation per sostenere lo sviluppo della popolazione del Rwenzory, regione occidentale dell’Uganda, promuovendo progetti di cooperazione in campo sanitario con la fornitura di strumentazioni e per la formazione di personale locale.
In virtù di tale accordo, nel 2017 si è svolta una missione esplorativa finalizzata a conoscere la realtà del territorio, approfondire le problematiche e necessità per un possibile intervento, verificare le condizioni delle strutture sanitarie esistenti e la preparazione del personale già attivo.

A seguito di tale missione, Pobic, in accordo con la Fondazione locale, ha deciso di sviluppare un progetto pluriennale utile alla cura di ulcere e piaghe tropicali, in modo particolare la cosiddetta “ulcera di Buruli” che, a causa di molte complicanze anche invalidanti, comporta un impatto sociale rilevante nella Comunità Rwenzory.
Nel 2017 è stato avviato il progetto e attivata una campagna di raccolta fondi per la sua realizzazione, sempre nel corso di quell’anno è stata acquistato il macchinario per la generazione di ozono medicale.
Il Dispensario Sanitario del villaggio di Mayohoro è stato individuato come struttura a cui appoggiarsi per l’installazione di un ambulatorio di “Ozono terapia”.

Nel 2018 Pobic ha realizzato una missione in Uganda, guidata dal Presidente Novellini, per attivare un ambulatorio per l’ozono terapia presso di Dispensario di Mayohoro e formare il personale locale.

La missione del 2018 ha conseguito i seguenti obiettivi:
– fornitura di un apparecchio generatore di ozono medicale di nuova concezione al Dispensario del villaggio di Mayohoro, gestito dalla Rena Foundation;
– training formativo per un medico e quattro infermieri incaricati di gestire l’ambulatorio per l’ozono terapia;
– avvio delle cure per 11 pazienti, iniziate durante il corso formativo;
– nel corso del 2018 il personale sanitario ugandese, autonomamente, ha trattato con successo altri 29 pazienti, evitando l’ospedalizzazione e interventi chirurgici
– avvio di un processo di riduzione dell’impatto sociale sulla Comunità del Rowenzory legato
alle conseguenze dell’ulcera di Buruli
– concretizzazione di una partnership internazionale con la Rena Foundation (Uganda) in collaborazione con Intermed Onlus (Italia).

Obiettivi raggiunti nel 2019

Quest’anno, in accordo con la RENA Foundation, Pobic ha concentrato le proprie energie in una nuova raccolta fondi per mantenere attivo il progetto, mettendo le basi per un suo ulteriore sviluppo a decorrere dal prossimo anno.
Pobic ha provveduto a rifornire del materiale di consumo necessario al funzionamento dell’apparecchio medicale e questo ha permesso il suo perfetto funzionamento.
Il personale sanitario ugandese, formato nella missione dello scorso anno, ha provveduto a prendere in carico 31 pazienti che hanno beneficiato di cure con esito positivo.

Costi
Per lo svolgimento delle attività relative al Progetto “Cuore Aperto”, realizzate nel 2019 e descritte nella presente relazione, l’Associazione Pobic ha contribuito per 51.000,00 euro.
Per lo svolgimento delle attività relative al Progetto “Pobic for Women”, realizzate nel 2019 e descritte nella presente relazione, l’Associazione Pobic ha contribuito per 10.288,00 euro.
Per lo svolgimento delle attività relative al Progetto “Ozonoterapia – Uganda”, realizzate nel 2019 e descritte nella presente relazione, l’Associazione Pobic ha contribuito per 1.250,00 euro.