Regolarizzazione dei migranti, un atto giusto.

Il riconoscimento di persone che vivono in Italia, lavorano in Italia, contribuiscono con il loro lavoro al benessere di tutti, è un atto giusto e umano.
La misura di regolarizzazione per i migranti presenti in Italia, seppur temporanea, rappresenta un atto di giustizia e garanzia dei diritti costituzionali, di contrasto allo sfruttamento dei poteri criminali e necessario alla sicurezza della salute per tutti, utile a garantire la salute di tutta la cittadinanza e da permettere loro di svolgere un ruolo importante per la tenuta dell’economia e della coesione sociale delle nostre comunità.
Tra le tante motivazioni che sostengono questa scelta ne vogliamo evidenziare almeno due.
Una ragione economica e di giustizia sociale: la regolarizzazione con degna accoglienza e integrazione delle persone immigrate presenti in Italia, tra cui quelle impegnate nell’agricoltura, ponendo l’accento anche sull’evidente necessità di rispondere ad un rischio oggettivo di blocco di raccolte e semine per i prossimi mesi, data la mancanza di manodopera, blocca o riduce sensibilmente il ricorso al lavoro sommerso e al caporalato. Sottrae queste persone dallo sfruttamento organizzato da poteri criminali.
Una ragione sanitaria e umanitaria: nel nostro Paese si trovano più di 600 mila immigrati irregolari costretti ai margini della vita sociale senza assistenza alcuna, con un altissimo livello di rischio di contrarre il virus covid-19 e di aggravare i livelli di emergenza sanitaria dell’intera comunità. Un problema per loro, un problema per noi italiani, da risolvere.
Oggi è stato fatto un passo avanti, che anche noi condividiamo.

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