Relazioni annuali 2017

Relazione sulle attività svolte nell’anno 2017

PROGETTO “CUORE APERTO – NIGERIA”

Contesto
Dopo qualche anno di proficua collaborazione, nel novembre 2016, l’Associazione Pobic ha sottoscritto con l’Istituto Pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova un accordo di collaborazione nell’ambito dell’assistenza sanitaria e della formazione. Tale collaborazione era finalizzata alla realizzazione di progetti di Cooperazione internazionale e percorsi operativi nelle discipline della Cardio-Chirurgia pediatrica rivolti a pazienti residenti in Paesi in via di sviluppo, con focus specifico in Nigeria.
Tale Accordo è stato ratificato in data 13 dicembre 2016, con Delibera nr. 212 del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto.

In questo accordo, di durata triennale, sono stabilite le reciproche attività da svolgersi da parte dei contraenti al fine di raggiungere i seguenti obbiettivi:
• sottoporre a cure cardiochirurgiche bambini /adolescenti nigeriani in loco, attuando il Progetto “Cuore Aperto” predisposto dall’Associazione Pobic;
• svolgere attività di formazione per medici e paramedici nigeriani nell’ambito della cardiochirurgia pediatrica;
• trasportare e curare in Italia, presso il Gaslini, bambini e bambine non trattabili nel proprio Paese, individuati nell’ambito delle missioni operative organizzate da Pobic e tramite segnalazioni di altre organizzazioni umanitarie.

Come Pobic avevamo già provveduto a sottoscrivere con il Federal Medical Center di Yenagoa e con il Niger Delta University Teaching Hospital di Okolobiri (entrambi situati nello Stato di Bayelsa) protocolli di collaborazione per l’individuazione dei piccoli pazienti affetti da gravi cardiopatie da sottoporre a cure e/o intervento chirurgico.
Successivamente, seguendo le indicazioni della “Cabina di regia” prevista dall’Accordo di Collaborazione con l’Istituto Pediatrico genovese, Pobic ha individuato a Enugu, capitale dell’omonimo Stato del sud-est nigeriano, un ospedale partner, ossia una struttura che avesse in dotazione quel minimo di attrezzature sanitarie idonee per svolgere operazioni cardiochirurgiche. Abbiamo quindi sottoscritto una convenzione con l’University of Nigeria Teaching Hospital (UNTH) di Enugu.

Tra novembre 2016 e dicembre 2017, con tre missioni umanitarie svolte nella Repubblica Federale della Nigeria, Pobic ha dato vita al primo anno di attività del Progetto di Cooperazione Internazionale denominato “Open Heart”. Tale risultato è stato raggiunto grazie all’Accordo con il Gaslini, ai Protocolli a alla Convenzione con l’UNTH di Enugu, e grazie ad una compartecipazione alle spese da parte della Fondazione statunitense “Gift of Life” al fine di garantire la gratuità delle prestazioni sanitarie.

Le Missioni
La Missione Nigeriana si svolge in un contesto complesso.
Le nostre equipe mediche nel giro di poche ore vengono “catapultate” in una realtà oggettivamente molto lontana dai nostri abituali standard climatici, alimentari, lavorativi e di sicurezza, garantita da una scorta armata per tutti gli spostamenti e per l’intera giornata lavorativa.

È doveroso sottolineare quanto sia stata encomiabile la disponibilità dei nostri medici e volontari: per ottenere il massimo dei risultati, visitare e operare il maggior numero di pazienti possibile, non hanno mai risparmiato le proprie energie psicofisiche e le giornate lavorative non sono mai state inferiori alle 12 ore.
Il Dott. Francesco Santoro, Team Leader delle equipe mediche che hanno partecipato a queste attività, e la Dott.ssa Elena Ribera, entrambi cardiochirurghi del Gaslini Hospital, hanno garantito la loro presenza ed esperienza professionale in tutte e tre le missioni.
A turno, gli altri componenti delle tre missioni sono stati:
Dott. Martino Cheli (cardiologo), Dott. Francesco Canesi (perfusionista), Dott. Francesco Grasso (anestesista), Dott. Giuseppe Squillaci (perfusionista), Dott.ssa Stefania Poggi (anestesista),
Dott. Marco Vassallo (infermiere di sala), Dott.ssa Alessandra Cadoni (cardiologa), Dott. Michele Macchia (perfusionista), Dott. Giuseppe Adurno (intensivista), Dott.ssa Silvia Comi (anestesista), Dott.ssa Carmela De Luca (infermiera professionale).

L’equipe nigeriana era composta da:
Prof. Basden Onwubere, Dr. Vincent A. Okwulehie, Dr. Chinawa, Dr. Susan A. Ujuanbi, Dr. Ken Adele.

L’Associazione, oltre al lavoro preparatorio con la stipula di accordi e convenzioni sopra citate, ha provveduto a:
– reperire in Italia il materiale sanitario necessario agli interventi, mancante in loco, e a trasferirlo presso la struttura ospedaliera;
– acquisire i nullaosta alle attività da parte delle Autorità Federali e locali, i visti e i permessi di ingresso per i componenti delle missioni;
– fornire i biglietti dei voli internazionali ed interni;
– organizzare i trasferimenti di terra con autovetture e/o minibus:
– fornire vitto e alloggio a tutti i componenti delle missioni;
– garantire la sicurezza dei partecipanti con l’ausilio di scorte armate di Polizia o Esercito nazionale
– tenere le relazioni istituzionali e con le strutture sanitarie coinvolte.
Tutte queste attività sono state curate dal Presidente di Pobic Avv. Paolo Novellini, coadiuvato dal Responsabile della missione in Nigeria Dott. Festus Abolaji Adedayo e dalla volontaria Dott.ssa Lesly Tonprebofa.

Prima missione: novembre 2016
La prima missione, avvenuta nel novembre del 2016, è stata esplorativa e soprattutto preparativa per l’individuazione dei piccoli pazienti da trattare e per la presentazione e l’integrazione delle due equipe italiana e nigeriana.

Durante questa missione l’equipe italiana ha preso contatto con l’ambiente sanitario nigeriano, ha concordato i termini della formazione e ha iniziato le visite dei bambini segnalati dai due ospedali partner dello Stato di Bayelsa – Federal Medical centre di Yenagoa e Niger Delta University Teaching Hospital di Okolobiri.

È stata redatta una prima lista di trenta bambini, dalla quale sono stati poi scelti i due bimbi da sottoporre a intervento cardiochirurgico, operati nel corso della stessa missione.

Seconda missione: Maggio 2017
Grazie alle conoscenze acquisite nella prima missione, l’avvio dell’attività presso l’ospedale partner è stato in questa seconda missione meno difficoltoso, seppur con alcune criticità ancora da superare.

Medici e responsabili sanitari, autorità governative e regionali, media locali, e pazienti con le loro famiglie hanno apprezzato sempre più il lavoro svolto da Pobic e la professionalità dei medici e paramedici italiani in missione. I quaranta bambini presentati, prevalentemente provenienti dallo Stato di Bayelsa, sono stati tutti visitati e per ognuno è stata effettuata una diagnosi. La missione è terminata con l’operazione di otto bambini, come mostrato nella tabella sottostante.

Terza missione: Novembre 2017
Da questa missione in avanti le problematiche inerenti l’avvio delle attività sono state ridotte in modo sensibile. Il personale medico e paramedico dell’Ospedale di Enugu ha iniziato a mettere in pratica in modo sistematico indicazioni e richieste provenienti dai nostri sanitarie l’attività di formazione ha iniziato ad assumere una metodica utile sia nelle pratiche di screening che per l’attività operatoria. Durante la terza missione sono stati visitati più di trenta bambini e otto di loro sono stati operati, come da tabella sottostante.

Ricoveri e interventi in Italia
Nel corso della prima e della seconda missione tre pazienti presentati ai nostri medici, rispettivamente di quattro, tre ed uno anni, dopo attenta valutazione da parte dell’equipe italiana, sono stati definiti “casi complessi”.

Dato l’elevato rischio nel trattarli in loco, è stato suggerito di eseguire l’intervento chirurgico in Italia. Pobic, conseguentemente, si è fatta carico del trasporto e dell’accoglienza in Italia dei tre bambini nigeriani insieme alle loro mamme. I pazienti sono stati trasportati all’Istituto Gaslini di Genova dove, dopo aver superato ulteriori accertamenti, sono stati sottoposti ad intervento chirurgico con brillante successo: Michael Inikio di anni 4 e Yusuf Fagbayi di anni 3 sono stati operati in data 27/02/17, mentre Jesse Olue è stato operato il 29/05/2017.

L’Associazione ha provveduto al disbrigo di tutte le autorizzazioni necessarie per l’espatrio temporaneo per motivi sanitari dei bambini e delle loro mamme, al viaggio di A/R, ai trasferimenti dagli aeroporti di arrivo all’Istituto Pediatrico, alla sistemazione delle mamme durante la degenza, ed alla gestione del periodo di convalescenza in Italia, visite di controllo incluse.

Obiettivi conseguiti
Nell’ambito di questo primo anno di attività del Programma Umanitario “Open Hearth” sono stati conseguiti i seguenti obiettivi:
– realizzazione di un Progetto di Cooperazione Internazionale condiviso tra più soggetti con attività di partenariato nazionale ed internazionale particolarmente significativa;
– visite e cure per circa 100 pazienti pediatrici e 21 interventi di cardiochirurgia, di cui 18 in Nigeria e 3 in Italia, tutte prestazioni gratuite rivolte alla popolazione meno abbiente;
– avvio di attività finalizzate a sviluppare le competenze locali con sistemi di organizzazione del lavoro, portando a conoscenza di strumenti operativi di programmazione e controllo in grado di valorizzare le risorse umane e tecnologiche disponibili in loco.
– svolgimento di percorsi di training personalizzati in Italia, attivando uno stage di formazione specialistica all’Istituto Gaslini per il Dott. Vincent A. Okwulehie.


PROGETTO “OZONO TERAPIA – UGANDA”

Contesto
Il progetto ha avuto origine dall’incontro tra il Presidente di Pobic Avv. Paolo Novellini e Padre Frederick Tusingire, Presidente della Rwenzory East Neighbors Association (RENA), già Presidente della Pastorale per i laici per la Conferenza Episcopale Ugandese.
Gli obiettivi principali della RENA Foundation, nata nel 2000, sono:
– promuovere progetti per ridurre la povertà nella Regione del Rwenzory e luoghi limitrofi;
– sostenere lo sviluppo della Comunità attivando e seguendo Progetti di cooperazione dedicati alla salute, all’istruzione, all’agricoltura e allevamento, ed allo sviluppo di progetti per imprese locali, tra cui quelli dedicati alla micro finanza e ai sistemi per l’approvvigionamento idrico;
– sensibilizzare le comunità locali sulla necessità e possibilità di dotarsi di migliori standard di vita e aumentare il livello di responsabilità individuale e di giustizia sociale.

Il Progetto
Su proposta della RENA Foundation, nel 2017 Pobic invia una sua delegazione esplorativa nella Regione del Rwenzory, Uganda.
Scopo della missione: conoscere la realtà del territorio, approfondire le problematiche e necessità per un possibile intervento, verificare le condizioni delle strutture sanitarie esistenti e la preparazione del personale già attivo.

In seguito a questa missione esplorativa, Pobic ha sottoscritto un Accordo di collaborazione con RENA Foundation, finalizzato a sviluppare progetti di cooperazione in campo sanitario con la fornitura di strumentazioni e per la formazione di personale.

In virtù di tale Accordo, la Fondazione ha proposto alla nostra Associazione di sviluppare un progetto utile alla cura di ulcere e piaghe tropicali, in modo particolare la cosiddetta “ulcera di Buruli” che, a causa di molte complicanze anche invalidanti, comporta un impatto sociale rilevante nella Comunità Rwenzory.
Pobic decide di avviare il Progetto “Ozono Terapia – Uganda”, da sviluppare nell’arco di sei anni, e individua il Dispensario Sanitario del villaggio di Mayohoro come prima struttura a cui appoggiarsi per l’installazione di un ambulatorio di “Ozono terapia”.

Grazie alle sue proprietà l’ozono, che ha poteri battericidi e virus statici eccezionali, è di grandissima utilità proprio in zone come la foresta ugandese dove i pazienti che arrivano al dispensario sono colpiti da piaghe di tale gravità da richiedere spesso l’ospedalizzazione.

Gli obiettivi di questo progetto sono:
– la cura dell’Ulcera di Buruli o da altre piaghe ed ulcere tropicali evitando la pratica del “currettage chirurgico”;
– la riduzione delle complicanze dovute a detrazioni cicatriziali e impotenza funzionale dei pazienti;
– il miglioramento dell’impatto sociale della malattia, dal punto di vista della restituzione delle capacità funzionali del paziente, dell’assenza di dolore nel trattamento, dell’abbattimento dei costi;
– l’attuazione di un intervento, richiesto dalla Comunità interessata, per migliorare la qualità dei servizi sanitari locali;
– la formazione del personale medico e paramedico all’utilizzo della strumentazione fornita.

OBIETTIVI CONSEGUITI
In questa relazione di fine anno possiamo registrare i seguenti obiettivi raggiunti:
– attivazione di una partnership internazionale con la Rena Foundation (Uganda)
– missione esplorativa nella Regione del Rwenzory con relativa definizione del progetto
– definizione di un accordo di collaborazione con l’Associazione italiana Intermed Onlus
– avvio campagna raccolta fondi a sostegno del progetto
– acquisto del primo apparecchio generatore di ozono medicale

Costi
Per lo svolgimento delle attività relative al Progetto “Cuore Aperto”, realizzate nel 2017 e descritte nella presente relazione, l’Associazione Pobic ha contribuito per 65.063 euro.
Per lo svolgimento delle attività relative al Progetto “Ozono Terapia -Uganda”, realizzate nel 2017 e descritte nella presente relazione, l’Associazione Pobic ha contribuito per 14.085 euro