POBIC ALLA CORSA ROSA A BRESCIA

E’ con tanta gratitudine che l’ong Pobic partecipa a questa edizione della Corsa Rosa: gratitudine verso gli organizzatori, in particolare verso l’Uisp e il suo impegno a favore della nostra associazione, alla quale devolve una parte del ricavato della manifestazione dopo aver dedicato nelle scorse settimane altre occasioni di socializzazione. Gratitudine anche verso il Comune di Brescia, che più volte ha dimostrato attenzione ai nostri progetti, partecipando alle iniziative di Pobic tramite la concessione del patrocinio come è avvenuto, per esempio, per la nostra missione in Nigeria dell’estate 2015.

Partecipare alla Corsa Rosa per noi significa innanzi tutto condivisione dei valori della solidarietà e dell’amicizia, che sono alla base dei nostri progetti e il nostro agire che va avanti da oltre vent’anni. Pobic è attiva in alcuni paesi del sud e dell’est del mondo come Costa D’Avorio, Nigeria, Ucraina… I progetti umanitari attualmente in corso sono due: “Emergency Transport” e Cuore Aperto di cui si possono leggere storie e dettagli sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook (https://www.facebook.com/ONG-POBIC-ONLUS-252066514950860/?fref=ts). In estrema sintesi: “Emergency Transport” porta all’estero la cultura italiana del pronto soccorso, esportando materialmente i mezzi e la formazione. Iniziato nel 2006 in Costa D’Avorio si è esteso alla Nigeria e, da oltre un anno la lezione appresa in contesti assai disagiati come quelli africani è stata adattata alle esigenze italiane e messa in pratica nel nostro paese: dal 2015 infatti il servizio di trasporto di emergenza è attivo per persone con mobilità ridotta, temporaneamente o permanentemente, per disabili, anziani e per chiunque abbia problemi di spostamento.

 

Partecipare alla Corsa Rosa per Pobic significa quindi far conoscere i suoi progetti ma anche, se non soprattutto, essere al fianco delle donne: quelle che corrono per le strade di Brescia e quelle che abitano le strade del mondo. Come le donne africane, che lavorano nei campi, nei palmeti, nelle cave di sabbia, sui fiumi. Si alzano all’alba per il raccolto, per sfamare i polli, prendere l’acqua. Percorrono chilometri e chilometri a piedi, con enormi ceste sulla testa per portare le merci al mercato, dove possono attendere anche ore e ore sotto il sole o la pioggia prima di vendere i loro prodotti. E poi lavorano nelle case, dove tutto dipende da loro: sostentamento della famiglia, preparazione del cibo, cura dei figli e degli anziani. Ai familiari cedono i pezzi migliori della carne, i giacigli migliori, i pochi agi che si possono ricavare in capanne di fango o piccole case in muratura in mezzo a rivoli di scolo.

Donne che abbiamo incontrato durante le nostre missioni alle quali abbiamo dedicato le mostre fotografiche che saranno esposte al gazebo di Pobic durante la manifestazione del 6 marzo.

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